L’audio binaurale, la nuova frontiera del gaming, e non solo?

Da semplice "accessorio" la componente audio si sta ritagliando fette sempre più consistenti nell'intrattenimento domestico. Grazie alla scienza.

L’audio binaurale, la nuova frontiera del gaming, e non solo
di Giancarlo Valletta

Le nuove console e i PC hanno oramai dei comprati grafici impressionanti: schede video spaventose, in grado di gestire quantità di informazioni sconvolgenti. Viene da sorridere pensando ai primi elaboratori a schede perforate, IBM 650 uno per tutti, del 1965 (16 bit di memoria IN TUTTO) esposto al Deutches Museum di Monaco accanto al Cray-1, del 1975, il primo super-computer in assoluto: avevano una capacità elaborativa assolutamente ridicola rispetto a una qualsiasi GPU moderna. E l’audio fino a poco tempo fa era rimasto al palo, solo la Sony, con l’annuncio del Tempest Audio –che però ancora non abbiamo visto, anzi, sentito- sta rimescolando un po’ le carte. Alcuni sviluppatori, però, appoggiandosi all’attuale impianto hardware e software, stanno sperimentando una “rivisitazione” del sonoro attuale, rispolverando l’audio binaurale.

Cosa è l’audio binaurale

Ma cosa è l’audio binaurale e quello stereofonico ? Per capire di cosa parliamo, è necessario fare un breve accenno sul funzionamento del nostro udito e su come identifichiamo con incredibile precisione la provenienza di un suono. Tutto questo è di grande importanza per l’immersività di una esperienza video-ludica. Due sono i meccanismi che entrano in gioco per localizzare un suono: il ritardo e la differenza d’intensità inter-aurale a cui contribuisce un terzo elemento, che sono le specifiche anatomiche del nostro orecchio esterno. Nel caso di un suono a bassa e media frequenza (tra i 20 e i 2 kHz), il ritardo nella percezione dell'impulso sonoro da un orecchio all'altro ci permette di capire la sua direzione.

Per suoni a frequenza media e alta (da 1kHz in poi) piuttosto che usare il ritardo, il cervello utilizza l’intensità. Questo perché la natura ha tenuto conto della omni-direzionalità delle frequenze basse e, di contro, della direzionalità di quelle alte. La testa e l’ambiente rappresentano un ostacolo alla diffusione del suono, un impulso sonoro proveniente da destra raggiungerà l'orecchio sinistro con un'intensità ridotta rispetto a quella percepita dallo speculare, permettendoci di identificarne la direzione.

Entrambe le metodologie perdono efficacia quando una sorgente è posta esattamente davanti o dietro di noi; viene in aiuto in questo caso la struttura dell’orecchio esterno che fornisce le informazioni mancanti. Del resto la “strana” forma del padiglione auricolare ha una sua ragion d’essere…La parte superiore dell’orecchio esterno, molto sviluppata nello Spock di Star Trek, e composta principalmente da cartilagine fibrosa, è infatti una superficie molto irregolare che a contatto con le onde sonore genera delle riflessioni che cambiano a seconda della traiettoria del suono e vengono elaborate dal cervello con l'ausilio della memoria. I tre fenomeni insieme permettono una percezione direzionale molto accurata, ma com'è possibile ingannare i sensi attraverso un’esperienza artificiale?

L’AMSR

Uno stimolo allo sviluppo della tecnica binaurale sono i contenuti ASMR, ovvero autonomous sensory meridian response, adesso molto utilizzati su Youtube e Twitch. Sono esperienze sonore che sfruttano per la loro generazione anche microfoni binaurali all’interno di dummy head (testa di manichino, la più celebre è la Bruel & Kjaer). E mentre nel passato prossimo l’audio 3D veniva semplicemente post-prodotto, adesso, anche grazie –appunto- allo sviluppo delle tecniche ASMR, si utilizza sempre di più la “testa di legno”, che permette al sound designer di registrare delle tracce audio a cui il cervello del giocatore, anche in assenza di interventi successivi, è in grado di attribuire una direzionalità. Questo approccio è senza dubbio vincente nel trasmettere all'utente con inedita precisione la sensazione di trovarsi all'interno di un contesto sensoriale realistico.

Questo è di fondamentale importanza quando è necessaria una risposta istintiva nel giocatore o quando è necessario sapere da dove viene quel suono (rumore di una raffica di mitra, per esempio, che permette di sapere la posizione del nemico). Lo sviluppo di una realtà virtuale sempre più realistica è indissolubilmente legata a questa tecnologia, che si rivela preziosa nel sostenere il senso di presenza. Sempre più titoli sono dotati di audio binaurale, ma la diffusione è ancora abbastanza limitata perché in realtà l'audio binaurale non è sempre la soluzione più adatta. Esistono infatti videogiochi  che non hanno bisogno di questa caratteristica. Un altro problema è la fruizione dell’audio, il binaurale necessita della stereofonia e offre il massimo dei vantaggi solo utilizzando un paio di cuffie, circostanze che potrebbero limitarne la fruizione. Resta il fatto che parliamo di una delle frontiere più stimolanti dell’audio del gaming e non solo. Attendiamo con trepidazione le nuove implementazioni.