Speciale JBL Quantum

Speciale JBL Quantum
di Giancarlo Valletta

JBL è uno tra i pochi marchi storici dell’Hi Fi sopravvissuti al tempo e alle crisi. Suo cavallo di battaglia i diffusori acustici -da sempre caratterizzati per l’alta efficienza e per gli storici woofer bianchi- e che si contendevano lo scettro dei migliori con alcuni altri marchi importanti del panorama dell’Hi-Fi, oramai quasi tutti scomparsi. JBL ha invece saputo leggere il mercato, e anche grazie alla grande tradizione del brand, si è saputa affermare nel mercato degli speaker bluetooth e delle cuffie, raggiungendo numeri invidiabili. Da relativamente poco il marchio americano ha affrontato il mercato delle cuffie gaming, e lo ha fatto a modo suo, con una gamma, la Quantum, fortemente caratterizzata, con prodotti che pur prendendo spunto dai modelli Hi-Fi, sono fortemente orientati ai gamers. Sei in tutto i modelli, di cui questa Quantum ONE in prova e appena uscita, è il top di gamma.

JBL QuantumSPHERE 360 è una cuffia che offre un audio 3D di livello professionale, con calibrazione personalizzata, sensore di head-tracking integrato, e funzione di noise cancelling: quindi il massimo ad oggi e in una nicchia di mercato con davvero pochi avversari. Molto bello il microfono, staccabile, orientabile e realizzato ad-hoc per JBL con tecnologia voicefocus come del resto i driver al neodimio da 50mm, certificati Hi-Res che offrono una risposta in frequenza sintonizzata specificamente per il gioco. 

Assoluta novità

Ma la vera novità di Quantum One è un piccolo microfono di calibrazione in dotazione che misura la “risposta in frequenza” –è proprio così- del proprio padiglione auricolare in modo da modellare in modo preciso l’effetto ambienza. Si inserisce il piccolo microfono all’interno del proprio orecchio –immaginate una singola cuffia intraurale- e poi s’indossa la cuffia, prima sul padiglione sinistro e poi sul destro: il sistema fa il resto. Questo è di grande utilità per far sì che le percezioni ambientali che la cuffia ricostruisce siano le più vicini possibili al reale, sia quando si tratta di effetto ambienza gaming, sia quando parliamo di musica, e quindi ambiamo trovarci all’interno di una sala da concerto ad ascoltare il nostro gruppo preferito. E questa è una cosa assolutamente originale e che fa davvero la differenza, e con e senza la calibrazione la differenza è drammatica! 

Unboxing

Una volta tolta dalla scatola la Quantum si fa subito apprezzare per una eccellente costruzione, fatta da un archetto robusto e dotato di cuscino in memory-foam e da un paio di snodi molto efficienti e robusti che disaccoppiano i due padiglioni, e che permettono una eccellente indossabilitá. Padiglioni dalla classica forma e che fanno uso anch’essi di memory-foam. La JBL è circumaurale, ed è dotata di driver da 5cm sistemati dietro una griglia piuttosto fitta che riporta l’indicazione del canale L o R e che eviterà agli altoparlanti di essere contaminati dalla polvere. I padiglioni sono illuminati in modo piuttosto fantasioso ed originale, coassialmente al padiglione stesso, tramite degli inserti -invisibili quando la cuffia è spenta- e di gusto discutibile, ma che probabilmente incontreranno il favore delle generazioni più giovani ma comunque escludibili. Il cavo USB in dotazione è rivestito con fili di seta intrecciati, è di colore nero/arancio con comando di volume del gioco e della chat.

È presente, oltre all’ingresso USB anche quello analogico mini-jack, in modo da rendere completamente compatibile la cuffia con Xbox, PlayStation, Nintendo Switch, Mobile, Mac e VR, anche se si perdono tutte le funzioni del DSP, quindi 3D ed head-traking.

Per accedere alle features avanzate è infatti necessario avere un PC ed installare il software JBL QuantumENGINE che permette di gestirle e personalizzarle. E’ possibile creare profili utente separati, modificare le impostazioni del microfono e attivare effetti RGB nell’illuminazione, o creane un effetto luci personalizzato. Non poteva mancare un completo equalizzatore da gestire a piacere o scegliere tra 6 preset abbastanza bel organizzati.

On the road

Le Quantum ONE sono davvero un bel prodotto. Non sono certo leggere –quasi 370 grammi- ma in testa non danno fastidio, grazie all’uso di memory foam sia sull’archetto che per i cuscinetti. I settaggi sono molto semplici con il software che seppure piuttosto ben fatto, ha qualche piccola incertezza da correggere. Davvero ben fatto il tools di taratura con il microfono, come anche tutti gli altri settaggi, con punti di intervento molto ampi e che vengono incontro ad ogni esigenza.

Il sistema 3D come quello di head-traking sono davvero eccellenti, con qualsiasi gioco si ha davvero una sensazione di presenza quasi fisica all’interno del gioco che mette i brividi. Ogni minimo dettaglio è perfettamente all’interno della scena, e grazie alla precisa ricostruzione offerta dal 7.1 in congiunzione con il tools di taratura, si ha la netta e a volte spaventosa sensazione di essere parte del gioco, il che da anche dei vantaggi, visto che l’arrivo del “personaggio avverso” di qualsiasi natura esso sia, si avverte prima, molto prima di quanto non succeda con una qualsiasi altra cuffia.

Insomma, un modo completamente diverso rispetto di godersi l’audio rispetto a ciò che conoscevamo fino ad ora, o quasi. Simili –ma senza microfono di correzione- le Audeze Mobius e le HyeprX Cloud Orbit S, anche se soprattutto le prime sono più orientate all’ascolto musicale, anche a causa dei driver utilizzati –magnetopalanri- che utilizzano. Ovviamente, e questo deve essere ben chiaro, le Quantum One utilizzate con il cavo analogico sono delle “normali” cuffie di alta qualità ma che perdono qualsiasi funzione offerta dal DSP interno; ottima l’idea di dotarle di una connessione di questo tipo che le rende compatibili con qualsiasi sorgente, ma se l’idea di partenza deve essere quella, allora meglio orientarsi su una cuffia analogica pura. Nascono, insomma, per l’utilizzo con un PC, con le quali danno il massimo e ad uno street price di circa 249 euro, che le colloca nella fascia medio-alta ma con prestazioni da top di gamma.