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Lo chiamavano Trinità – Il cult “fagioli western” celebrato in alta definizione

In occasione del 50° anniversario della prima pellicola, due nuove pubblicazioni Home Video da Mustang Entertainment offrono l'edizione integrale del film, restaurato e disponibile anche in alta definizione

di Claudio Pofi
Cult senza tempo “Lo chiamavano Trinità” fu l'opera di Enzo Barboni prodotta da Italo Zingarelli che suggellò l'amicizia e collaborazione artistica tra Terence Hill e Bud Spencer, coppia inossidabile oggi amata come allora. Si sarebbe dovuta celebrare nel 2020 la festa per il 50° anniversario dell'uscita del film, ma la pandemia ha costretto a spostare tutto a luglio 2021, sempre presso la tenuta vinicola Rocca delle Macìe della famiglia Zingarelli.
 
Occasione per tornare con la memoria al film attraverso chi vi aveva contribuito, oltre che per presentare l'edizione limitata di 1970 bottiglie Magnum di Chianti Classico Gran Selezione ispirato a Trinità. Una coinvolgente serata per ricordare la lungimiranza di Italo Zingarelli, che in quella piccola sceneggiatura di Enzo Barboni che nessuno voleva produrgli intuì qualcosa di magico. Tra quelle righe un racconto western spensierato e dall'inaspettato umorismo divenuto icona assoluta del “fagioli western”, che anche dopo innumerevoli passaggi televisivi raccoglie ancora audience, passione tramandata di padre in figlio fino a giungere a questa nuova edizione in alta definizione.
 
Restauro curato dalla Cineteca di Bologna partendo dal negativo originale, concesso dagli Zingarelli per tornare alle radici della natura tecnica. Una pellicola “2-perf”, dove la grandezza del fotogramma era ridotta della metà rispetto ai negativi 4 perforazioni per motivi di risparmio, restituita al suo originale fulgore dopo che le sapienti mani del team di restauro del Laboratorio L'immagine Ritrovata ne aveva cancellato i segni del tempo. Scan della pellicola 4K (tramite sensore 10 bit / SDR), pulizia fisica, i toni colore hanno guadagnato vitalità così come è stata sistemata l'originale colonna sonora (monofonica) dell'epoca.
 
Una lunga operazione di recupero che ha portato a un nuovo master digitale da cui sono scaturite due nuove pubblicazioni Home Video DVD e Blu-ray da parte dell'editore italiano Mustang Entertainment. La più prestigiosa quella in alta definizione Blu-ray (BD-50 doppio strato), formato immagine originale per entrambe, così come sono tornati al loro posto anche tutti i rimanenti frammenti del film ancora assenti rispetto alle precedenti edizioni DVD. Ci si era avvicinati moltissimo con la penultima uscita DVD di qualche anno fa, ma per una versione completa al 100% si è dovuto attendere il coinvolgimento della Cineteca di Bologna.
 
Il Blu-ray offre il formato immagine originale 1.85:1, risoluzione 1920 x 1080/24p, codifica video AVC/MPEG-4. Rispetto al passato i toni colore presentano transizioni più giallastre, restituendo quel retrogusto di terra e polvere di cui è pervasa l'intera pellicola. La grana è parte integrante del girato, finalmente per la prima volta è possibile osservare elementi con ulteriore dettaglio anche in secondo piano e nei passaggi con inferiore illuminazione. Costumi e scenografie tornano a brillare riportando la memoria alle ruggenti proiezioni in sala dell'epoca. Per l'audio su Blu-ray è presente una traccia DTS-HD Master Audio 2.0 (dual mono) ad alta risoluzione di notevole resa, dando ulteriore respiro all'intera colonna sonora nonostante le limitazioni del caso. Per il DVD una dignitosa traccia Dolby Digital 2.0 canali (sempre dual mono). Vecchie edizioni DVD offrivano il Dolby Digital 5.1 canali, benché solo in queste nuove pubblicazioni ci si avvicina al lavoro svolto all'origine sull'audio.
 
Si tratta di due edizioni due dischi: il primo disco con il film (versione Full HD su Blu-ray o definizione video standard, SD/PAL, su DVD) contiene anche l'intervista al Direttore della Cineteca di Bologna, Gianluca Farinelli. Il secondo disco è un DVD per entrambe le pubblicazioni e contiene il resto dei supplementi: il video reportage della festa a Rocca delle Macìe della durata di circa 55' minuti; l'intervista fiume curata da Gianni Canova e Rocco Moccagatta a Sandra Zingarelli che in circa 37' minuti ripercorre parte della memoria del padre e della produzione di Trinità con succulenti aneddoti dentro e fuori dal set. In aggiunta tre trailer dell'epoca in italiano, inglese e tedesco.
 
Per l'occasione abbiamo incontrato Luciana Migliavacca, proprietaria assieme a Marco Duradoni di Mustang Entertainment, per un ulteriore approfondimento sulla produzione Home Video, alla scoperta di un lungo amore (non solo) per il primo Trinità.
 
D: Qual è il suo rapporto con il primo Trinità e più in generale con il cinema di Italo Zingarelli?
LM: Un compagno di vita professionale senza dubbio, così come lo sono stati il secondo Trinità , Piu’ forte ragazzi e Io sto con gli ippopotami.
 
D: Ricorda la prima volta che si è occupata di Trinità? Che anni erano?
LM: Sono entrata in contatto con i Trinità e i film di Italo Zingarelli intorno al 1990/1991, quando lavoravo in Mondadori Video ed eravamo distribuiti da Penta Video. Poi con Mondadori abbiamo avuto un periodo di collaborazione con Columbia Tristar e quindi mi sono dovuta separare dai “Trinità & Co.”. Per fortuna li ho ritrovati nel 1995 quando sono stata chiamata in Medusa Video, accompagnata naturalmente dal patrimonio filmico in VHS di Mondadori Video. Da allora non ci siamo piu’ lasciati, cementando anche un bellissimo rapporto di amicizia con Sandra Zingarelli, figlia di Italo.
 
D: All'epoca delle videocassette quante ne venivano prodotte per un film di questo calibro?
LM: Non ho una memoria precisa delle tirature delle VHS, so di per certo che nel 1992 Lo chiamavano Trinità era presente nelle Top ten delle vendite. Certo che allora il mercato Home Video era in crescita e cominciava a fare l’occhiolino al DVD, arrivato in Italia intorno al 1998.
 
D: Finalmente siamo arrivati alla versione in alta definizione, frutto del lavoro tra la Famiglia Zingarelli, la Cineteca di Bologna e Mustang Entertainment: coronamento di un lungo percorso produttivo...
LM: Si, finalmente! Dobbiamo ringraziare Gianluca Farinelli della Cineteca di Bologna e Rocca delle Macìe per il restauro della pellicola. Mustang ha potuto realizzare una bellissima opera editoriale audiovisiva con il film in Blu-ray (ma anche su DVD, ndr), che include un focus su come è stato restaurato il film e una serie di nuovissimi extra per andare alla scoperta delle origini della produzione.
 
D: Ci sarà spazio anche per il restauro di Continuavano a chiamarlo Trinità?
LM: Incrociamo le dita, auspicando che anche il magnifico sequel verrà restaurato dalla Cineteca di Bologna. In questo contiamo sulla sensibilità del Direttore Gianluca Farinelli.