Le cuffie e gli speaker per lo streaming

Le cuffie e gli speaker per lo streaming
Stas Knop per Pexels
di Giancarlo Valletta

Dopo aver parlato per due puntate dei migliori microfoni per il nostro streaming, è arrivato il momento di fare un passo avanti, senza distanziarci però dal tema principale, ovvero l’audio, Un altro aspetto molto importante è il controllo dell’audio, che possiamo fare attraverso cuffie e casse acustiche, che è meglio abbiano certe caratteristiche, per riuscire ad adattarsi nel migliore dei modi alle esigenze dello streamaer.

Lo strumento di monitoring ha una grandissima importanza per lo streamer, e deve tenere conto delle sue particolari esigenze. Partiamo dalle cuffie che devono essere, possibilmente, di tipo chiuso, in modo da potersi completamente isolare dal mondo esterno, come i diffusori, meglio se Near Field, ovvero adatti a un ascolto da vicino.

A questo punto occorre fare una piccola premessa. Nel caso si voglia fare sul serio, e questo si può anche fare con relativamente pochi spiccioli, è necessario uno spazio di lavoro ben organizzato, che è buona parte del risultato finale. Le casse possibilmente rialzate e non sul piano di lavoro accanto al computer, dovrebbero stare con il tweeter più o meno all’altezza dell’orecchio e non troppo distanti dal corpo, a scendere il monitor del computer, e sul piano di lavoro vero e proprio il/i microfono, la tastiera e gli accessori. In questo modo riusciremo a sfruttare al meglio il suono delle casse.

Le cuffie

Abbiamo detto che le cuffie devono essere chiuse, e questo è molto consigliabile, per evitare che il loro suono venga influenzato dal live esterno, ma devono anche essere anche facili da pilotare. Gli amplificatori per cuffia dei mixer, dei microfoni USB o dei computer, sono di qualità media, se non bassa, e quindi non dispongono di tanta corrente. Pertanto: alta efficienza e impedenza non troppo bassa. In questo modo potremmo calibrare a piacimento il volume, tanto il “fine tuning” poi lo facciamo in post-produzione con le casse.

Ed è meglio siano grandi, del tipo “sovraurale” ovvero che cingono completamente il padiglione auricolare, in modo da essere il più possibile isolate. La suite di cuffie di ingresso AKG sono progettate per questo scopo, e in particolare la K72, è un eccellente bilanciamento tra la qualità e il prezzo; 32 ohm e 112 dB di efficienza ne fanno una scelta davvero azzeccata. Altra azienda leader e che offre un prodotto simile, la Sennheiser, con la. Se si vuole spendere ancora meno, occorre scegliere un modello sovraurale, che quindi garantisce un minore isolamento. Di questa tipologia le Sony MDR-ZX110, davvero imbattibili come rapporto Q/P (costano come una pizza non a Milano) e offrono una qualità e una robustezza impensabile per il prezzo. Poco più del doppio le Philips SLH5000, pieghevoli, estremamente confortevoli e con prestazioni ragguardevoli, il solito miracolo dell’azienda olandese. Mutuate poi dal mercato degli strumenti musicali, ma quindi adattissime al monitoring, le Yamaha HPH-50B. Se poi saliamo di livello, pur rimanendo nel solco della facile pilotabilità, le Sony MDR-7506, sono un grande classico tra le cuffie professionali.

I diffusori

Meglio piccoli, ma non troppo, e il massimo sarebbe con un subwoofer appoggiato per terra. Ma la cosa fondamentale è sistemarle per bene sul piano di lavoro, ovvero NON appoggiate direttamente ma sospese su un paio di stand o su un secondo piano più alto, disaccoppiato da quello principale. Oppure –opzione interessante- è possibile utilizzare degli stand da pavimento alti, da sistemare dietro il tavolo di lavoro. E tutto ciò prima di tutto per il woofer e per la sua emissione, grande o piccolo che sia, esso emette delle onde acustiche che se trovano un piano sul quale riflettersi, creano spurie indesiderate in fase opposta rispetto all’emissione principale, con la generazione di fastidiosi rimbombi, che azzerano in parte l’emissione principale.

E’ quindi sempre meglio installare bene i diffusori, per sfruttare al meglio tutta l’emissione, piuttosto che comprare un modello più grande di cassa che nella pratica non servirà a nulla se non ben installato. A questo proposito, oltre ai vari stand da scrivania, esistono dei pad (una azienda leader è la Adam Hall) che fabbricano degli interessanti disaccoppiatori da sistemare sotto le casse e che provvedono anche a orientarle leggermente verso il basso. Può essere poi adottato il classico stand da pavimento disponibile in varie altezze. Magari non compratene uno regolabile, se è vero che questa opzione semplifica molto la vita, non è certo foriera di un appoggio solido, indispensabile per avere una coerente emissione in bassa frequenza.

Altro distinguo va fatto rispetto alla tipologia di cassa. Esistono molti diffusori amplificati che vengono utilizzati anche per gli eventi all’aperto e che offrono un ottimo rapporto qualità/prezzo, ma che NON sono adatti alla post-produzione dello streamer. Sono fatti per “strillare” forte, e lo fanno anche bene, ma non garantiscono un’emissione vicina soddisfacente.

Un primo gradino possono essere i normali diffusori per computer, e per i quali rimandiamo all’apposito contenuto (link puntata casse da PC), ma meglio non risparmiare troppo, il modello da considerare potrebbero essere le Pebble di Creative e prodotti simili, ma offrono una qualità di post-produzione solo modesta.

I diffusori adatti sono quelli –anche compatti- condivisi con il mondo del Djing, del gaming avanzato e del podcast e tutti con connettività a filo, e attivi. Il mercato offre molte scelte. Una linea, la BX, davvero completa è quella offerta da M-AUDIO che è un costruttore di riferimento ; come gradino di ingresso la BX3 che è già un ottimo prodotto, al quale gli si oppongono PreSonus con la serie Eris, Makie con le eccellenti CR-X 3 e superiori. Poi KRK Rokit 5G3, IK iLoud che comprendono un efficace stand da appoggio e JBL con le Professional 308P. Altro grande produttore la Fostex, che offre il modello PM03 al quale poter abbinare il subwoofer PM-SUBmini2. Poi la sempre presente Behringer, che ha più di un modello adatto allo scopo, per esempio lo Studio50. Molto interessanti e con un eccellente rapporto qualità/prezzo le Alesis M1, mentre buone ma non ottime, le Edifier R1280 o le meno costose R1000T4 estremamente economiche e con una discreta qualità.

Insomma, con circa 100 euro più o meno già riusciamo ad ottenere un eccellente risultato, e di più conviene spendere solo se davvero si sale di livello. Meglio, se volete, aggiungere un subwoofer, e ce ne sono molti compatti e adatti allo scopo. Ricordatevi, però, di posizionarlo per terra vicino alle casse !