Speciale MotherFatherSon

Su Sky l'esordio in una serie TV di Richard Gere

Tiscali GameSurf

Max Finch (Richard Gere) è il classico business man tutto d’un pezzo. Non importa quale sia il mercato in cui opera: tutto quello che Max tocca si trasforma in oro. Dall’acciaio all’editoria, Max non conosce l’onta del fallimento. Ben diversi sono i rapporti umani dove, al contrario, tutto gli si sgretola tra le mani. Dal divorzio dalla sua ex moglie al rapporto con il suo unico figlio (strappato alla madre sotto minaccia), Max non sembra conoscere una vera e propria stabilità emotiva. Di ritorno a Londra per supervisionare la testata di cui è proprietario, il National Reporter, Max si dovrà confrontare proprio con Caiden, primogenito problematico e cocainomane, e con la sua ex moglie, soprattutto quando un grave problema di salute costringe i due a ritrovarsi al capezzale del figlio.

Rancori, segreti e gli immancabili scheletri nell’armadio saranno solo uno degli aspetti di MotherFatherSon, la serie in onda da oggi su Sky Atlantic e in streaming su NOW TV, che vede per la prima volta sul piccolo schermo un Richard Gere più in forma che mai. Non è la prima volta che l’attore americano veste i panni del Tycoon (La Frode, Pretty Woman), ma in questo caso si dimostra davvero abilissimo nel muoversi senza troppi scrupoli in mezzo agli intrighi della politica londinese (i candidati alle elezioni a Primo Ministro adorano Max e il suo potere nel mondo della comunicazione) e nel cercare di tenere sotto controllo tutti quelli che operano attorno a lui, senza disdegnare bordate al suo stesso figlio ridotto in coma sul letto d’ospedale: “La cosa positiva è che adesso smetterà di fare cazzate”.

Le prime due puntate che abbiamo avuto modo di visionare in anteprima dipingono uno scenario a tinte fosche (su una Londra grigia da par suo), dove i personaggi si muovono su uno scacchiere che Max cerca di controllare dalla sua torre d’avorio. Tutte, a parte due pedine “impazzite”, che dall’interno della sua stessa redazione indagano sul misterioso omicidio di una ragazza e di un detective privato che sembrava essere sulle sue tracce. Le venature thriller e noir di questa linea narrativa insita nella trama sono una parte fondamentale di una vicenda che porterà Max e tutti coloro che gli orbitano attorno a fare i conti con la sua fame di potere.

L’ottima interpretazione di un Richard Gere perfettamente a suo agio nei panni del tycoon freddo e calcolatore sono un ottimo biglietto da visita per una serie che nelle prime due puntate ha introdotto diverse linee narrative che sicuramente andranno a convergere verso un clamoroso punto di non ritorno. Per quanto abbiamo potuto vedere MotherFatherSon ha tutti gli elementi della serie di successo: ottimi interpreti (oltre a Gere troviamo anche Helen McCroy e Billy Howle) e una sceneggiatura diretta e tagliente, con diversi intrecci che riescono a intrigare lo spettatore e invogliarlo verso l’episodio successivo. Forse l’unico appunto che si può fare su quanto visto in questi due episodi è una certa lentezza di alcuni passaggi, ma è forse il prezzo da pagare per la creazione di personaggi ben strutturati e “solidi”. Per noi è un “si” senza troppe riserve.