L'audio nel gaming: I sistemi 5.1

Ultima puntata del nostro viaggio nel mondo dell'audio per il gaming

L'audio nel gaming: I sistemi 5.1
di Giancarlo Valletta

Ultima puntata del nostro viaggio all'interno del mondo audio nel gaming riguarda i “veri” sistemi Surround, ovvero quelli fatti con diffusori fisici, almeno 5.1 se non di più. Un centrale, un sinistro e un destro, due posteriori e un subwoofer. Il massimo, vero ? Potrebbe non esserlo, mettiamo subito questo in chiaro. Se infatti la posizione di gioco è molto vicina allo schermo, come di solito lo è quando si utilizza un PC, è meglio comprare una sound bar, magari con subwoofer, e quindi fare riferimento agli scorsi articoli. Questo perché la poca distanza renderebbe inutilizzabili i canali laterali L&R. Le alte frequenze, infatti, sono estremamente direzionali e se non ci si trova a una certa distanza dai diffusori non si apprezzano affatto le frequenze alte. L’uso della sound-bar, invece, nell’utilizzo ravvicinato, è molto vantaggiosa, perché –anche se in parte- utilizza il movimento pistonico, che è quello utilizzato nelle cuffie per propagare il suono all’orecchio. Pertanto per uso gaming un sistema 5.1 tradizionale va bene con schermi molto grandi, anche tramite proiettori, che impongono quindi una certa distanza delle immagini.

E’ certo, però, che la potenza a disposizione, la qualità, il fatto che s’interpone un sintoamplificatore AV nella peggiore delle ipotesi, aumenta notevolmente le prestazioni. Andiamo per passi. Banditi COMPLETAMENTE quei coordinati 5.1 da bancone, che con poche centinaia di euro promettono miracoli. A quel punto, meglio destinare quei soldi ad una soundbar. Un sistema 5.1 deve partire da un po’ più di un migliaio di euro tutto compreso perché ne valga davvero la pena.

Un concetto fondamentale da sapere è che il 70% dei contenuti, dell’energia, viene dal canale centrale, pertanto un buon diffusore fa la differenza, ma è altrettanto vero che “mischioni” non se ne possono fare. Alcuni –per ignoranza, ma non è grave- credono di poter abbinare un centrale, magari molto carrozzato, di una marca con i satelliti di altra. Non c’è cosa più sbagliata! Timbricamente si sentirà tanto la differenza nelle spazzolate degli effetti, pertanto la soluzione migliore è quella di avere prodotti della stessa linea o, se di linee diverse, almeno della stessa marca, in modo da garantire vicinanza timbrica tra un diffusore e l’altro. Poi c’è il discorso dell’efficienza, che fa suonare più o meno forte  un diffusore rispetto all’altro, e se è vero che si può compensare con il livello, normalmente un diffusore più efficiente ha proprio una diversa risposta temporale, pertanto si possono poi avere dei piccoli ritardi che all’ascolto si avvertono.

Cuore di un sistema 5.1, 7.1 o ancora meglio 9.1 (e chi più ne ha più ne metta, con il Dolby Atmos si arriva a 13.2 canali….15 diffusori….) è il sintoamplificatore, che provvede a decodificare il segnale in arrivo dalla console o dal PC (che deve essere collegato in HDMI) in tanti canali analogici che sono poi amplificati e spediti alle casse passive, mentre il subwoofer è sempre dotato di un suo amplificatore interno, ed è quindi attivo.

Ecco come si può realizzare –lo accennavamo- un ottimo sistema 5.1 (crediamo essere già un’ottima soluzione anche rispetto agli spazi di un salotto o di una camera media).

Per il fronte anteriore, ovvero quello centrale, prima di tutto e sinistro e destro, è opportuno spendere di più rispetto ai 2 o 4 canali effetti, mentre per dimensionare il subwoofer conta molto il concetto di impedenza acustica della stanza. Più l’ambiente è grande e più grande dovrà essere il sub, sia in termini di potenza che di grandezza del/degli altoparlanti di cui è dotato, sempre nel rispetto del budget. Un driver singolo da 20cm o 25cm con un amplificatore da 250W può bastare per una piccola stanza. Se avete un portafoglio limitato allora a quel punto il subwoofer meglio installarlo vicino al punto di ascolto, magari allineato al fronte anteriore se state relativamente vicino allo schermo, o accanto al divano se giocate seduti comodamente.

