Gamesurf

Stranger Things Stagione 4. L'abbiamo vista. Ed è bellissima

Le vacanze di primavera? Si passano a Hawkins!

di Fabio Fundoni

Quanto avete aspettato la quarta stagione di Stranger Thing? Noi almeno tanto quanto abbiamo amato le prime tre e se la vostra risposta è simile alla nostra, l’hype dovrebbe essere decisamente alle stelle. Bisognerà pazientare ancora qualche giorno, visto che i primi sette episodi saranno disponibili su Netflix dal 27 Maggio mentre gli ultimi due arriveranno il primo di Luglio, una formula un po’ particolare che ci rovina un po’ la classica “full immersion” che sicuramente molti avrebbero messo in atto con un titolo di questa fama. Abbiamo visto in anteprima i primi sette episodi e ovviamente in questa nostra recensione faremo i salti mortali per non svelarvi nulla che potrebbe rovinarvi la visione, sebbene alcuni elementi siano già stati rivelati dalla produzione stessa.

Per prima cosa facciamo il più classico dei recap e vediamo a che punto eravamo rimasti alla fine della terza stagione. Dopo la terribile battaglia contro il Mind Flayer e il sacrificio di Billy, abbiamo lasciato Undici (Undi, da qui in poi) salva, ma senza più poteri e un enorme interrogativo legato a Hopper sparito dalla base russa, senza contare che il Sottosopra è rimasto un pericolo momentaneamente mitigato, ma sempre latente. Il nuovo capitolo inizia sei mesi dopo i fatti accaduti e vi basti sapere che Undi sta provando a crearsi una vita normale in California assieme alla famiglia di Will, mentre Mike, Steve, Dustin, Lucas, Max, Nancy e Robin sono rimasti a Hawkins alla ricerca di un po’ di tranquillità, tornando alla propria vita di tutti i giorni.

Poteva Andare tutto per il verso giusto? Ovviamente no e i problemi per i nostri protagonisti si svolgono su più livelli. Si comincia da quelli personali, che vanno a visitare i risvolti psicologici di un gruppo di ragazzi che ha vissuto tre “quasi apocalissi” e visto cose che per tutta la vita albergheranno nei loro incubi, senza dimenticare i guai di tutti i giorni che sappiamo aver sempre accompagnato i nostri nerd preferiti nel rapporto con i compagni di scuola più “cool”, per quanto le vecchie passioni del passato (leggi: giochi di ruolo) non li abbiano abbandonati: proprio da questa porta principale passa uno dei nuovo personaggi più interessanti, Eddie Munson (il cognome vi suggerisce qualche assonanza?), dungeon master e fondatore dell’Hellfire Club, il club di Dungeons & Dragons dove Dustin e soci si ritrovano.

Eddie ama i GDR e la musica metal, condendo le sue passioni con una personalità molto forte e comportamenti poco convenzionali. Proprio Eddie finirà nel mezzo della nuova catastrofe che metterà in pericolo Hawkins, con i nostri eroi che si ritroveranno ancora una volta a dover combattere delle forze soprannaturali ben più potenti di loro. Inoltre, come abbiamo già detto, sebbene Undi abbia perso i poteri, è in California con Will, ben lontana dall’occhio del ciclone, con Mike che ha deciso di sfruttare le vacanze primaverili per andare a trovarla. Ma noi conosciamo la nostra eroina e sappiamo cosa nasconde: siamo sicuri che il suo passato non tornerà a tormentarla? In tutto questo, cosa succederebbe se Joyce scoprisse che Hopper è ancora vivo? Sta di fatto che il team è diviso e i pericoli affrontati da una squadra non al completo fanno ancora più paura

Ecco una infarinatura di quello che abbiamo visto nei primi sette episodi, nonostante siano già stati svelati altri elementi durante la campagna di avvicinamento al 27 Maggio. Il nostro consiglio è di non cercare altre informazioni, se ancora non le avete lette in rete, perché sarà ancora più bello scoprire tutto da zero quando arriverà il momento di aprire Netflix e lanciarvi in questa nuova avventura targata 1986. Conosciamo bene tutte le paure che girano intorno a questa quarta stagione sin dal suo annuncio e, a ben vedere, sono un po’ le stesse che avevamo sentito riguardo alla terza stagione. La storia continuerà ad essere di altro livello? I giovanissimi attori non perderanno appeal crescendo?

