Speciale Beckett: il regista italiano dell'action Netflix racconta il film in anteprima a Locarno 2021

Il regista Ferdinando Cito Filomarino e il cast di Beckett raccontano come è nato l'action Netflix in arrivo ad agosto, presentato in anteprima mondiale a Locarno 2021.

Speciale Beckett: il regista italiano dell'action Netflix racconta il film in anteprima a Locarno 2021
di Elisa Giudici

È il film action più atteso su Netflix ad agosto ad aver aperto l'edizione 2021 del Festival di Locarno. Un onore che tocca all'Italia, dato che Ferdinando Cito Filomarino (pronipote di Luchino Visconti) è un giovane regista nostrano che proprio qui esordì con il suo cortometraggio Diarchia, attirando molta attenzione.

Beckett è il suo secondo film, girato prima che il protagonista John David Washington diventasse una star grazie al ruolo da protagonista di Tenet: un vero e proprio film europeo ed internazionale, girato in Grecia con una troupe di 15 nazionalità diverse, per un progetto molto ambizioso che saprà soddisfare anche i cinefili più esigenti abbonati al servizio di streaming.

Come è stato girare un film tanto internazionale?

Ferdinando Cito Filomarino: Sono cresciuto guardando il cinema di tutto il mondo. Quello statunitense, inglese, di Hong Kong, francese...per me il cinema è internazionale, per cui il modo in cui abbiamo girato Beckett è stato piuttosto naturale.

In Beckett c'è molto del cinema anni '70 statunitense, vero?

Sì, mi sono ispirato al clima di paranoia che si respirava negli Stati Uniti negli anni '70, sotto l'influenza dello scandalo Watergate. Uno dei film che più amo nel genere "thriller paranoide" di quell'epoca è I tre giorni del condor, di cui si sente l'eco nel mio Beckett. Con questo film però volevo fare anche altro, non solo un omaggio.

Ti riferisci al lavoro di "smitizzazione" dell'action?

Sì. In Beckett il protagonista non è un eroe palestrato e in grado di gestire situazioni pericolose, non è una persona in grado di combattere e sparare. È un turista americano come tanti che si ritrova in una situazione più grande di lui e che fatica a reagire in maniera pronta e fluida, come avviene negli action. Volevo che il film traesse la sua tensione da questo fatto.

Infatti vediamo nel film che Beckett non è il solito eroe tonico e scattante...hai lavorato sul tuo fisico in questo senso?

John David Washington: direi proprio di sì. Beckett comunque è un uomo in forma, sano, ma non ha quella definizione muscolare tipica degli action. In questo senso Ferdinando mi ha aiutato molto ad appesantirmi, diciamo così, invitandomi spesso fuori a cena (ride).

Tu invece Vicky interpreti un ruolo di attivista politica tedesca che partecipa alle proteste greche contro l'Austerity. Come ti sei preparata?

Vicky Krieps - Questo personaggio non è lontano dalle mie convinzioni e dal mio modo d'essere, per cui è stato semplice prepararmi al ruolo. Basta fermarsi a parlare con un senzatetto nella città dove ci si trova, chiedergli come sta, di cosa ha bisogno, per capire l'impatto del capitalismo sulla nostra società.

Ferdinando, la Grecia post intervento della Troika non è stata una scelta casuale giusto? Beckett è un film dal forte sottotesto politico.

No, ho scelto intenzionalmente la Grecia di quel periodo come sfondo alla storia di Beckett proprio perché risaltasse il contrasto tra il mio sperduto turista statunitense e la popolazione locale. Beckett è un uomo che rifugge in qualche modo il confronto con la politica, se ne disinteressa, è concentrato sulla sua felicità. Quando è costretto a fuggire, si ritrova ad essere aiutato da persone che stanno reagendo attivamente a quanto succede nel loro paese, che si interessano della realtà che le circonda e che di fronte a uno straniero spaventato e in difficoltà, spesso lo aiutano senza stare a pensarci. Credo che la Grecia di quel periodo sia un ottimo esempio di reattività.

Anche la scena della fuga in treno richiama un po' quelle immagini dei migranti che tentano di salire sui convogli per arrivare in Nord Europa...

Assolutamente. Nel film vediamo che man mano che Beckett si confronta con le istituzioni che dovrebbero aiutarlo e proteggerlo (la polizia locale, l'ambasciata statunitense) in lui cresce un atteggiamento di sospetto verso le stesse. Lo vediamo in stazione mentre si nasconde dagli altri, tenta di passare inosservato, poi chiede l'aiuto degli altri passeggeri. Il parallelo non è esplicito, ma è intenzionale.

In un certo senso hai anticipato Christopher Nolan, scegliendo John David come protagonista.

Sì, anche se sembra esattamente il contrario. Beckett infatti è stato girato intorno al 2015 e io ho saputo che John sarebbe stato il protagonista di Tenet proprio mentre stavamo girando sulle montagne della Grecia. Alle volte le cose vanno così, ci è voluto tempo per ultimare questo film.