Revolution X, il Pro Controller che non ti aspetti

di Fabio Fundoni

Ormai la qualità dei prodotti Nacon non fa più scalpore, motivo per cui eravamo davvero interessati a mettere le nostre mani sul suo nuovissimo Revolution X, controller per Xbox One, Series X/S e Windows PC, progettato per incontrare i gusti di chi cerca un prodotto rivolto al gaming “pro”. Ed eccoci qui, dopo aver “strapazzato” il Revolution X con una selezione di titoli di vario genere, pronti a dirvi la nostra. Partiamo però dal primo impatto, già molto positivo grazie ad un astuccio rinforzato per il trasporto, al cui interno possiamo trovare tutto il necessario per giocare. Il contenitore ricorda da vicino quello utilizzato da Microsoft per i due suoi controller Elite e già da questo capiamo quanto Nacon abbia lavorato per incontrare quella fetta di mercato che non si accontenta di un controller classico, ma vuole avere la possibilità di adattare il pad alle proprie necessità. Apriamo l’elegante astuccio e ci troviamo davanti al Revolution X contornato da un robustissimo cavo intrecciato USB Type-c lungo tre metri da collegare alla console o al pc, a un panno in microfibra per pulirlo e a una scatoletta con tutti gli accessori necessari per sfruttarlo al meglio. 

Andando a osservarli nello specifico notiamo la possibilità di cambiare le leve analogiche in modo da avere l’appoggio per il pollice concavo o convesso, più dei particolari “anelli” di vario spessore da posizionare alla base della leva in modo da limitarne la corsa, soluzione che abbinata alla programmazione della sensibilità che esamineremo più avanti, offre un ventaglio di utili variabili. Sono presenti anche tre coppie di pesi da 10, 14 e 16 grammi inseribili dentro le due impugnature grazie a appositi scomparti apribili e richiudibili a pressione, che permettono di variare il peso del controller in base alle proprie necessità. Si parte con una periferica decisamente leggera e si può arrivare ad avere un peso che sfiora (ma non raggiunge) quello del controller Microsoft standard. Nero come da tradizone Xbox, il Revolution X presenta tutti i tasti della controparte originale, più quattro pulsanti posizionati sul retro chiamati S1, S2, S3 e S4 raggiungibili con medio e anulare di entrambe le mani. L'impugnatura è ottima anche se si hanno mani grandi e la scelta di utilizzare una plastica dura per le cover anteriore e posteriore, sebbene non dia il senso di un materiale totalmente “premium”, ha permesso l’inserimento di una zigrinatura che permette una presa salda anche dopo tante ore di gioco.

Robustissime le leve analogiche, con una base in metallo e l’apice in plastica rigida che sia in versione convessa che concava, non lascia scappare i pollici. Per quanto riguarda i quattro pulsanti “principali”, X, A, B e Y, si è scelto di eliminare l’arrotondamento classico e di proporli a base piatta, soluzione molto comoda. Molto gradita anche la scelta di distanziare dal centro la posizione di “view” e “menù”, cosa che li rende più accessibili senza particolari spostamenti del pollice mentre si sta giocando. Particolare invece la scelta di mettere il tasto share a livello della cover e di dargli una superficie concava… insomma, non proprio immediato da premere. Niente male la croce direzionale, dotata della classica forma a quattro braccia e, come tutti gli altri elementi, offre una ottima risposta alla pressione.

LB ed RB sono molto simili alle controparti Microsoft, mentre LT e RT, i cosiddetti “grilletti inferiori”, hanno una corsa minore rispetto al controller classico. Nulla di eclatante, si parla di qualche millimetro e ricordiamo la possibilità di editarne la sensibilità, ma questa scelta ci ha lasciati un po’ perplessi sui titoli di guida. Abbiamo messo alla prova il Revolution X con Forza Motorsport 7 e con Forza Horizon 4 per saggiarne tanto l’anima simulativa quanto quella arcade e in effetti abbiamo sentito un po’ la mancanza di una ulteriore misura soprattutto per l'acceleratore, ma ci siamo goduti la possibilità di sfruttare S1 per il freno a mano, andando ad attuare interessanti combinazioni.

