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Moon Knight, speciale: Oscar Isaac e il regista Mohamed Diab raccontano il dietro le quinte della serie

Come è stato scelto Oscar Isaac per il ruolo di Moon Knight e come e dove è stata girata la serie? Il protagonista e il regista della miniserie Disney+ raccontano il dietro le quinte del progetto.

di Elisa Giudici

Moon Knight è una sfida impegnativa per l’universo MCU. Si tratta infatti della prima serie Marvel in esclusiva su Disney+ a introdurre ex novo un nuovo protagonista ed eroe, circondato da personaggi del tutto inediti, senza una super star Marvel a fare da spalla al protagonista.

Non solo: Moon Knight affronta un tema molto delicato: quello della malattia mentale. Il suo protagonista infatti è sì dotato di poteri da super umano, concessi da un antico dio egizio di nome Konshu, ma la sua prima lotta è quella contro le difficoltà e gli inganni che la sua mente crea per lui ogni giorno.

I protagonisti sono almeno due e condividono un solo corpo. Steven scopre di soffrire di disturbi della personalità, di avere una seconda coscienza che ogni tanto prende il sopravvento e “vive” in quei vuoti di memoria che non riusciva a spiegarsi. Dal canto suo Mark si trova a gestire sia le missioni affidategli da Konshu sia il rapporto con Steven, non preparato per affrontare il livello di rischio e di violenza che prevede la vita dell’ex mercenario divenuto supereroe.

Ne abbiamo parlato con Oscar Isaac, il protagonista della serie, e Mohamed Diab, il regista principale di Moon Knight.

In cosa è diverso Moon Knight rispetto agli altri supereroi Marvel?

Diab - Moon Knight è differente dagli eroi del MCU per l’esperienza che offre al pubblico. Stavolta siamo davvero nei panni di questo eroe, viviamo in maniera vividissima le sue emozioni, stando con lui dentro la sua stessa pelle.

Isaac - Non è il primo eroe tormentato che conosciamo, ma è uno di quelli che mostra come sia possibile venire a patti con il proprio dolore, il proprio trauma, imparando a viverci insieme nel migliore dei modi.

Hai già fatto parte di grandi franchise come Star Wars, ma lavori molto anche nel cinema autoriale. Cosa ti ha spinto a dire sì al ruolo di Moon Knight, entrando nell’universo Marvel?

Isaac - Quando ho letto il copione del primo episodio ho pensato che Marvel avesse fatto un grande lavoro nel combinare azione, dramma e commedia nel personaggio di Mark e Steven. Una commedia diversa dal solito, perché il senso dell’umorismo di Steven è intrinsecamente inglese. È nuovo e strano per il MCU, funziona soprattutto perché non sa di essere divertente. Come personaggio al contrario l’americano Mark aderisce un po’ allo stereotipo dell’eroe tormentato, ma al contempo ha un mite uomo inglese dentro di sé di sé da gestire, il che scompiglia un po’ le carte.

Tu invece ti sei fatto conoscere in Egitto, ma sei alla tua prima esperienza a questo livello. Cosa ti ha spinto a dire sì a Kevin Feige e Marvel?

Diab - Chi conosce la mia carriera lo sa già: vengo da un background molto mediorientale, molto indie. Non è la prima volta che mi offrono un grande progetto internazionale, anzi. Avevo avuto in passato altre offerte di questa portata, ma non c’era stata la sintonia giusta, la vibrazione giusta per accettare. Stavolta sì. Ho detto sì perché mi è piaciuta la rappresentazione che la serie dà di noi medioerientali ed egiziani, attraverso il personaggio di Layla. Come egiziani vediamo spesso il nostro ritratto cinematografico come esotico, orientalizzante, in ultima istanza disumanizzante. Qui invece attraverso Layla abbiamo potuto creare egiziani “umani”, veri. E poi ho lavorato con oltre un migliaio di persone sul set, è stato pazzesco!

Come vi siete trovati sul set?

Diab - Lavorare con Oscar è stato fantastico. È una di quelle persone che ha molto idee, ha dato i suoi suggerimenti anche sul costume del personaggio e in effetti erano davvero azzeccati. Ogni tanto volevo introdurre qualche risvolto comico ma, avendo io un umorismo egiziano molto spiccato, non ero certo che la stessa battuta facesse ridere anche in inglese. Così chiedevo a Oscar...quando mi dava luce verde ero molto contento.

Isaac - Mi è molto piaciuto il lavoro di preparazione che abbiamo fatto prima di girare: abbiamo letto il copione con il resto del cast parecchie volte, siamo arrivati preparati. Io devo dire che non mi aspettavo sarebbe stato così impegnativo fare questo doppio ruolo. Recitare d’altronde significa reagire a quello he un altro attore fa e dice...solo che in questo caso l’altro ero sempre io.