Sneakerella, dalla scarpetta alle sneaker: il cast racconta il musical Disney

Dedizione, immaginazione e tanta modernità: la regista e il cast del film Disney Sneakerella racconta come la scarpetta di cristallo si è trasformata in un paio di sneaker.

di Lidia Doardo

Cenerentola ora è un lui, un ragazzo newyorkese che lavora in un negozio di sneaker e vorrebbe diventare un designer di scarpe da tennis. Il principe azzurro ora è una principessa che regna sulla scena modaiola di Manhattan.

Si canta, si balla, si indossano sneaker e si ribaltano stereotipi di genere e di ruolo in Sneakerella, il film originale Disney disponibile dal 13 maggio 2022. Disponibile in esclusiva su Disney+, il film s’inserisce nel popolarissimo filone di riscritture delle fiabe della tradizione, apportando elementi di modernità e inclusione a storie senza tempo.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con la regista Elizabeth Allen Rosenbaum e con tre dei protagonisti della pellicola: Chosen Jacobs, che interpreta il protagonista El, Lexi Underwood che interpreta “la principessa” Lexi King e John Salley, nei panni di Darius King.

Quando avete letto la sceneggiatura, cosa vi ha colpito?

John Salley - Beh, che facevo parte del progetto. (ride) Non mi importava chi avrei interpretato, non sentivo il bisogno di impressionare nessuno. Io sono un re cool. Lexi Underwood - Amo molto questo trend di riscrivere e inventare le principesse delle fiabe classiche. Quando sono cresciuta io c’erano poche principesse che mi somigliassero e in cui potessi identificarmi. Per non parlare del fatto che in Sneakerella scompare la validazione data dal principe alla protagonista: le principesse sono padrone del loro destino. Per questo volevo far parte del processo. Chosen Jacobs - È una storia che parla dell’amore che nasce tra Lexi e El, d’accordo, ma è anche un viaggio alla scoperta di sé stessi, imparando ad amarsi. È un messaggio universale importante e bellissimo.

Elizabeth Allen Rosenbaum - Per me è stata un’opportunità fantastica prendere una favola classica e ribaltare i classici stereotipi di genere, ora che Cenerentola è lui e il principe diventa una principessa.

Come è stato modernizzare Cenerentola, ambientando la storia a New York e inserendo la cultura sneaker della metropoli?

EAR - Per me è stata una grande responsabilità perché è un classico che tutti abbiamo amato da bambini. La mia priorità era innanzitutto omaggiare l’incredibile lascito della storia originale. Dato che la storia originale è tutta incentrata su una scarpa, è stato quasi naturale passare dalla scarpetta di cristallo alle sneakers. Oggigiorno tutti usiamo le scarpe da tennis, ci danno forza, ci fanno sentire cool. Nella favola originale non ci sono semplicemente perché non esistevano ancora.

Per me era davvero importante creare una favola femminista, facendo in modo che sia la principessa sia il principe fossero personaggi indipendenti e proattivi.

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Vi siete mai immaginati protagonisti di una storia come Cenerentola da bambini?

LU - È sempre stata la mia fiaba preferita quando ero bambina. Credo di aver indossato tre differenti versioni di Cenerentola a Halloween per tre anni di fila. È stato emozionante pensare di poter essere parte di questa storia anche da grande.

CJ - Io e Lexi siamo cresciuti venendo formati e influenzati dalle bellissime storie di Disney. È stupefacente pensare che ora ci saranno altri ragazzini che cresceranno venendo influenzati positivamente anche da questo nostro film. Faccio davvero fatica a crederci, anche adesso.

In questo film si balla, si canta, si rappa. Quanto eravate pronti ad affrontare la sfida musicale del film?

JS - Io adoro rappare. Quando ero giovane mi allenavo a fare rap, sognavo di diventare un cantante rap, finché mio fratello mi ha fatto notare che non avevo la stoffa per esserlo e credo avesse proprio ragione (ride).

Per prepararmi alla scena della rap battle mi sono visto un sacco di video sui social e ho tentato di mantenere l’energia ai massimi per a ogni nuovo take della scena. Non vedo l’ora che uno dei miei rapper preferiti veda il film con la figlia e mi dica tutto quello che ho sbagliato (ride)

CJ - Sul cantare non ho avuto problemi, sono entrato nel mondo dello spettacolo cantando. Sul ballo invece mi sono dovuto impegnare, fino a oggi ho ballato durante le feste, in pubblico, ma è la prima volta che seguivo delle coreografie. Non ho avuto grossi problemi però perché avevamo un team che ci ha seguito e fatto allenare e abbiamo avuto il tempo di prepararci al meglio.

LU - Io sono cresciuta studiando canto e danza, il mio primo lavoro lavoro è stato a Broadway, quindi è stato fantastico poter mettere a frutto quello studio in un progetto. Il team che ha curato l’allenamento e le coreografie è stato fantastico, mi sono sentita supportata e spronata a fare il meglio.

Lexi, qual è stata la prima donna a ispirarti, a diventare un modello per te?

LU - Mia madre. Quando sono cresciuta e ho capito che donna fosse oltre al suo ruolo di madre per me, come fosse resiliente e forte, l’ho presa come modello. Lei è una grossa influenza per la donna che sono diventata.

Chosen, il personaggio sogna di diventare un designer di scarpe. Qual è il tuo più grande sogno?

CJ- Penso che il mio più grande sogno sia essere felice. Vorrei crearmi una famiglia quando sarà il momento giusto, fare in modo che anche i miei figli siano felici, magari fargli vedere il film.

LU - Penso che come artisti il nostro sogno sia che quello che facciamo abbia un vero impatto sul pubblico, un impatto positivo.

JS - Uno dei miei più grandi sogni era quello di fare un musical, direi che l’abbiamo realizzato.

EAR - Come John con questo film ho realizzato un grande sogno, cioè creare un film con Disney.