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Fire Emblem: Three Hopes, quando musou e strategia si incontrano e fanno faville!

L'epopea delle Tre Case vista da nuovi occhi

Fire Emblem: Three Hopes, quando musou e strategia si incontrano e fanno faville!
di Fabio Fundoni

Dobbiamo essere onesti: all'annuncio di un nuovo episodio della versione musou di Fire Emblem, quando tutti stavamo (e stiamo ancora) aspettando spasmodicamente che sia svelato un nuovo capitolo della serie principale, abbiamo storto un po' il naso. Più però venivano svelate informazioni sul nuovo progetto di Omega Force, più sembrava prendere forma un gioco con tanti punti di interesse. Fire Emblem: Three Hopes, come già fa capire il titolo, è ambientato nel mondo di Fire Emblem: Three Houses, gioco che abbiamo letteralmente adorato grazie ad un sapiente mix tra strategia a turni e elementi ruolistici. Ecco, un ambito ben diverso dai musou, ma gli Omega Force hanno deciso di portare sulle nostre Nintendo Switch un qualcosa di più elaborato rispetto alla classica formula, andando a pescare a piene mani dalla lore e dalle meccaniche di Three Houses. D'altro canto la loro saga più tradizionale, Dynasty Warriors sta patendo il peso degli anni, mentre Samurai Warriors, forte di un pregevole restyling, ci ha dato svariate gioie. 

Three Hopes ci mette nei panni di un mercenario che incrocerà le vite dei protagonisti di Three Houses e ci permetterà, dunque, di viverne la trama da un punto di vista differente da quello originale, o meglio da tre punti di vista differenti perché dopo pochissime battute saremo messi nella condizione di scegliere a quale delle tre case di studenti unirci, ognuna con una specifica trama, opzione che sin da subito fa capire l'ampia rigiocabilità. Senza rovinarvi alcune sorprese, sappiate che ci saranno importanti cambiamenti negli avvenimenti rispetto a quanto già visto, ma ovviamente vi lasciamo la gioia di scoprirli da soli. Il sistema andrà a leggere se avrete i salvataggi di Three Houses e del primo Fire Emblem Warriors così da darvi alcuni bonus e recuperare qualche vostra basica scelta precedente. Potrete scegliere il livello di difficoltà e se giocare in modalità frenetica o in quella con pause dovute agli aggiornamenti sulle missioni da compiere e all'aumento del livello dei personaggi, senza contare che potrete decidere di giocare in modalità ispirata ai Fire Emblem originali, cioè dove la morte di un protagonista è definitiva e perderlo significa vederlo scomparire dalla nostra storia. Piccolo reminder qualora non conosceste i musou: in campi di battaglia ben delineati si prende la guida di uno o più personaggi e ci si lancia in furiose battaglie action contro l'esercito nemico, trovandosi in una situazione di netta inferiorità numerica. "Uno contro mille", per capirci, dove l'uno è dotato di una forza tale capace di sbaragliare miriadi di nemici, con boss e miniboss sempre pronti a fargli sudare qualche camicia in più. 

La dura vita del mercenario tra accampamento e battaglie 

Come dicevamo, però, Three Hopes inserisce svariate elementi presi da Three Houses e non solamente dal punto di vista di trama e ambientazione. Le prime ore di gioco sono continuamente intrise di importanti tutorial che illustrano la gestione del protagonista e dei suoi compagni, così come il gameplay al di fuori della battaglia, senza contare tutti i comandi disponibili durante i combattimenti. Accanto al classico attacco avremo a disposizione due mosse speciali legate all'utilizzo dei dorsali che, però, andranno a consumare la durata della nostra arma, rischiando di renderla molto meno performante. Non mancano le mosse speciali, in questo caso chiamate di classe e uniche, le prime legate al job del personaggio, le seconde alla sua persona specifica. Durante la battaglia potremo switchare in modo estremamente rapido da un protagonista all'altro o bloccare l'azione, visualizzare la mappa e dare ordini a chi non staremo guidando in prima persona, tenendo presente il classico sistema a "triangolo" in stile carta, forbici e sasso. Per capirci, chi è armato di ascia ha un bonus contro altri tipi di arma, ma altrettanti malus contro altre e via dicendo. Dopo le battaglie iniziali capirete che anche a difficoltà normale è assolutamente il caso di non gettarsi alla cieca in battaglia senza aver prima studiato una strategia, perché rischierete di perdere per sempre importanti compagni. Torna anche il sistema di assistenza per cui potrete prendere un altro personaggio sotto la vostra ala protettrice, andando a migliorare le vostre capacità in battaglia e proteggendolo magari da una situazione pericolosa. Non mancano gli oggetti da recuperare, i forti da conquistare e ovviamente i boss più o meno potenti che si distinguono dalla massa di nemici che, come da tradizione, fa più che altro da carne da macello.