Una applicazione per domarli tutti

Soffermiamoci, appunto, sugli S, cioè i quattro tasti posteriori aggiuntivi. Nacon ha scelto una soluzione poco invasiva, con S1 e S3 che sporgono massimo 2 millimetri dalla scocca e S2 e S4 (quelli più in basso per gli anulari, per intenderci) che spuntano ancora meno. I primi che abbiamo citato sono comodissimi e il dito medio vi aderisce che è un piacere, mentre i secondi risultano più sacrificati e serve una certa abitudine per riuscire a sfruttarli a dovere. Guardando bene, il retro del controller presenta altri due tasti, uno che attiva la modalità “pro” e uno che permette di muoversi attraverso ai quattro profili. Di cosa stiamo parlando? Ovviamente delle funzionalità legate alla applicazione Revolution X scaricabile gratuitamente dallo store Microsoft e che da accesso alle tantissime funzioni disponibili. Si parte dalla possibilità di editare la funzione di ogni tasto, ma il piatto forte è poter variare la curva di risposta di leve e bumper, permettendo una enorme customizzazione in base alle proprie preferenze di gioco. Nacon offre di default diversi setting ognuno studiato per rendere al meglio con specifiche tipologie di gameplay, ma nulla ci impedisce di mettere mano alle curve di reazione per studiare in ogni minimo particolare la resa in game.

Se si vuole avere un approccio perfezionista, si dovrà mettere in campo un lavoro certosino fatto di setting e prove sul campo, ma alla fine si riuscirà ad avere un controller perfettamente mappato sulla propria mano in base alla tipologia di gioco utilizzato. A questo si aggiunge la possibilità di scegliere il livello di vibrazione sia sui grilletti che sull'impugnatura e se provate a pensare a tutte le variabili date dall'applicazione e dalle possibilità meccaniche, capirete che ampio ventaglio sia stato messo in campo da Nacon. Potrete far convivere sino a un massimo di quattro profili, fermo restando che tornando nella applicazione avrete a disposizione tutta la vostra “biblioteca” di configurazioni. In game potrete decidere in qualsiasi momento di passare, grazie a uno dei tasti posteriori, dalla modalità standard a quella Pro e con il pulsante poco distante, saltare senza perdita di tempo tra i quattro profili, in base alle vostre esigenze. Nacon ha inserito un led circolare intorno alla leva analogica destra che potrete programmare in abbinato a ogni profilo e che vi permetterà di capire immediatamente su che configurazione sarete. Il led è diviso in quattro spicchi e potrete variare il colore di ognuno di esso, aggiungendo anche piccoli effetti o semplici giochi di luce, perché anche l’occhio vuole la sua parte.

Dopo l’occhio, arriva l’orecchio e Nacon ha inserito l’accesso in cuffia, tramite app, al Dolby Atmos, donandoci una resa sonora a 360 gradi di altissima qualità, sia per quanto riguarda il piacere dell’ascolto, sia per il risvolto ludico del sentire sempre alla perfezione la direzione di un rumore. 

Ci siamo goduti le ampie possibilità e la precisione del Revolution X in svariate situazioni, grazie a un profilo ad ampio raggio per titoli come Halo Wars e Frostpunk o la possibilità di avere una risposta immediata agli input in Soulcalibur VI, senza contare tutte le opzioni che abbiamo potuto sfruttare quando è stato il momento di sparare al nemico, partendo da Gears of War e via dicendo. Flight Simulator ci ha permesso di testare la precisione delle meccaniche e abbiamo già parlato di quanto visto con i racing game. Con un prezzo di listino di 109,90 euro, il Revolutio X entra di prepotenza nel mercato dei Pro Controller, sebbene con connessione cablata e qualche lieve sbavatura. D’altro canto il prezzo è sensibilmente inferiore rispetto a “sua maestà” Elite, ma in game c’è una tale versatilità da far si che chi vorrà studiarne tutte le opzioni potrà crearsi una esperienza modellata su se stesso. Pare poco? A noi proprio no!

Nacon cala l’asso e con l’arrivo sul mercato del Revolutio X Pro Controller si pone come validissima e più economica alternativa al modello Elite 2 di mamma Microsoft. Ampia possibilità di adattare il pad ai propri gusti, sia cambiandone alcuni elementi meccanicamente, sia sfruttando l’applicazione apposita che permette di regolarne a proprio piacimento praticamente ogni input o quasi. Ergonomico con un occhio di riguardo per la posizione e la grandezza dei pulsanti, il nuovo fiore all’occhiello della casa francese soffre un po’ sull’utilizzo di S2 e S4, oltre ad essere stato realizzato con plastiche che sembrano un po’ troppo “standard” rispetto ai materiali “premium” del mondo Elite. Ad ogni modo rimane un gran controller, capace di rendere felici gli utenti che vogliono programmare a dovere ogni loro partita per essere sempre più competitivi in qualsiasi tipologia di videogioco. Il nostro verdetto? Un prodotto per i palati più raffinati alla ricerca di un cablato capace di offrire ampissima personalizzazione e un audio in cuffia sublime. Bingo!