L'audio nel gaming - Parte 2 -

Partiamo dal setup base

L'audio nel gaming - Parte 2 -
di Giancarlo Valletta

Nell’articolo introduttivo abbiamo parlato diffusamente dei problemi che si possono incontrare cercando di sonorizzare opportunamente una console o un PC. L’audio –lo ribadiamo- è una componente fondamentale di un gioco, e dotarsi di un sistema di riproduzione di qualità almeno discreta aumenta notevolmente il coinvolgimento.

In questa seconda puntata affronteremo il mondo delle soluzioni entry level, quello che potremmo definire “il minimo indispensabile”, partendo dal presupposto che un audio almeno stereofonico è necessario. Chi ha letto il primo articolo, si ricorderà che abbiamo bandito completamente gli speaker mono, di qualsiasi qualità siano, proprio perché la colonna sonora e gli effetti dei videogiochi richiedono almeno due canali per una ricostruzione –seppure sommaria- degli ambienti sonori. Lo speaker mono, funziona, certo, ma non è in grado di farci sentire al centro dell’azione.

E’ necessario a questo punto fare una diversificazione importante tra console e PC. Le prime essendo collegate al TV si trovano l’audio di default, mentre per i computer –escludendo a priori i ridicoli altoparlanti dei monitor- è tutto da costruire.

I TV moderni non sono però dotati di altoparlanti performanti, il mercato e la tecnologia li vogliono sempre più sottili, ma questo è del tutto antitetico con le richieste di un audio soddisfacente. Pertanto, anche nel caso di console, un piccolo sistema audio a parte, magari da collegare all’uscita cuffia o ottico, sarebbe auspicabile.

I PC vanno invece costruiti da zero, controllando prima di tutto se la scheda madre ha l’uscita audio stereofonica (ma oramai la hanno quasi tutte) altrimenti occorre comprare un DAC, meglio se USB esterno, come questa Sound Blaster Play!3

Il prodotto dello storico produttore di periferiche audio per PC è molto interessante perché è un convertitore (da Digitale a Analogico) 96 kHz, 24 bit e quindi in grado di suonare anche file audio ad alta risoluzione. Altrimenti esistono sistemi di altoparlanti con ingresso USB, ottico o bluetooth, in tutti questi casi la conversione da digitale (segnale audio emesso dal PC o dalla console) ad analogico sarà effettuato all’interno degli speaker o del sistema audio.

Vediamo cosa offre il mercato in quanto a sistemi stereofonici, da soli o con un subwoofer, che sono una soluzione migliore rispetto alla sound bar per l’uso gaming, visto che le casse si possono spaziare e orientare meglio, in modo da cercare di ricostruire un triangolo sonoro tra i due diffusori e le orecchie. Escludiamo quelli con un singolo altoparlante di piccole dimensioni e senza amplificatore interno, quelli da pochi euro insomma, che utilizzano l’uscita cuffia senza elevarla in potenza (ce ne accorgiamo dal fatto che non hanno alimentazione esterna, via alimentatore a spina, USB o rete elettrica). In quel caso otterremo solo una modesta intellegibilità dell’audio, che non è affatto il nostro obbiettivo. La scelta migliore è un sistema 2.1, ovvero due satelliti e un subwoofer.

Attenzione, normalmente questi sistemi vengono raffigurati con il subwoofer sulla scrivania, ma quello NON è il posto adatto al sub! Mentre le frequenze alte e medie –e quindi quelle riprodotte dai satelliti- sono direttive e quindi è normale che essi siano posizionati ai lati del monitor, tutte le frequenze al di sotto dei 200Hz non sono direzionali e sono mono. Il subwoofer DEVE essere appoggiato a terra anche per questioni legate al rinforzo che subiscono le basse frequenze grazie alla rifrazione con il pavimento. Alcuni sub, molti, hanno anche un foro di uscita, che è il tubo di accordo in bass-reflex, un sistema che aumenta notevolmente l’efficienza grazie all’utilizzo dell’emissione acustica posteriore dell’altoparlante, quel foro non va ostruito ne coperto e non deve essere rivolto verso la parete.