I boss, appunto, portano una ulteriore novità, cioè il "collasso". Colpiti nel modo corretto un certo numero di volte, andranno in crisi e perderanno le difese, permettendoci di attuare un attacco particolare che infliggerà tantissimi danni. Presenti anche le bestie demoniache, animali feroci di stampo fantasy che richiederanno il massimo dell'impegno per essere abbattute. Ogni livello, se completato portando a termine specifici risultati, permetterà di ricevere oggetti molto utili, ma non sarà assolutamente facile arrivare subito al massimo risultato. Niente paura però, perché potrete provare nuovamente la missione facendo tesoro dell'esperienza guadagnata, sia come livello generale, sia nella affinità con le varie classi. Importante l'inserimento dell'accampamento, un vero e proprio surrogato del monastero di Three Houses, dove compiere varie attività che vanno dall'allenamento alla lettura dei testi rinvenuti, passando per il cucinare, usare i materiali trovati per migliorare le strutture, aumentare la confidenza con gli altri personaggi, fare spese dai mercanti e altro ancora. Il quadro generale è quindi molto vario, per quando la base ludica rimanga quella del musou. La scelta di inserire tutte queste variabili ha un doppio effetto positivo: quello di ampliare il gameplay classico e quello di inserire tantissimi rimandi a Three Houses, per quanto gli amanti dai vari warriors potrebbero trovare sin troppo elaborata la nuova giocabilità, ma è ovvio che ci si trovi davanti a un prodotto creato appositamente per soddisfare i fan di Fire Emblem. 

Il gameplay non è però perfetto, offrendo una fisica dei colpi un po' troppo "leggera", dandoci poca soddisfazione nell'affondare le armi sui malcapitati avversari. Non aiuta nemmeno il comparto grafico, con i modelli che paiono leggermente sottotono rispetto a quelli di Three Houses e con un frame rate non sempre soddisfacente, nonostante le ambientazioni non brillino per qualità. Problematica anche la telecamera, talvolta inadatta a mostrarci la visione migliore del campo di battaglia. Ottime le musiche (molte riprese da quelle stupende di Three Houses) così come il doppiaggio che, come sempre, vi consigliamo di settare in giapponese a danni di quello anglofono. Niente paura però: tutti i testi sono in italiano, cosa utilissima per le tante sezioni di dialogo. Quello che abbiamo potuto giocare è quindi un musou raffinato, ma con svariati problemi dettati principalmente dal comparto grafico. Ci sono tante novità, forse un po' troppe per la tipologia di gioco a cui Omega Force ci ha abituato, ma Fire Emblem: Three Hopes è un esperimento decisamente riuscito che piacerà a chi non vede l'ora di tornare sui campi di battaglia assieme a Dimitri, Eldegard e Claude, così da mitigare l'attesa di un nuovo capitolo della saga principale. Magari Omega Force potrebbe sfruttare questa nuova esperienza per tenersi strette alcune idee e sfruttarle nei suoi giochi storici. 

8
Se la saga storica di Omega Force, Dynasty Warriors, inizia a fare davvero fatica, il team di sviluppo giapponese riesce con altri prodotti a mostrare che non ha esaurito il talento. Fire Emblem: Three Hopes non è il classico musou “ammazza ammazza premi premi” (sempre che non vogliate giocare a difficoltà infima), ma offre un ventaglio di elementi capace di renderlo tra i più profondi del suo genere, andando a rivaleggiare con Samurai Warriors 5. Non solo battaglie, ma strategia e spruzzate di gioco di ruolo per un titolo che risulta un must have per chi ha amato Fire Emblem: Three Houses (e chi non lo ha amato?), portandoci a vivere da un nuovo e interessante punto di vista gli avvenimenti già narrati nel 2019 su Switch. Se amate la saga e non vedete l’ora di affettare centinaia di nemici, il titolo fa per voi, ma tenete da conto che l’elemento strategico è molto importante già a difficoltà media. Se cercate un classico musou potreste trovare Three Hopes un po’ troppo affollato di input e se non conoscete Three Houses, rischiate di sentirvi dei pesci fuor d’acqua. Con la giusta consapevolezza, questo nuovo Fire Emblem è un acquisto estremamente consigliato che farà la gioia dei fan della saga, felici di incontrare nuovamente personaggi epici, magari chiudendo un occhio sui problemi grafici e della telecamera.