Speciale Windows 11: Microsoft cambia faccia al suo sistema operativo

Con un evento digitale, Microsoft ci introduce al suo futuro sistema operativo. Ma sarà vera rivoluzione?

Tiscali GameSurf

Nel corso della conferenza Ignite, tenutasi a Chicago nel maggio 2015, Jerry Nixon fa un importante annuncio: Windows 10 sarà l'ultimo sistema operativo di Microsoft. Per il futuro non sono previste nuove versioni dopo la 10, ma solo aggiornamenti di questa. Tanto per chiarire la portata della dichiarazione, si tenga presente che l'Ignite è probabilmente la più importante conferenza mondiale in tema di business marketing, mentre Jerry Nixon è uno dei principali sviluppatori del colosso di Redmond. Ma certi proclami, si sa, invecchiano decisamente male, soprattutto nell'era di Internet.

Arriviamo così al 24 giugno 2021, al fatidico giorno della presentazione di Windows 11, tenuta da Microsoft con un evento in streaming online. In proposito, potrebbe subito sorgere spontanea una domanda: perché introdurre un nuovo sistema operativo, invece di attenersi alla linea seguita in precedenza ed aggiornare Windows 10, magari con un update più corposo del solito? Microsoft ha giustificato questa esigenza spiegando come, negli ultimi 18 mesi, il rapporto con il nostro personal computer e il modo in cui lo utilizziamo sia mutato profondamente. Viene fatto un riferimento alla pandemia, sebbene implicito, laddove si osserva che siamo passati dal considerare il PC come un aspetto all'interno delle nostre vite, al cercare di ficcare per intero le nostre vite dentro al PC. Questo cambio di prospettiva ha fatto sorgere nuovi bisogni, che presuppongono un rinnovamento importante affinché vengano soddisfatti appieno. Da qui la necessità di evolvere il sistema operativo, introducendo una nuova generazione.

La prima novità a balzare all'attenzione sta nel design dell'interfaccia. Il pulsante start e le icone della barra delle applicazioni sono stati spostati al centro dello schermo, la disposizione degli elementi ripensata per essere più razionale e di facile consultazione. I dettagli come font e icone sono stati ridisegnati, così come gli effetti sonori, in quello che si propone come un restyling più fresco e moderno, con linee pulite che dovrebbero trasmettere una sensazione di calma e tranquillità, a detta di Microsoft. C'è poi il nuovo layout Snap mirato al multitasking, concepito per affiancare a schermo molteplici applicazioni differenti, conservando però una organizzazione visiva improntata alla semplicità. In altre parole, quando si aprono contemporaneamente finestre di una pluralità programmi e si cerca di tenerle sott'occhio tutte insieme, dovrebbe esserci un ordine più logico e molta meno confusione per l'utente.

Anche sul versante della connettività si registrano modifiche sostanziali. Microsoft Teams sarà preinstallato, in particolare Chat sarà integrato nella barra degli strumenti e consentirà di raggiungere immediatamente i contatti su piattaforma Windows, Android e iOS, oltre che di inviare SMS. Skype sembrerebbe aver ceduto il passo: non solo non sarà disponibile di default, bensì solo dopo averlo scaricato personalmente, ma ha pure perduto la funzione "Riunione immediata" (Meet Now in inglese), introdotta durante la Pandemia per agevolare le riunioni virtuali e ora soppiantata da Chat.

Veniamo all'argomento gaming, tanto caro al popolo di Gamesurf. Xbox Game Pass è naturalmente confermato su PC, ma sarà integrato direttamente in Windows 11. A scanso di equivoci, ricordiamo che per avvalersene sarà sempre doveroso pagare il canone mensile (sì, lo sappiamo, è lapalissiano, ma preferiamo specificarlo prima che qualcuno fraintenda quel "integrato"). Le vere novità provengono dall'ecosistema Xbox: stiamo parlando di Auto HDR e Direct Storage. L'HDR (high dynamic range) è una tecnica diffusa già da qualche annetto su PC, che permette un boost alla qualità dell'immagine andando ad arricchire aspetti come ad esempio l'illuminazione e le ombre, il range cromatico o il contrasto. Tuttavia, questa feature non è attualmente disponibile per tutti i titoli, specialmente se sono vecchiotti; con l'auto HDR, invece, grazie all'ausilio dell'IA si potrà estendere la tecnologia HDR anche a quei software ludici che fino ad oggi sono stati costretti a rinunciarvi. La seconda novità è il Direct Storage, anch'esso sperimentato in precedenza su console Xbox. Si tratta di una API per DirectX 12 Ultimate, che dovrebbe ottimizzare i caricamenti su hard disk SSD NVMe, così da ridurre i tempi d'attesa per noi videogiocatori impazienti.