Lo so, siete già andati a sbirciare voto e commento finale, ma la risposta a entrambe le domande è “no, Stranger Things 4 si conferma essere una produzione di altissimo livello”. Ecco, abbiamo chiarito quello che interessava a tutti, ma un simile prodotto merita un approfondimento in più. Partiamo dalla trama e dalle tematiche trattate che, come dicevamo, viaggiano su vari livelli. La sceneggiatura fila alla grande e riesce a mescolare il pericolo sovrannaturale con le storie personali dei protagonisti, tenendoci perennemente incollati allo schermo, imponendo un ritmo di narrazione estremamente fitto e incalzante. Si seguono varie linee narrative e ognuna ha davvero tanto da dire e tutte lasciano lo spettatore sempre con il fiato sospeso, con un buon numero di colpi di scena. 

Da grandi protagonisti derivano grandi terrori

Con una scelta estremamente intelligente, le tematiche trattate sono leggermente cambiate insieme all’età dei nostri eroi, a partire da una atmosfera di fondo che quando si tratta di calcare la mano, non si fa problemi ad essere molto più cupa rispetto al passato e con una derivazione che strizza l’occhio all'immaginario horror. No, non stiamo parlando della tensione delle tre prime stagioni, ma di scene ben più forti e disturbanti. Non siamo di certo davanti a una pellicola fatta per spaventare il pubblico, tanto che infatti rimane la storica alternanza tra momenti più leggeri e altri più intensi, ma è chiaro l'intento in cabina di regia di rendere il tutto più maturo.

A dirla tutta, forse i momenti che funzionano di meno sono invece quelli più faceti, soprattutto per quanto riguarda Argyle, nuovo amico di Jonathan e vera e propria “spalla comica” del gruppo. La prova attoriale di Eduardo Franco è infatti quella che ci ha meno soddisfatto, mentre il resto del cast ha mostrato ancora una volta ottime doti, sia nei ruoli principali come l’inossidabile Joyce/Winona Ryder che in quelli secondari come l’incredibile russo Yuri che siamo sicuri amerete. Millie Bobbie Brown è sempre più calata nei panni di Undi e tra gli altri si è fatta notare l’ottima recitazione di Sadie Sink nei panni di Max. 

Tecnicamente il lavoro svolto è superbo e di altissimo livello, se non per qualche effetto speciale non proprio ottimale. Anche questa volta dobbiamo applaudire a scena aperta alla colonna sonora, un sapiente mix di brani anni ‘80 tra chicche più ricercate e pezzi conosciuti da chiunque. Per quanto ci riguarda, probabilmente è l’unica colonna sonora che se la gioca ad armi pari con quella di Cobra Kai per lo scettro della migliore tracklist. Siamo in attesa di mettere le mani sugli ultimi episodi di questa incredibile quarta stagione, ma quanto visto ci è piaciuto tantissimo e ha dissipato ogni nostro dubbio sulla qualità del lavoro di Matt e Ross Duffer e ben ha fatto Netflix a confermare lo show anche per la quinta stagione che, lo ricordiamo, è già stata annunciata come ultima.

Stranger Things 4 è l’ennesima perla nel catalogo della piattaforma on demand e la scelta di evolverne i contenuti senza stravolgerne le tematiche è non solo ben realizzata, ma anche vincente, tanto che siamo curiosissimi che cosa ci aspetterà dal proseguimento della storia. Il nostro consiglio è chiaro: rinnovate il vostro abbonamento a Neflix e non perdetevi per nessun motivo le avventure di Undi, Mike, Dustin e compagnia: sarà uno stupendo viaggio negli anni ‘80, così misteriosi, spaventosi e affascinanti come non li avete mai visti prima!

5/5
Ad essere onesti c’era tanto timore che la vena creativa dietro a Stranger Things si fosse esaurita e che la quarta stagione fosse stata fatta per meri motivi di mercato. Invece, anche se ci mancano gli ultimi episodi per chiudere il cerchio, la linfa vitale dietro a Undi e compagni è ancora fortissima tanto che è riuscita non solo a confermarsi, ma anche ad evolversi. I protagonisti sono cresciuti e con loro i temi trattati sono diventati più cupi e profondi, come a maturare insieme al cast. Da notare bene che l’atmosfera è molto meno “giocosa” rispetto al passato e alcune scene potrebbero turbare le persone più impressionabili, ma non per questo si è persa la magica aura degli anni ‘80 che ormai è un marchio di fabbrica della serie. Netflix ha trattato coi guanti uno dei suoi marchi più pregiati e i risultati si vedono: fotografia e regia sono di altissima qualità e a parte qualche caso, gli attori sono ben calati nelle proprie parti. La colonna sonora continua ad essere una gemma, con brani anni ’80 che vanno da titoli più ricercati ad altri che ancora oggi possiamo ascoltare in qualsiasi radio. Siamo stati attentissimi a non fare alcuno spoiler e il motivo è semplice: ognuno di voi deve guardare questa quarta stagione e godersela in ogni suo elemento, ma questa volta dovrete stare più attenti: l’orrore che incombe su Hawkins è pericoloso come non mai…