Speciale Verona Comic Fest 2019

A tu per tu con i mitici Oliver Onions!

Speciale Verona Comic Fest 2019
di Raffaele Gomiero

Al Comic Fest di Verona, la fiera dedicata ai fumetti che si è svolta dal 7 al 9 giugno al Castello di Villafranca, la sera del 7 giugno è andato sul palco un duo d’eccezione: Guido e Maurizio de Angelis, conosciuti per lo più con il nome di Oliver Onions. Per chi non sapesse chi siano, riassumeremo brevemente che si tratta di un gruppo conosciuto per lo più, per la composizione di colonne sonore che almeno una volta nella vita chiunque ha ascoltato.  Si deve a loro la maggior parte delle musiche all’interno dei film di Bud Spencer & Terence Hill, Di alcuni cartoni animati e telefilm famosissimi come Rocky Joe e Sandokan.

Proprio in omaggio a una delle coppie più amate del cinema, il loro show si chiama “…continuiamo a chiamarli Oliver Onions”, in omaggio all’immortale Trinità di Bud & Terence. Per chi ha vissuto l’adolescenza con i loro film la scaletta è da pelle d’oca. Non vi aspettate una folla davanti al palco, si tratta di quei concerti seguiti da fedelissimi (e monti non giovanissimi) che non vedono l’ora di far passare davanti ai loro occhi le immagini di film, telefilm e cartoni della loro infanzia non appena sentono suonare le specifiche note. ma se la prima metà del concerto l’emozione mantiene tutti composti, basta un gesto di Guido e Maurizio durante la canzone giusta per far scattare tutti i piedi a radunarsi sotto il palco a cantare. Non che prima il pubblico rimane zitto, intendiamoci. Quasi due ore di concerto e tanta, tantissima emozione, ecco cosa vuol dire assistere a una performance live degli Oliver Onions.

La cornice che ha ospitato il loro concerto è stata il Comic Fest di Verona, fiera del fumetto che ogni anno si svolge all’interno delle mura del Castello di Villafranca.  Questo è il settimo anno della manifestazione che ospita ad ogni appuntamento esponenti del mondo dei fumetti, del cinema, dei cartoni animati e di tutto quanto ruota intorno a questo fantastico mondo.  Punta di diamante di quest’anno è stato Leo Ortolani, lo stranoto autore di Ratman, che non si è tirato indietro nell’incontre il pubblico ed è stato più che felice di scambiare quattro chiacchiere con tutti i suoi fan, firmando copie dei suoi fumetti, realizzando schizzi esclusivi o semplicemente intrattenendosi a conversare delle proprie passioni.

Indubbiamente la location ha contribuito a creare una certa atmosfera intorno alla manifestazione, svoltasi interamente all’aperto con un discreto numero di stand che vendevano fumetti, action figures e gadget. Naturalmente non si può paragonare a fiere del calibro di Cartoomics e Romics in termini di quantità di stand presenti, ma la fiera di Verona ha tutti i requisiti per affermarsi sempre di più tra gli appassionati. Del resto anche essere piccoli ha i suoi vantaggi, pensate che per incontrare il Leo Ortolani di turno alle fiere più grandi è facile pronosticare minimo 1 ora di coda, scordandosi di rimanere di fronte a lui per più dello stretto necessario a firmare un fumetto. In occasioni come il Comic Fest, essendo più piccolo e con meno gente da gestire, gli autori e gli ospiti sono più rilassati e spendono volentieri un po' più di tempo con i loro fans.

Presenti anche alcuni fumettisti tra cui Alberto Baldisserotto l ‘autore del fumetto dedicato a Bud Spencer e Terence Hill ambientato nel western di Trinità che è a tutti gli effetti un prequel dei due film. Per il momento sono usciti due volumi, ma Alberto prevede una collana numerata a tutti gli effetti. Si tratta di un lavoro lungo (ogni numero ha richiesto circa due anni) e accurato, che ha avuto il benestare di Terence Hill in persona.

Naturalmente al Comic Fest le iniziative sono state molteplici: il Cosplay Movie Awards (gara di cosplay a tema cinematografica), Rock’n N Cosplay (stessa cosa ma sul mondo della musica), tre palchi dedicati a conferenze, spettacoli e iniziative speciali (Comics Stage, Fun Stage e Baby Stage) e moltissimi ospiti che si sono alternati durante la manifestazione. Tra loro ci siamo imbattuti in Pietro Ubaldi (Doppiatore), Oma Fantini (Comico e conduttore). Giorgia Vecchini (Giorgia Cosplay), Leo Ortolani (fumettista), ma durante i due giorni di fiera oltre a loro sono comparsi anche Claudio Sciarrone (disegnatore Disney), Simone Albrigi (in arte SIO), Giorgio Vanni (cantante di sigle di cartoni animati) e molti altri.

Andata molto bene anche la raccolta fondi organizzata dal festival con la collaborazione di Emergency per sostenere il Centro di maternità di Anabah (Afghanistan). Gli autori Alberto Baldisserotto, Paolo Barbieri, Igor Chimisso, Stefano Conte, Davide La Rosa, Leo Ortolani, Riccardo Pieruccini e Sio sno stati ben felici di mettere all’asta alcune loro opere per sostenere l’iniziativa.

