Tutti i segreti dello streaming: i Microfoni - Parte 2

Tutti i segreti dello streaming: i Microfoni - Parte 2
Dmitry Demidov per Pexels
di Giancarlo Valletta

In questa seconda puntata (se ancora non avete letto la prima, potete sempre rimediare qui) daremo un’occhiata alle possibili soluzioni USB, dedicando ulteriore capitolo a quello dei microfoni tradizionali, cercando di districarci in un mare sempre più in tempesta 

I tipi di collegamento per un microfono

Possono essere fondamentalmente 3 i tipi di connettori che troviamo su un microfono: XLR, RCA e USB. Il primo è normalmente ad appannaggio di prodotti che necessitano di alimentazione, e in particolare i microfoni a condensatore, visto che uno dei pin del connettore viene utilizzato proprio per collegare i 48V necessari al loro funzionamento. Ma ci sono anche molti microfoni dinamici con uscita XLR, dove semplicemente il contatto dove potrebbe essere presente la tensione, è scollegato. Poi ci sono quelli con il jack da 6,3 mm o 3,5 mm che sono quasi sempre microfoni dinamici, e poi gli USB, che prendono l’alimentazione dalla porta e al loro interno inglobano un convertitore Analogico/Digitale che permette l’interfacciamento con il computer. 

Microfoni, quale scegliere e come collegarli

Gli streamer hanno due strade diverse. Una maggiormente qualitativa e alla quale dedicheremo un capitolo a parte, che prevede un mixer che controlla livelli, effetti, tonalità di ogni microfono e/o ingressi analogici, e un convertitore A/D (se non ne è provvisto il mixer), ma che potrebbe essere anche una scheda evoluta da PC/MAC, oppure i microfoni USB, che seppure non performanti come quelli standard, riservano eccellenti sorprese.

Molte aziende di blasone, e citiamo due per tutte -Rode e Audio Tecnica- producono microfoni USB, riuscendo a intercettare un mercato che è oramai esploso, anzi comincia ad essere saturo. 

Il problema del ritardo

Il problema che più di tutti affligge i microfoni USB è il ritardo tra la ripresa e l’ascolto in cuffia. Ciò è dovuto alla conversione A/D che avviene all’interno del microfono stesso, indispensabile per essere gestito da un ingresso digitale, ma che crea un effetto davvero molto fastidioso. E se ciò non è un problema in fase di post-produzione, dove oramai il nostro audio è divenuto uno stream digitale, lo è nel momento della ripresa. L’unico modo per evitare questo problema è fare in modo che il microfono stesso sia dotato di un’uscita cuffia diretta, che faccia ascoltare l’audio PRIMA che esso sia convertito in digitale, in questo caso il ritardo sarà praticamente nullo. Come si può facilmente immaginare non tutti i microfoni sono dotati di questa possibilità, normalmente ad appannaggio dei prodotti cari. 

Il mercato dei microfoni USB

Escludendo le soluzioni molto economiche e dal brand poco conosciuto e men che meno assistito, troviamo alcune soluzioni davvero interessanti e in grado di eccellenti prestazioni. La famosa “palla da neve”, Blue Snowball è tra le migliori soluzioni per chi vuole intraprendere la carriera dello streamer; è un microfono a condensatore molto interessante, con due capsule configurabili (una nella versione Ice), e che viene venduto anche senza supporto, cosa che consigliamo, il supporto può essere da un semplice treppiede fino a soluzioni molto più performanti che conviene comprare a parte.

Estremamente interessanti anche Samson, un marchio che offre un catalogo vastissimo che sfocia con un certo successo anche nel professionale. Meteorite e Meteor i due prodotti di ingresso, simili nel design a Snowball anche se leggermente più compatti, sono entrambi a singola capsula. Molto interessante nel catalogo Samson anche il Go Mic, un prodotto molto valido con diagramma polare variabile cardioide/omnidirezionale. Ugualmente economico ma con una forma più “classica” e che forse farà piacere ad alcuni il CAD u37, eccellente microfono per la sua fascia di prezzo, come anche Bird UM1, prodotto interessante per quello che costa.

Nella fascia più alta troviamo tante scelte molto intriganti, uno tra i migliori è l’Apogee Mic 96K, in grado di generare un file massimo 96kHz/24bit quindi a risoluzione molto più alta rispetto allo standard 44.1/16, e quindi di maggiore qualità.

Eccellente prodotto e con un invidiabile pedigree il Rode Podcaster, microfono a condensatore di alte prestazioni e dotato di uscita cuffia senza ritardo di gruppo, quello di cui abbiamo accennato sopra.

Estremamente interessante poi l’Audio Tecnica ATR2100 USB che ha sia uscita digitale che analogica XLR, è un cardioide dinamico di alta qualità e può essere seriamente preso in considerazione se si vuole un microfono “serio”, senza fronzoli e con tanta sostanza.

Vediamo, infine, due prodotti della Blue, lo spark digital e lo yeti. Il primo è davvero originale, e unico nel panorama, acclude infatti un tasto “Focus Button” che altro non fa se non diminuire l’alimentazione della capsula a condensatore. In questo modo sia la risposta in frequenza che la sensibilità vengono modificate, adattando lo Spark Digital alle più disparate situazioni. Yeti, infine, che è “il” microfono USB per eccellenza in quanto a versatilità. Ha infatti ben 3 capsule che permettono 3 diagrammi polari differenti, cardioide/a 8/Omnidirezionale, e può essere usato in tanti modi diversi, anche per riprese stereo.

Come qualità assoluta, davvero eccellente è poi il Rode NT USB, cardioide puro a condensatore, il grado di una qualità davvero studio: e con Rode non si scherza.