Quanta confusione e quanto marketing nelle decodifiche audio dei film ? - Parte 3

Quanta confusione e quanto marketing nelle decodifiche audio dei film ? - Parte 3
di Giancarlo Valletta

Questa terza puntata (Qui trovate la prima e qui la seconda) affronta il problema dell’ambiente dove viene installato il sistema, e come le piattaforme di streaming tanto popolari affrontano il problema. Infine vedremo tutti i dispositivi audio che sono in grado -a vario titolo- di riprodurre uno stream Atmos o DTS:X

E l’ambiente dove suona il sistema ?

 “Forse non molti sanno che” recita ancora la Settimana Enigmistica e recitiamo anche noi che è molto importante dimensionare l’impianto nei confronti dell’ambiente dove suonerà. Anche se i sintoamplificatori moderni hanno tools di taratura ambientale molto sofisticati, come il DIRAC  ma che non possono fare miracoli. Se i diffusori risultano troppo assiepati prima di tutto si influenzano l’un l’altro, secondo poi perdono in buona parte di senso. Per avere un sistema con un buon respiro, pensando di fare contento lo scomparso Ray Dolby, ci vorrebbe un ambiente di almeno 5 metri di profondità e 4,5 di larghezza (mai far suonare spazi quadrati, se non si vuole impazzire), e in 22,5 mq dobbiamo installare 3 diffusori sul fronte anteriore (Sinistra-Centro-Destra) con subwoofer accanto, 2 diffusori per canali laterali, 2 posteriori, e 4 a pioggia sul soffitto (o soluzioni similari con diffusori a rimbalzo). Poi ci dobbiamo anche muovere nella sala, visto che soprattutto i posteriori devono essere installati DIETRO il divano, con una distanza di rispetto di almeno 1mt teorico -avete capito bene-. Una cosa è sognare, ben altra cosa è la vita reale. Il nostro consiglio, indipendentemente dalla decodifica scelta, è un sistema 5.1.2 per un normale soggiorno, con solo una coppia di diffusori Atmos o X.

E non tutto quello che brilla, è oro

Il supporto fisico (quindi il Blu Ray) è il miglior modo per poter fruire di una traccia Atmos o X. La troveremo compressa nel Dolby True HD (per semplicità usiamo Atmos per fare questo esempio e capiremo appresso perchè), formato losless (senza perdita) che garantisce fino a 18 mb/s e 24bit 192 kHz, se compressa in Dolby Digital Plus a 48 kHz in 7.1 avrà un bit/rate attorno ai 6 mb/s. Se al supporto fisico sostituiamo una piattaforma di streaming come Netflix, perdiamo molto in qualità. La banda dedicata è solo di 768 kbp/s per l’Atmos, 10 volte meno rispetto al True HD e poco meno di 5 se paragonato al Digital Plus, come potete approfondire sull’articolo (mettere link all’articolo).

Tra l’altro le piattaforme sono tutte compatibili Atmos ma non lo sono con DTS:X, e i titoli in Atmos in streaming sono comunque pochissimi. E, tra l’altro, non è detto che funzioni !! E chi ha detto che la tecnologia è semplice. Lo ha detto perché non sa…. Non è infatti affatto detto che una traccia Atmos all’interno di un qualsiasi servizio di streaming e l’utilizzo di un sintoamplificatore compatibile sia assoluta garanzia di funzionamento. Sono troppe le applicazioni di streaming e altrettante le piattaforme e capita che le loro implementazioni nei set-top-box, nelle chiavette o nei media-player non facciano passare Atmos. Dopo aver spacchettato tutti i nostri devices, magari averli scelti accuratamente, potrebbe succedere che anche se apparentemente dovrebbe funzionare.. Atmos e/o DTS:X NON passano (vedi box INSERIRE fonte: DDAY.it)

Possiamo quindi affermare che per sentire sicuramente e per bene un film in Atmos o in DTS:X è necessario utilizzare un supporto fisico.

Con quali mezzi posso sentire Atmos e DTS:X ?

Prima di tutto, e speriamo di averlo chiarito, sia Dolby Atmos che DTS:X sono retrocompatibili, quindi un dispositivo dotato degli opportuni decoder DD o DTS di qualsiasi tipo sono in grado di funzionare anche se gli si manda un contenuto con le istruzioni aggiuntive per Atmos o X, semplicemente non le utilizza. Se invece ascolteremo la stessa traccia su un TV compatibile Atmos e/o DTS:X sentiremo il downmix dei canali sui 2 diffusori di cui l’apparecchio è dotato -perdendo completamente gli effetti-. I prodotti compatibili sono davvero numerosi, TV, Soundbar e infine amplificatori e processori Home Cinema.

I TV con sistemi audio più sofisticati, cercano di ricreare gli effetti, non effettuando il semplice downmix, ma utilizzando un certo numero di altoparlanti suppletivi ma ottenendo risultati, seppur lodevoli, non eccelsi e inferiori a quelli di una sound-bar dedicata. Queste ultime, soprattutto quelle di ultima generazione, offrono una discreta ricostruzione, grazie a una coppia di altoparlanti rivolti verso il soffitto e che fanno rimbalzare sull’ascoltatore gli effetti. Molte dal catalogo Sony, estremamente ricca di alternative, un modello LG, Sonos, Yamaha, a vario titolo e con prezzi diversi. Certo non si può pretendere più di tanto da un prodotto che deve riuscire a ricostruire una scena altrimenti riprodotta con 5.1.2 altoparlanti, se poi si vuole anche risparmiare, ecco che la delusione è dietro l’angolo.

Il modo migliore di godere di Atmos e/o DTS:X è attraverso un sintoamplificatore compatibile, ce ne sono moltissimi in commercio, delle principali marche, da Denon a Yamaha, passando per prodotti di maggiore blasone come McIntosch, Rotel, Arcam o Anthem, ognuno di voi potrà trovare la soluzione migliore per le sue tasche. Secondo la classe del prodotto, si spazia dai 7.1.2 canali fino ai 11.2.4 è più, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ma quello che ci viene da affermare è che una cosa è comprare un sintoamplificatore con tanti canali, altra cosa è installare i diffusori necessari. Gli speaker vanno sistemati a pioggia più o meno tra il dispositivo di visualizzazione e il punto di visione: quindi diffusori magari da incasso, e cavi. Ci vuole un operaio per fare i lavori. Esistono anche delle alternative che prevedono canali sistemati, rivolti verso l’alto, sopra i diffusori esistenti, ma non offrono le stesse performance di una coppia di speaker installati a soffitto. Per capire bene le differenze e tutte le -numerossissime- possibili configurazioni, potete fare riferimento alla guida della Dolby, la stessa già linkata precedentemente e che si può seguire anche per DTS:X