Monitor Mini Led: la nuova tecnologia che dovreste tenere d'occhio. Ecco i migliori

Monitor Mini Led: la tecnologia da tenere d'occhio
di Giancarlo Valletta

Sembrava che tutto fosse stato detto, o quasi, sulla tecnologia dei pannelli per monitor e TV, indipendentemente dal gaming, settore per noi di particolare interesse. Ma evidentemente così non è. Del resto la battaglia “contro” OLED -al momento attuale la tecnologia seppure cara e con limitazioni di taglio- migliore dal punto di vista video, è accesa soprattutto da parte dei colossi, in primis Samsung. Che rilancia con MiniLED.

Per capire perché OLED è “molto meglio” rispetto almeno a quanto fin’ora sviluppato nel mondo LCD, bisogna fare un piccolo passo indietro. Il suo vero vantaggio è il per-pixel-lighting (che aveva anche il Plasma), significa che ogni pixel è una sorgente di luce a sè stante, con conseguente controllo totale di luminosità e contrasto, dipendenti SOLO dall’immagine che si sta visualizzando. Immaginiamo una immagine tutta nera con un solo pixel illuminato, mentre OLED (e il Plasma) riesce a visualizzarlo senza problemi, LCD no. Vediamo perché.

Tutto il mondo “LED” è legato alla tecnica LCD, e LED è solo la retro-illuminazione. Si tratta di un sistema di illuminazione posto dietro il pannello LCD e che serve a dare vita alle immagini, che altrimenti sarebbero non visualizzabili; la luce attraversa il pannello e viene modulata in quanto a colore e intensità dalle singole celle LCD. Un po' come la porta di una stanza illuminata che teniamo chiusa: quanto apriamo quella porta fa la quantità di luce che trapela.

La differenza è quindi lampante, le celle OLED sono sempre spente, ma ognuna di loro può accendersi individualmente nel colore e nella intensità voluta oppure rimanere completamente nera (spenta), LCD ha invece una luce sempre puntata alle spalle, e deve fare i conti proprio con questo, e con quanto quella luce influenzi il livello del nero -per quanto la cella LCD sia chiusa una piccola parte di energia trapela-.

I primissimi TV LCD erano dotati delle classiche lampade a filamento che illuminavano contemporaneamente tutto il pannello, che poi si sono evolute passando per le Wide Color Gamut, fino ai LED, che possono essere anche molto piccoli. Si cominciò a parlare poi di Local Dimming e illuminazione a zone, anche per cercare di rivaleggiare con il coevo Plasma che aveva prestazioni enormemente superiori (adesso il gap tra OLED e le varie tecniche LCD avanzate è decisamente minore).

Local Dimming

La tecnica sviluppata per sopperire al blooming (ovvero la luce spuria che comunque trapela dalla retroilluminazione) è il local dimming, ovvero il posizionare una sorgente luminosa (LED) dietro ogni pixel, con una logica di controllo che in base all’immagine dosa la quantità di luce. Si otterrebbero in questo modo pixel sempre spenti a meno che non serva accenderli, avvicinando così enormemente LCD a OLED. Ma facciamo due conti, per una matrice HD servirebbero 2.073.600 LED, visto che 1920X1080 fa proprio quella cifra. Non solo: i LED dovrebbero essere estremamente piccoli (troppo), e pilotati da una logica di controllo in grado di gestire -parallelamente al processore video vero e proprio- la retro-illuminazione in base all’immagine. Studiando la cosa ci si è resi conto che erano inutili una quantità così alta di LED, ma si poteva effettuare un local-dimming per zone, e già 100 porzioni permettevano migliori prestazioni rispetto al LED Edge, passo appena successivo alla retro-illuminazione classica di prima generazione, e che prevede le sorgenti luminose distribuite sul perimetro del pannello con una guida d’onda. Le zone sono diventate 300, e negli ultimi pannelli addirittura 792, il che significa in un 75” delle porzioni indipendenti da 2X1,4cm.

MiniLED

La MiniLED, che -come dice la parola- utilizza dei LED ancora più piccoli (tra 100 e 200 micrometri), vanta circa 1000 zone di illuminazione separate, che corrispondono a una certa quantità di pixel contemporaneamente e sono annunciati pannelli con oltre 3000 zone e con una uniformità fino ad ora mai vista su un LCD. Ma perché “ostinarsi” a cercare di eguagliare OLED ? A parte le considerazioni -ovvie- commerciali che riguardano il controllo del mercato e il non lasciare a una sola azienda (LG è leader nella costruzione di pannelli) la supremazia. OLED, però, non è perfetto, e ha dei difetti che invece LCD non ha.

Prima di tutto è limitato solo a tagli grandi (e questa è un grosso condizionamento), poi la luminosità, che non supera nel migliore dei casi i 300 nit, molto lontani dall’LCD che può raggiungere tranquillamente gli 800 nit su tutto il pannello. Vediamo adesso come si comportano le due tecnologie con i tempi di risposta, tenendo conto sia del lag, il tempo di latenza, ovvero il ritardo tra ingresso (dalla sorgente) e visualizzazione, che del tempo impiegato dal pixel a cambiare stato. Per il primo molti sono i fattori che ne determinano il valore, compreso il processamento video, ma questo è un tempo importante nel gaming, dove c’è l’istante dell’azione (muovo il joystick, per esempio) e l’altro, che deve essere il minore possibile, nel quale il monitor risponde. Mentre nel campo del video è sufficiente che audio e video siano perfettamente sincronizzati e il gioco è fatto. In questo la tecnica LCD è mediamente più veloce.

Quindi, sulla carta e non solo, la tecnica MiniLed per le esigenze Gaming sembra vincente. Un molto migliore rapporto di contrasto, dovuto alla gestione del nero (quindi dei LED spenti) fatta con una precisione decisamente superiore, e non paragonabile con qualsiasi tecnica LCD fin’ora ,e insieme una maggiore luminosità, questa volta non nemica del contrasto. Dobbiamo capire, infatti, che nei pannelli LCD con una scarsa gestione del nero, ovvero con una retroilluminazione non governata o con poche zone indipendenti, non è possibile alzare troppo la luminosità, pena l’inquinamento di luce spuria che genera anche un solo pixel bianco 100% rispetto a quelli vicini che “dovrebbero” essere neri, creando aloni spesso molto visibili.

Anche le prestazioni in HDR che hanno bisogno della maggior dinamica possibile (quindi la differenza tra il minimo nero e il massimo bianco) si giovano decisamente della tecnologia MiniLed. Potrebbe essere, quindi, il pannello del futuro per uso gaming e non solo.

Per adesso sono pochi i modelli a disposizione. Il ROG PG32UQX da 32” con risoluzione 4K, HDR e con ben 1152 zone, che sono davvero tante se si tiene conto del taglio, con un contrasto che arriva a 400.000:1 in HDR e un tempo di risposta di 1ms. Di Luglio, poi, l’annuncio da parte di Samsung dell’Odissey Neo G9 G95NA ultra-curvo, che sarà disponibile dalla fine di Ottobre, un mostro 32:9 da 49”, risoluzione 5120X1440 e ben 2048 zone di dimming. I prezzi sono ancora altissimi, ma molto presto scenderanno, e con grande probabilità MiniLed sarà la prossima tecnologia per i monitor Gaming !