I due satelliti possono essere dotati di un singolo (altoparlante a larga banda) o una coppia di altoparlanti, ovvero un woofer (altoparlante per le medio/basse frequenze) e un tweeter per le alte frequenze, e possono anche essere bass reflex, come il subwoofer. I prodotti sono moltissimi, anche troppi, e il loro prezzo è spesso paragonabile a quello di un sistema con soli due speaker senza sub (2.0). Campione di rapporto qualità/prezzo in assoluto è il Trust Avora 2.1, un sistema 2.1 da poco meno di 20 euro, che offre due satelliti e un sub microscopico (18X14X12) con lo stesso altoparlante dei satelliti, da 6.5 cm, e che dichiara una risposta in frequenza dai 100Hz in poi. E’ alimentato tramite USB con una potenza di 18W di picco, che presumibilmente sono meno di 5W, quasi un giocattolo ma che per il prezzo al quale viene venduto può considerarsi discreto e sicuramente meglio dei sistemi 2.0 (ovvero con solo due altoparlanti) di pari prezzo.

 

Visto che abbiamo parlato di specifiche, è bene sottolineare come tutti i prodotti alimentati con USB non possono erogare oltre i 5/6W a dire tanto, tenendo conto del fatto che non possono assorbire oltre i 2A da USB nella migliore delle ipotesi, e 2AX5V sono 10W, la potenza non si inventa… Tra l’altro non è affatto una buona idea alimentarli direttamente da USB di PC soprattutto se portatile, sarebbe quindi auspicabile una USB powered.

I sistemi 2.1 di fascia più alta sono invece alimentati tramite presa elettrica, e quindi dotati di un loro alimentatore interno, campione di questa fascia di prodotti, il Logitech Z213,  con un subwoofer davvero performante per le dimensioni, e una piccola dock per il controllo del volume e l’uscita cuffia. 

Salendo ancora, molto interessante Trust Titan in tutte le sue declinazioni, molto bello il Logitech Z333, con satelliti a due vie ed alta potenza. Il consiglio è quello di non spendere troppo, soprattutto in soluzioni di blasone, che molto spesso sono ben rifinite ed esteticamente accattivanti, ma che non hanno muscoli sufficienti per reggere un confronto con un prodotto dal costo inferiore, magari più “bruttino” ma che picchia duro. Tra l’altro il subwoofer è bene posizionarlo sotto la scrivania nelle adiacenze dei piedi, quindi troppo grosso non è consigliabile.

Veniamo ai sistemi 2.0, che noi sconsigliamo, perché hanno un prezzo molto simile a quello con subwoofer ma non offrono assolutamente le stesse prestazioni. Scegliamo almeno prodotti che hanno due altoparlanti a diffusore, per esempio le Trust Cilax 2.0 di fascia bassa, o le Creative T20, più costose ma davvero interessanti.

Esistono poi molte alternative cross-over da prendere in considerazione, perché non potersi godere il proprio gioco preferito ma anche un bel brano di musica con una qualità davvero elevata? Un sistema 2.0 performante e adatto a qualsiasi utilizzo lo possiamo realizzare con diffusori amplificati come gli M-Audio AV32, anche nella versione AV32.1 con subwoofer, la gamma “B” utilizzata anche per la composizione di musica, o la entry level BX. Tutti prodotti compatti e con un rapporto qualità/prezzo davvero interessante; attenzione a prevedere degli stand da scrivania per appoggiarle, in modo da non trasmettere vibrazioni.

Altro marchio molto interessante è Makie con la serie CR o se si vuole un’estetica mozzafiato con prestazioni assolute, il sistema Luna 2.1 THX. Un'altra soluzione molto intrigante sono le Audioengine, prodotti americani estremamente performanti e con amplificatori interni di alta qualità, le A2+, per esempio, sono dei piccoli gioielli, compatti e di grande qualità, ai quali poter abbinare in un secondo momento il sub amplificato S8.

Da non sottovalutare, assolutamente, il posizionamento, che è di grande importanza e che vogliamo ribadire. Il subwoofer a terra, non importa se centralmente, le basse frequenze sono mono e omnidirezionali, mentre i satelliti ben distanziati e orientati verso il punto di ascolto, in modo da realizzare un triangolo virtuale. Una volta trovata una posizione buona scaricatevi un rumore rosa (pink noise) dalla rete e ascoltatelo provando a orientare finemente i satelliti, solo quando avrete trovato il suono più forte e perfettamente focalizzato al centro, avrete realizzato il miglior orientamento. Questo è importante non solo per ricostruire un palcoscenico sonoro credibile quando sentite la musica, ma anche –soprattutto- per dare una mano agli algoritmi di ricostruzione degli effetti da 5.1 a 2.1 o 2.0 di darvi la maggiore sensazione di ricostruzione degli effetti possibile. E vedrete che la differenza c’è !