NFT: la moderna tela del pittore

Il mondo digitale ha la preziosa caratteristica di essere immateriale e le opere create non avevano una proprietà univoca e certificata. Con NFT si.

NFT: la moderna tela del pittore
di Giancarlo Valletta

NFT è l’ultimo acronimo sulla bocca del mondo digitale, subito dopo o insieme al metaverso, da poco portato alla ribalta dai giganti della rete.

L’acronimo è Non Fungible Token, ovvero Gettone Non Replicabile, riferendosi a opere digitali uniche e non modificabili, perché registrate su blockchain, e quindi dalla proprietà univoca e certificata. Gli NFT non sono intercambiabili tra loro, come invece lo sono le criptovalute, e tutto -disegni, gif, video, scritti- , purchè digitale, può divenire NFT.

Insomma, mentre Giotto dipingeva su una tela, e quel quadro realizzato da lui veniva venduto o scambiato essendo fisico, ma magari anche copiato, con gli NFT questa ultima occorrenza non può (ma è meglio dire potrebbe) verificarsi, essendo il certificato di proprietà dell’opera digitale insostituibile. E l’esigenza di possedere i diritti in modo sicuro e tracciabile è estremamente attuale.

NFT è quindi un token crittografico creato per la compravendita di opere d’arte digitali, acquistando un’opera con NFT il compratore acquisisce un documento virtuale, uno smart contract, che attesta il diritto sull’opera. Hasch è la sequenza binaria compressa che viene associata e viaggia con quest’ultima (viene inserita al momento della creazione) garantendo la tracciabilità e l’immutabilità del token stesso. Ci sono vari tipi di NFT. Gli asset tokens che riguardano i diritti su un bene materiale o immateriale, gli utility tokens che garantiscono accesso esclusivo a beni o servizi su una certa piattaforma blockchain, e i security token che riguardano la proprietà di un certo numero di assets. Esemplificativo del funzionamento degli NFC è la cessione di “Everydays: the first 5.000 days”, opera di Beeple (vero nome Mike Winkelmann) battuta da Christie’s per ben 69 milioni di dollari. Metakovan che se la è aggiudicata, non ha comprato il file, ma bensì la totalità dei diritti associati all’opera. Il lavoro, giusto per dovere di cronaca, raggruppa 5000 scatti diversi che l’artista ha fatto ogni giorno per circa 13 anni e mezzo.

Ma molti altri sono gli esempi. Di questi giorni la vendita del meme “Disaster Girl” realizzato dalla 21enne Zoe Roth che ha venduto il relativo NFT a quasi mezzo milione di dollari. Alla ribalta della cronaca anche la vendita del primo tweet della storia, scritto dal fondatore Jack Dorsey, e venduto per 3 milioni di dollari.

Rapporti tra l’autore e l’opera

I rapporti tra l’autore dell’opera e chi la utilizza sono più difficili da gestire rispetto a quelli di un’opera tangibile e con un padrone “fisico”. Gli NFC sono strumenti non fungibili e potenzialmente hanno una rapidissima capacità di diffusione. Plausibilmente agli smart contract dovranno essere incorporate delle licenze di sfruttamento economico dell’opera, in modo da poter gestire agevolmente anche i rapporti con gli utilizzatori dei contenuti. In tutto questo la blockchain giocherà un ruolo centrale, potendo certificare anche lo storico delle cessioni e garantire conoscenza della paternità dell’opera. Il settore dell’arte è tra quelli che maggiormente stanno giovando degli NFT. I musei, primo tra tutti gli Uffizi di Firenze, che ha trasformato e venduto all’asta per 140 mila euro il Tondo Doni di Michelangelo (si sarà rivoltato nella tomba ? Chissà !). Un altro problema è quello della corrispondenza tra l’identità dell’artista che ha creato l’opera e il soggetto che vende l’NFT sulla blockchain, visto anche che questo può essere diverso dall’ente museale o dall’artista, e potrebbe essere un terzo, un partner tecnologico per esempio, delegato alla creazione dell’NFT, l’inserimento di questo terzo, ancora non chiara, potrebbe essere inserita all’interno dell’hash stesso.

E se volessi “comprare” un NFT ?

Molte sono le piattaforme dove gli NFT si possono comprare e rivendere. La più conosciuta è OpenSea, ma ce ne sono molte altre, Rarible e SuperRare più specializzate in opere d’arte, mentre Valuables per l’acquisto di tweet. Le transazioni avvengono quasi solo in criptovaluta, e sarà quindi necessario avere un portafoglio digitale (wallet) che utilizzi gli smart contract. Le blockchain più quotate sono invece Ethereum, Solana, Polygon o Cardano.

Insomma, ci troviamo di fronte a un'altra rivoluzione digitale, assolutamente necessaria in qualche modo, fino ad ora non esisteva un vero e proprio mercato di opere d’arte digitale che garantisse, come invece fa NFT, la proprietà univoca e certificata. E se case d’asta come Christie’s già stanno utilizzando NFT vuol dire che il futuro -o il presente- è quello…