Speciale Star Wars: Visions: Jedi, Sith e spade laser incontrano l'animazione giapponese

Con i suoi nove cortometraggi anime, Star Wars: Visions è una delle declinazioni più innovative e accattivanti che l'universo di George Lucas abbia regalato negli ultimi anni.

Speciale Star Wars: Visions: Jedi, Sith e spade laser incontrano l'animazione giapponese
Tiscali GameSurf

La nuova frontiera della galassia lontana lontana sembra proprio essere il mondo della serialità. Se la nuova trilogia cinematografica e i due film standalone Solo e Rogue One si sono rivelati per buona parte un buco nell'acqua, con The Mandalorian e le sue incarnazioni animate Disney sembra aver fatto centro. A questa realtà episodica e seriale - riservata ai possessori di una abbonamento Disney+ - va ad aggiungersi in questi giorni l'esperimento più ibridato e sperimentale sinora visto nella galassia di George Lucas.

Cos'è Star Wars Vision?

S'intitola Star Wars: Visions ed è davvero un gioiellino da non lasciarsi sfuggire, non solo per i fan di Guerre Stellari. La serie animata è composta da nove cortometraggi che oscillano tra i 12 e i 20 minuti ciascuno. Ogni storia è autoconclusiva e slegata dalla continuity cinematografica principale di Star Wars. Si salta avanti o indietro nel tempo di migliaia di anni, partendo da un Giappone feudale alternativo e arrivando a un futuro remoto in cui i Sith sono scomparsi del tutto oppure nessuno vede più una vera spada laser da generazioni.

Puri esercizi di stile? Non proprio. Visions regala ai fan nove piccole storie autonome che certo non avranno grosso impatto sulle storyline e i personaggi chiave della saga principale, però manda un messaggio importante e chiarissimo: l'universo di Star Wars è tutt'altro che morto, può ancora essere una fucina di innovazione, creatività e capacità di stupire. In piccolo, Visions si dimostra una storia dirompente come lo è stato il film animato Spider-Man: Un nuovo universo (2018), capace di scuotere dalle fondamenta il mondo di Peter Parker al cinema.

Di fatto questo esperimento anime prende in prestito solo l'impianto principale del mondo di Star Wars: ci sono i droni, le spade laser, i Jedi e i Sith. Tuttavia tutt'intorno costruisce soluzioni geniali e innovative, capaci di declinare il più classico degli scontri tra Jedi con spade laser in una storia spiazzante per ambientazioni e protagonisti e ricca di colpi di scena.

A rendere l'esperienza sorprendente e freschissima c'è il fatto che ogni episodio - realizzato a partire dalla tradizione animata giapponese - sia stato affidato a un regista e a uno studio di animazione differente. Questo permette di trovare un'ampia varietà di storie, tematiche, character design e stili d'animazione in aperto contrasto tra di loro. C'è lo studio Trigger di Promare, la Production IG di Haikyu!! e the Ghost in the Shell, Kamikaze Douga e lo Studio Colorido di Penguin Highway, lo studio Saru di Inu-Oh. Per i fan dell'animazione giapponese e degli anime sarà una doppia festa, perché ritroveranno tratti e atmosfere di tante serie cult degli ultimi anni. Non solo: alcuni corti sono un omaggio al mondo dell'animazione giapponese e dei manga classici.

Se alla retta via dei Jedi preferite il lato oscuro della Forza, allora amerete Star Wars: Visions, dove i Sith hanno molto più spazio e approfondimento psicologico del solito.

Star Wars: Visions: gli episodi da non perdere

La qualità narrativa dei singoli episodi subisce prevedibilmente degli alti e bassi ma in generale, per il tempo totale di visione richiesto di meno di due ore, vale davvero la pena di guardare le nove puntate di Star Wars: Vision, tutte disponibili su Disney+ a partire dal 22 settembre 2021.

Tra gli episodi da non perdere, vi consiglio caldamente il primo (e il migliore) The Duel diretto da Takanobu Mizuno e scritto da Takashi Okazaki, ambientato nel Giappone feudale di samurai ronin, briganti...e Sith! Se avete amato il coloratissimo e adrenalinico Promare date un'occhiata a The Twins, che per stile e dinamismo ricorda proprio quel film (ed è prodotto dallo stesso studio). Per gli amanti di Osamu Tezuka segnalo T0-B1, imperdibile rielaborazione del personaggio di Astroboy, che richiama lo stile del Dio del Manga anche nel character design dei protagonisti.