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Senza Rimorso: chi è il protagonista del nuovo film in arrivo su Amazon Video

Esce il film di Stefano Sollima basato su un romanzo di Tom Clancy. Ecco chi John Clark, protagonista assoluto del film

di Marco Modugno

Settimo di tredici romanzi, volendo considerare quelli firmati solo da Tom Clancy, Senza rimorso è anche uno dei più belli. Con John Kelly, protagonista del libro, i lettori affezionati avevano già fatto conoscenza e amicizia ai tempi de Il cardinale del Cremlino, quarto romanzo di Tom e terzo del cosiddetto Ryanverse, ambientazione narrativa ucronico-realistica incentrata sulle vicende dell’analista della CIA Jack Ryan. In quel romanzo Kelly, già rinato come agente operativo CIA con la nuova identità di copertura di John Clark, si occupa della difficile estrazione della moglie e della figlia del Direttore del KGB Gerasimov a bordo del sottomarino americano Dallas. L’agente Clark compare anche nei romanzi successivi. In Pericolo imminente partecipa alla lotta al narcotraffico colombiano, contribuendo all’estrazione della squadra operativa CAPER, di cui fa parte il suo futuro genero, Domingo Chavez, ben noto ai videogiocatori della serie Rainbow Six. Mentre in Paura senza fine è chiamato assieme a “Ding” Chavez a occuparsi in via definitiva degli attentatori islamici, colpevoli di aver innescato un’esplosione nucleare nello stadio di Denver.

Divenuto di fatto e di diritto coprotagonista dell’universo narrativo creato da Clancy, John Clark è presente in tutti gli altri romanzi della serie, escluso Red Rabbit, che è ambientato nel 1980, con ruoli di responsabilità via via crescente che lo hanno portato, nel tempo, a occupare un posto privilegiato a fianco di Jack Ryan, divenuto presidente degli USA, fino ad arrivare a comandare dapprima l’unita controterrorista multinazionale denominata Rainbow Six e poi l’organizzazione privata di intelligence fondata proprio da Ryan, denominata il Campus.

E’ in Senza rimorso, però, ambientato nel 1970, che il passato oscuro e doloroso del John Kelly sottufficiale dei Navy SEALs e veterano del Vietnam, appena accennato nei romanzi precedenti (ma ambientati, lo ricordiamo, almeno quindici anni dopo), viene finalmente raccontato nei dettagli fino a spiegare la genesi del personaggio di Clark, intrecciandolo inevitabilmente con la situazione sociale interna e con la politica estera d’America negli ultimi anni di conflitto nel Sud-Est asiatico. Nel libro, sul quale ci permetteremo solo un rapido e discreto sorvolo, per evitare spoiler poco simpatici che ne svelino i punti di contatto (non molti, come vedremo) con la trama del film, Kelly è costretto suo malgrado a confrontarsi duramente con una pericolosa banda di trafficanti di eroina, di quelle che infestavano le metropoli americane della fine degli anni Settanta.

Il racconto lo vede anche partecipare a una rischiosa missione di salvataggio di prigionieri in territorio nordvietnamita. La trama internazionale e quella “domestica” finiscono poi inaspettatamente per risultare collegate. Tocca proprio a Kelly, eroe americano tradizionale, senza macchia e pronto a sacrificare la vita per proteggere chi ama, a sbrogliare la matassa a modo suo, sventando un intrigo che coinvolge personalità di rango elevato e portando a termine, nel contempo, la sua vendetta personale.

Senza rimorso, appunto.

Alla fine del romanzo la trasformazione del SEAL John Kelly nel micidiale agente operativo della CIA Clark è compiuta. Questa la storia originale raccontata nel libro, a grandi linee. Se vi pare che abbia detto anche troppo, rischiando di rovinarvi qualche sorpresa, potete rilassarvi. Stando alle indiscrezioni trapelate in rete sulla sceneggiatura del nuovo film di Sollima, infatti, sembra proprio che del soggetto originale nella sceneggiatura cinematografica resti ben poco, al punto che a quel “basato su” scritto sulle locandine sembrerebbe opportuno sostituire un “molto (ma molto) liberamente tratto da”. Lo zoccolo duro dei fan di Clancy ha già trovato parecchio da ridire sulla scelta dell’atletico afroamericano Michael B. Jordan per impersonare l’irlandese cattolico (aspetti entrambi assai rilevanti nella caratterizzazione del personaggio dei romanzi) John Kelly/Clark.

Le differenze dal racconto stampato su carta, lo scoprirà chi vedrà il film, di prossima uscita su Amazon Prime, vanno però ben oltre il “blackwashing” del ruolo principale. Della trama del romanzo datato 1993, da quel che sappiamo, resta poco o nulla. A partire dall’inquadramento storico, spostato dal 1970 ai giorni nostri, ai nemici che qui, seguendo la moda hollywoodiana di allineare gli avversari da battere nella finzione con quelli considerati tali nella realtà, sono i “soliti” russi. Si poteva restare più fedeli all'opera originale? Senza dubbio, ma il setting relativo agli anni '70 avrebbe probabilmente tolto un pò di spettacolarità alla pellicola, che sarà sicuramente ricolma di hacker e ultra tecnologia. Ad ogni modo, Sollima è bravissimo, Sicario e Soldado sono davvero film pazzeschi e la stima che nel suo lavoro lascia aperta la speranza di poter vedere comunque un buon film.

Già in passato la storia dei film tratti dai romanzi di Tom Clancy pare segnata dallo stesso destino infausto di quelli basati sui libri di un altro grande scrittore americano, Stephen King. Se Caccia a Ottobre Rosso, interpretato da un enorme Sean Connery affiancato da un Jack Ryan/Alec Baldwin abbastanza nel ruolo, trasferiva su pellicola gran parte della trama originale, sia pur con qualche inevitabile aggiustamento, Giochi di Potere (tratto dal romanzo Attentato alla corte d’Inghilterra, in inglese Patriot Games) e Pericolo imminente, entrambi interpretati da Harrison Ford nei panni di Ryan (Willem Defoe era John Clark nel secondo dei due) centrano solo in parte l’obiettivo di rappresentare fedelmente le trame originali. Ha fatto ancora peggio Al vertice della tensione (brutto anche il titolo, mentre il romanzo, in inglese The sum of all fears, era diventato in italiano un molto più pertinente Paura senza fine), con un Jack Ryan/Ben Affleck davvero fuori forma, Liev Schreiber/John Clark completamente fuori contesto e il nemico, anche qui stravolto (gli originari terroristi tedesco orientali e palestinesi trasformati inspiegabilmente in suprematisti ariani americani). Errori di cui speriamo il nostro ottimo Sollima abbia fatto tesoro, questa volta.

Mentre attendo i titoli di testa con le dita incrociate mi rileggo l’ottimo romanzo originale, che raccomando caldamente a tutti. Così poi ci saprete dire se, a vostro parere, il film regge bene il confronto.