Speciale Homecoming

Un drama raffinato in cui niente è come sembra

Speciale Homecoming
di Valentina Barranco

Dopo Nicole Kidman in Big Little Lies, anche Julia Roberts approda su piccolo schermo e, come la sua collega, lo fa in maniera assolutamente non banale.

Ci è voluto più di un anno, ma il drama televisivo di Amazon è stato finalmente doppiato in italiano e reso disponibile al "grande pubblico". Torniamo dunque a parlare di Homecoming, la serie ispirata all'omonimo podcast di 12 puntate creato da Eli Horowitz e Micah Bloomberg (che ritroviamo qui in veste di sceneggiatori) e diretta da Sam Esmail. Vi suona familiare? Sì, è proprio lui, l'ideatore di Mr. Robot, serie apprezzata da critica e pubblico. Con tutte queste belle premesse, andiamo a raccontarvi qualcosa di più su questo show. Ovviamente, no spoiler!

Benvenuti all'Homecoming Transitional Support Center. Lo scopo della struttura, gestita dalla misteriosa Geist Corporation, è accogliere veterani di ritorno da zone di guerra ed aiutarli nel reinserimento alla vita civile: gestire e superare situazioni di stress, trovare un lavoro e riprendere le proprie abitudini in una società che ora questi soldati vedono e trovano profondamente diversa. Una giungla pericolosa che, grazie ai trattamenti e alle simulazioni previste dal programma Homecoming, riusciranno a superare indenni. Ma è proprio questo di cui si occupa questo centro? Il dubbio ci viene quando, a distanza di quattro anni, incontriamo in una bettola di periferia la terapista e counselor Heidi Bergman (Julia Roberts), che si occupava dei veterani in prima persona. Ora lavora lì come cameriera e, alle insistenti domande dell'impiegato del Dipartimento della Difesa Thomas Carrasco (Shea Whigham)non vuole e non sa rispondere. Iniziamo così ad addentrarci all'interno delle vicende che hanno portato alla chiusura (definitiva?) del progetto Homecoming, che tanto sembrava promettere bene. Almeno, dall'esterno.

Bobby Cannavale nei panni di Colin Belfast

La serie è sviluppata su due linee temporali differenti e questo è ben intuibile anche dal tipo di formato in cui sono girate le scene ambientate nel 2022 (il presente in cui Heidi fa la cameriera). Il fastidioso 1:1 incornicerà i volti dei protagonisti manco si trattasse di stories su Instagram e ci darà sempre l'idea che qualcosa manchi all'appello o che non ci venga detta tutta la verità. Un formato quanto mai inusuale per un prodotto televisivo ma che calza a pennello sulla storia che viene raccontata da Esmail. Altro particolare inusuale per un dramma televisivo è la durata scelta per i 10 episodi che compongono la serie. Ogni puntata dura 30 minuti spaccati, sì proprio come una comedy. All'inizio eravamo un po' scettici ma, proseguendo la visione, abbiamo constatato come il ritmo della narrazione si sposasse perfettamente con la durata degli episodi. Lo stile è lento ma costante e non sono presenti particolari colpi di scena o sequenze d'azione al cardiopalma, tutt'altro: allo spettatore vengono rivelati man mano dettagli e indizi al fine di svelare il segreto che si cela dietro ai moderni e simmetrici ambienti della Homecoming e lo strano comportamento di Heidi, a distanza di soli quattro anni.

Julia Roberts e Stephan James

Accanto a Julia Roberts troviamo uno sfavillante Bobby Cannavale nei panni di Colin Belfast, l'uomo scelto dal gruppo Geist per supervisionare il progetto. Inizialmente assisteremo a lunghe, nervose e assillanti telefonate tra lui e Heidi, telefonate che saranno difficili da ignorare per la donna che, chiaramente, ha deciso di mettere il lavoro e la salute di quei veterani al primo posto nella sua vita, sacrificando relazioni amorose e sociali. La vedremo seguire e prendere particolarmente a cuore due casi, quello di Walter Cruz (Stephan James) e il collega Shrier (Jeremy White, da Shameless). Questa sua devozione e dedizione saranno molto importanti per la risoluzione del mistero Homecoming, oltre all'insistenza di Carrasco, un moderno eroe da scrivania deciso a far trionfare la giustizia e la verità. Se siete appassionati del genere, sicuramente Homecoming è una piccola perla che non dovete perdervi, soprattutto dal punto di vista "tecnico", che è un po' un omaggio a grandi registi come Hitchcock e Kubrick. Se invece azione e dramma sono per voi due elementi inscindibili, meglio volgere il vostro telecomando altrove.

Il formato 1:1 delle vicende nel 2022

Lunghi piani sequenza, colori tenui ed ambienti fastidiosamente simmetrici: il diavolo è nei dettagli e Sam Esmail, con [b]Homecoming[/b], li ha curati alla perfezione. Julia Roberts, Bobby Cannavale, Stephan James e Shea Whigham ci accompagnano durante la ricerca spasmodica della verità in questi 10 episodi di 30 minuti ciascuno ed in cui, in ognuno di essi, troveremo un pezzo di puzzle dopo l'altro fino ad arrivare a comporre l'intera immagine, non senza una bella dose di angoscia. Se siete appassionati del genere, sicuramente [b]Homecoming [/b]è una piccola perla che non dovete perdervi, soprattutto dal punto di vista "tecnico", che è un po' un omaggio a grandi registi come Hitchcock e Kubrick. Se invece azione e dramma sono per voi due elementi inscindibili, meglio volgere il vostro telecomando altrove.