Notizie e Interessi verranno rimossi dalla barra delle applicazioni, in favore dello strumento denominato Widget, che si servirà dell'intelligenza artificiale per cercare di proporci news sempre più prossime ai nostri interessi. La barra subirà altre piccole modificazioni, fra le quali spicca l'addio alla fastidiosa Cortana (alzi la mano chi l'ha mai ritenuta utile). Il fatto che l'IA si vada affinando per indagare sempre più a fondo su di noi e sui nostri interessi suona un po' preoccupante, ma l'informatica si muove in questa direzione ormai da diverso tempo, scandalizzarci adesso pare quantomeno tardivo. Riguardo il browser, lo storico Internet Explorer sarà disattivato, Microsoft com'è lecito aspettarsi punta su Edge. Tuttavia, Edge presenterà un "Internet Explorer mode", volto probabilmente ai siti internet più obsoleti.

Il Microsoft Store riceverà anch'esso un deciso restyling, volto a renderlo più più pulito, più semplice, più funzionale, insomma più tutto. Ma più che la componente estetica, quello che ci colpisce sono le due enormi novità in arrivo: in primis, le app di Android sbarcheranno sullo store. Si potrebbe descrivere la cosa come il personal computer che entra in tackle sul mercato mobile; non sappiamo ancora se questo tackle sarà efficace, ma i risvolti dal punto di vista economico potrebbero rivelarsi immensi. La seconda novità riguarda le royalties che Microsoft tratterrà dagli sviluppatori: essi potranno pubblicizzare il loro negozio su Microsoft Store e tenere per sé il 100% delle vendite (sì, avete letto bene, tutto quanto), oppure affidarsi direttamente al negozio di Microsoft e tenersi l'85%.

Premettiamo fin da subito che le informazioni in nostro possesso sono sommarie, il discorso è molto più complicato di così e andrà necessariamente approfondito al momento opportuno. Però le percentuali esibite denotano una politica estremamente aggressiva, che si direbbe voglia intaccare gli equilibri in un mercato dove i pesci grossi possono imporre un 30% di trattenuta agli sviluppatori. Anche qui il discorso è delicato e non basterà certo una mossa audace per imporsi: per fare un parallelo col mondo dei videogame, chi mastica l'argomento sa ad esempio che Epic non è ancora riuscita ad intaccare la posizione dominante di Steam, nonostante anni di investimenti (e perdite) per centinaia di milioni di dollari. Ciò nonostante, siamo curiosissimi di scoprire come si evolverà la situazione degli store digitali nel prossimo futuro.

Per finire, a Microsoft preme di sottolineare come il passaggio da Windows 10 a 11 sarà tutt'altro che traumatico, anzi, sarà come compiere un semplice update di Windows 10: una condizione particolarmente importante in ambito business. Nella transizione fra i due sistemi operativi sarà garantita la possibilità di poter continuare ad utilizzare i medesimi programmi, grazie anche ad App Assur, un servizio studiato appositamente per risolvere i problemi di compatibilità. Il salto da Windows 10 a 11 sarà gratuito, a patto di avere installata l'ultima versione di Windows 10 e di soddisfare i requisiti hardware, ovvero:

-Processore: Almeno 1 gigahertz (GHz) con 2 o più core su un processore a 64 bit compatibile o System on a Chip (SoC)

-RAM: 4 gigabyte (GB)

-Spazio di archiviazione: Dispositivo di archiviazione da almeno 64 GB

-Firmware del sistema: Compatibile con UEFI, Avvio protetto

-TPM: Trusted Platform Module (TPM) versione 2.0

-Scheda video: Compatibile con DirectX 12+ o versione successiva con driver WDDM 2.0

-Schermo: Schermo ad alta definizione (720p) con una diagonale maggiore di 9 pollici, 8 bit per canale di colore

-Connessione Internet e account Microsoft: Windows 11 Home richiede la connettività Internet e un account Microsoft per completare la configurazione del dispositivo al primo utilizzo. L'accesso a Internet è necessario per tutte le edizioni di Windows 11, per l'esecuzione degli aggiornamenti, il download e l'utilizzo di alcune funzionalità.

Come si può vedere, si tratta di requisiti tutt'altro che stringenti, anche se la lista potrebbe variare nel tempo. Alcuni rumor sostengono che si possa effettuare l'update anche da Windows 7 e Windows 8.1, ma la posizione ufficiale di Microsoft per il momento si limita ad indicare l'update esclusivamente dall''ultima versione di Windows 10 e noi a quella ci atteniamo, in attesa di eventuali ulteriori sviluppi.

Microsoft ha presentato Windows 11 come un sistema foriero di novità, che andrebbe ad innovare non solo il modo in cui vediamo Windows, ma anche quello in cui lo usiamo. Più bello, più flessibile, più semplice da usare. Loro ovviamente hanno speso le migliori parole a riguardo, ma per valutare effettivamente quanto Windows 11 sarà "più" rispetto al 10 dovremo toccare con mano e farci una nostra idea. La release è fissata più avanti nel corso del 2021, si parla di autunno, anche se manca ancora una data ufficiale.