Dopo il concerto abbiamo avuto modo di rivolgere qualche domanda a Guido e Maurizio de Angelis e abbiamo colto l’occasione per toglierci più di una curiosità.

Qual è la vostra canzone preferita?

Indubbiamente “L’ultimo Valzer” del film “Uno sceriffo extraterrestre poco extra e molto terrestre” con Bud Spencer del 1979. Ma non è solamente il brano che ci sta a cuore ma tutta la scena del film. Le sue luci, l’atmosfera, le parole di Bud che spiega al piccolo alieno H725 cos’è la musica per i terrestri, ecco tutto questo, nell’insieme, ci commuove tutt’ora.

La sigla di Galaxy Express e Fantasy all’interno del film Bomber con Bud Spencer. Entrambe sono del 1982 e sono davvero molto molto simili. Quale è nata prima?

Non è che sono simili…sono esattamente la stessa canzone! Cambiano solamente le parole ma le note sono le stesse. La prima a vedere la luce è stata la sigla del cartone animato, ma al produttore del film piacque davvero moltissimo, così ci chiese riutilizzarla cambiando ovviamente il testo.

Ma come è iniziato tutto? Nel senso come partì la vostra carriera?

Come spesso avviene in queste cose per puro caso. Anzi, per essere esatti grazie a un imprevisto: uno sciopero. Lo sciopero coinvolse tutti i cantanti, i compositori e le orchestre della RCA e andò avanti per un bel po' di tempo. Ovviamente per la casa discografica era improponibile rimanere completamente ferma a livello di produzione, così coinvolse alcuni musicisti che non erano coinvolti nei sindacati e quindi nello sciopero in corso.  Compresi noi. Al termine dello sciopero noi e gli altri musicisti scritturati fummo integrati all’interno delle orchestre RCA e iniziammo a comporre regolarmente.

Una lunga carriera in italia ma siete molto conosciuti anche all’estero, in questi anni di cose ve ne sono successe, avete voglia di raccontarci qualche episodio particolare?

Ce ne sarebbero da raccontare...Una volta durante una visita degli studi della Columbia abbiamo interrotto John Williams durante una registrazione irrompendo nel suo studio a sorpresa. Stava registrando “Incontri ravvicinati del terzo tipo” e si girò guardandoci malissimo. Essendo uno dei nostri idoli noi rimanemmo bloccati senza dire una parola, un po' per l’ammirazione un po' per paura della sua successiva reazione, che eravamo sicuri non sarebbe stata piacevole. L’unica cosa che ci salvò era che eravamo insieme al direttore della compagnia.

Un'altro episodio che ci è capitato (per fortuna più piacevole) è stato quando siamo andati a ritirare un disco d’oro in Germania. A quel tempo eravamo in testa alle classifiche con “Flying Through the Air” tratto da “Più forte ragazzi”. Appena atterrati ad Amburgo vediamo che vicino all’aereo c’erano un bel po' di fotografi, naturalmente abbiamo pensato che erano lì per chissà quale VIP che era a bordo con noi. Ci abbiamo messo un po' a capire che erano lì per noi. Appena scesi dall’aereo, dal nulla spuntano due ragazze completamente nude e dipinte d’oro con in mano il disco d’oro. Decisamente meglio che in Columbia.

Ma forse l’episodio più bello è quello con Quentin Tarantino. Avete capito bene, proprio lui. Qualche anno fa Maurizio va al Festival di Venezia e ad un tratto gli presentano Quentin Tarantino. Saluti di circostanza, quando ad un tratto Quentin lo guarda e gli dice soprappensiero: “De Angelis… mmhm…De Angelis… ma sai che ci sono due fratelli italiani che si chiamano proprio così? Compongono colonne sonore e alcuni pezzi li ho presi, rimaneggiati e inseriti nei miei film…pensa te che coincidenza”. Ad un certo punto gli si avvicina un tizio e gli fa: “ehm Quentin… lui è proprio uno dei due fratelli di cui hai appena parlato”.  Ha fatto una faccia terrorizzata, non sappiamo se era per la figuraccia oppure per la paura che gli chiedessimo i diritti.

Negli anni ’70 e ’80 avete avuto un grandissimo successo. Altri tempi naturalmente, ma la peculiarità della vostra musica è che tocca molti generi. Ipotizziamo per un attimo che iniziaste la vostra carriera oggi, secondo voi riuscireste a riscuotere lo stesso successo?

Ah guardate sicuramente no! Le nostre sono opere principalmente melodiche, se per ipotesi in alcuni pezzi togliessimo del tutto le parole, avrebbero avuto lo stesso successo. Questo perché la melodia che sta dietro a tutto è orecchiabile e piace anche a chi non capisce il testo. anche voi canticchiate alcune canzoni di cui non conoscete per niente il testo o solo in minima parte. Ma voi avete un’altra età. I giovani di oggi ascoltano brani molto rap, che non sono il nostro genere.