A questo punto va chiarito il concetto di “fase” del sub, che si regola tramite una manopola o un interruttore quasi sempre presenti tra i controlli, insieme al livello e al taglio. Va posizionata su “0” nel caso di allineamento sul fronte anteriore, su 180° se accanto al divano in posizione opposta alle casse sinistro, destro e centrale, e in posizione mediana (se è possibile, nel caso di interruttore è consentito solo 0/180) se lateralmente. Fase vuol dire che a un impulso positivo, in posizione 0° l’altoparlante del subwoofer si muoverà in avanti, nello stesso verso dei diffusori del fronte anteriore, 180° significa che con lo stesso impulso si sposterà all’indietro, ed è corretto se il sub è posizionato all’opposto delle casse frontali. La sistemazione laterale è quella più critica; nel caso di regolazione con interruttore non è possibile fare molto, se esiste invece una manopola con regolazione continua si può giostrare ad orecchio. Se il sub NON ha controllo di fase va posizionato per forza sul fronte anteriore.

Esistono sistemi con sound-bar 5.1 e posteriori con altoparlanti mono-via, sono una discreta alternativa ma non foriera di grandi prestazioni, soprattutto per la relativamente bassa potenza offerta, come pure i sistemi con i diffusori posteriori wireless, per carità comodissimi, ma per i quali occorre spendere cifre considerevoli per ottenere delle prestazioni accettabili.

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Il cuore –lo abbiamo accennato- è il sintoamplificatore, e alcune sono le scelte praticabili. I marchi che assicurano prestazioni e assistenza tecnica sono Denon e Yamaha. Sicuramente AVR-X1600H nel primo caso e RX-D485, solo per citare due modelli con un ottimo rapporto qualità/prezzo. Occhio ai dati di targa! I sintoamplificatori millantano centinaia di watt quando a ben vedere l’assorbimento dalla rete dell’amplificatore è decisamente inferiore alla somma delle potenze erogate dai canali. Guardando le specifiche di uno dei due prodotti citati, si leggono ben 7X80W su 8 ohm e un assorbimento massimo di 440 W. Moltiplicando 80WX7 canali sono 560 W, e come possono ottenersi 560W se l’assorbimento massimo dalla rete è 440W ? Abbiamo forse rivoluzionato le leggi della fisica ? In realtà, togliendo la perdita di energia che non è mai meno del 30%, possiamo ipotizzare una potenza massima di circa 300W, quindi più o meno 40W a canale, con tutti i canali pilotati alla massima potenza, una occorrenza che non succederà MAI. Ma allora come funziona ? E’ una fregatura ? No.

Abbiamo detto che il 70% dei contenuti è ad appannaggio del canale centrale. Nel momento di un dialogo, per esempio, la potenza sarà erogata là, gli altri diffusori al massimo faranno ambienza, quindi l’importante è che ogni sezione di potenza sia effettivamente capace di erogare la potenza di targa, nel momento che servirà potrà farlo, trovando l’alimentatore capace di erogare su quel canale la corrente che serve, se poi sono tutti i canali a richiedere energia che l’amplificatore andrà in crisi, ma questo statisticamente non succederà praticamente mai. E’ ovvio che maggiore sarà la potenza a disposizione e meglio è, ma già un prodotto sulla fascia dei 400/500 euro è sufficiente per i nostri scopi, oltre a garantire tutte le decodifiche che ci servono.

Riguardo i diffusori ci sono molte “combo” interessanti che possono essere utilizzate. Un marchio noto che fa una linea di diffusori molto adatti e con un eccellente rapporto qualità/prezzo è Polk Audio con la serie T, T50 coppia di diffusori a torre per i canali anteriori, T30 il centrale e T15 i posteriori, da abbinare ai sub HTS10 o HTS12. Volendo invece rimanere in Italia, con un prodotto prestigioso e facilmente rivendibile, non si può non citare Indiana Line, il centrale NOTA 740, solo per fare un esempio, che a poco più di 100 euro offre prestazioni sbalorditive. Una coppia di Nano.2 per i posteriori, e Nota 550XL come sinistro/destro. Ma anche Yamaha, gli NS555 o i Magnat Supreme 802 entrambi coppie di diffusori a torre ai quali abbinare i corrispondenti centrale e posteriori. Sui subwoofer si può essere meno rigidi nell’abbinamento, possono essere utilizzati diffusori di una marca e sub di un'altra. Insomma, con un sistema 5.1 “vero” il divertimento è assicurato !