Il cinema in casa? Ecco come abbiamo fatto noi

Il cinema in casa? Ecco come abbiamo fatto noi
cottonbro per Pexels
di Giancarlo Valletta

Nel mondo del WEB molti, forse troppi, si improvvisano recensori, senza avere le basi tecniche, o tanto meno gli strumenti di riferimento. Quante volte capita -e in questo i forum sono maestri- di leggere opinioni e impressioni per le quali, però, andrebbe chiarito non solo il livello di competenza, ma anche con quale strumento si è confrontato quel determinato prodotto. E troppe volte si rimarrebbe delusi. Manca, sovente, non solo la visione di insieme, ma quel riferimento che sarebbe necessario. Noi, dal punto di vista dell’audio e del video, abbiamo un sistema davvero senza compromessi, su misura per un ascolto stereofonico, home-theater e gaming, di livello molto alto, diciamo assoluto, e che soprattutto può essere ottimo metro di paragone.

E così abbiamo deciso di giocare un po' con questo sistema, che a fare la somma delle singole componenti si arriva a una cifra a tanti zeri. Il salotto dove è ospitato è assolutamente normale, nelle forme (5X4), come nel contenuto, ospitando comodamente una famiglia di 4 persone, e facendo cadere quel mito per il quale un impianto “importante” debba per forza avere un suo spazio dedicato.

Veniamo al dunque. I diffusori per i canali anteriori sono i Bowers & Wilkins 802D3, appena sotto i flagship 800D3 per i quali sarebbe stato necessario un ambiente più grande. L’azienda inglese è da sempre riferimento assoluto quando si tratta di diffusori che si avvicinino il più possibile al suono originale, tanto da essere utilizzati negli Abbey Road Studios, ma come al nostro Auditorium Parco della Musica. Per amplificarli sono stati utilizzati due finali Primare A32, dei giganti da circa 300W per canale su 8 ohm sfruttati uno per diffusore in configurazione di multiamplificazione passiva. Vuol dire che un canale è connesso agli altoparlanti medio e alto e l’altro ai woofer, migliorando notevolmente la capacità di pilotaggio da parte dell’amplificatore, che vede un carico più semplice ai suoi capi.

La potenza totale è di “soli” 300 W per canale ma con una capacità dinamica estremamente alta, e probabilmente superiore rispetto a un singolo finale monofonico di potenza doppia. A processare i segnali audio e video digitali, un prodotto di grande livello l’Anthem AVM60. Anthem è una azienda che fa parte del gruppo Paradigm, al quale fa capo anche Martin Logan, leader nella costruzione di diffusori ibridi (elettrostatico/dinamico). Speaker di eccellente livello questi ultimi, nei quali però non è semplice mettere d’accordo dal punto di vista temporale la parte dei bassi (woofer classico) e quella dei medio-alti (elettrostatica). Così Martin Logan ha sviluppato un sistema, che si chiama ARC, Anthem Room Correction, inizialmente integrato solo nei diffusori attivi, e che esegue una puntuale misura dell’ambiente operando un aggiustamento sia in fase che in livello della risposta in frequenza fino ai 5000Hz.

L’esperienza maturata dal costruttore gli ha suggerito di migrare lo stesso tool nei prodotti Audio/Video e solo audio di Anthem, riscuotendo un grande successo di pubblico. In particolare l’AVM60 è il processore top della gamma, in grado di effettuare una misura dell’ambiente strabiliante, eseguita con il software ARC tramite un microfono USB fornito a corredo con tanto di asta. Come canale centrale non poteva mancare il “piccolo” della serie D3 della Bowers & Wilkins, HTM2D3, anch’esso multiamplificato passivamente da un finale Rotel RB 1582 MKII. Posteriori da incasso sempre B&W, CWM664, pilotati da Rotel RB 1552 MKII. Come subwoofer, collegato con l’opzione wireless e sistemato accanto al divano, il meraviglioso REL S-812 con doppio woofer da 30 cm (uno passivo), e amplificatore interno da 800W.

Per il comparto video Black Wing Elite MK2019, un 4K HDR di ultimissima generazione abbinato a un telo Screenline Wave Multiformat da 3m di base schermo. Questo telo in particolare ha la rarissima dote di potersi conformare a qualsiasi tipo di formati video. Tramite l’interazione di due schermi che salgono/scendono è in grado di far incorniciare sempre l’immagine in una cornice nera, in modo da aumentare notevolmente il rapporto di contrasto percepito. Insomma un impianto di tutto rispetto.

Cosa ci abbiamo fatto?

Ci abbiamo giocato, e tanti puristi dell’audio e del video storceranno il naso: facciano pure. Le sensazioni e le emozioni sono state davvero uniche. I giochi FPS ma anche con i MMOPRG hanno un coinvolgimento che ha dell’incredibile. Ci si sente proprio avvolti dal gioco, le mani sudano, si sente il nemico che incombe. Si apprezza davvero tutto il lavoro svolto dagli sviluppatori e si capisce quanto si perde a non avere un sistema audio che riesca e riprodurre tutto quello che c’è in un gioco. La localizzazione degli effetti è precisissima e assolutamente in tempo reale, l’impatto sonoro è analitico, con bassi dettagliati che emergono con forza. La provenienza degli spari, la distanza e l’intelligibilità di diverse fonti di rumore sono sbalorditive, sembra di vivere in un film di azione dove, però, il protagonista è il giocatore.

Altro test molto emozionante –lo scrivente è un appassionato di simulazione di volo- è stato l’atterraggio sulla 25 di Fiumicino con il nuovo FS2020. Un atterraggio “duro” proprio per sentire il carrello sbattuto sulla pista che fa fumare le gomme. Il REL ha tirato fuori una sberla che è arrivata fino allo stomaco, secca, asciutta, tanto per farti capire quanto hai picchiato il carrello facendo un atterraggio pessimo, ma con un incredibile coinvolgimento. E anche se FS2020 non è il migliore gioco per testare il nostro sistema, è davvero incredibile, nella visione esterna dell’aeromobile, ascoltare la provenienza del vento e sentirsi avvolti da esso come se ci si trovasse seduti su un’ala. Abbiamo poi provato anche a limitare il numero dei canali a 2.0 o 2.1 e anche se perde buona parte del senso di circondamento, la sensazione è sempre estremamente interessante.

La sintesi di questa divertente cronaca, è che un sistema audio o audio/video di grande respiro, può darci forti emozioni anche per un uso video-ludico, e anche senza bisogno di spendere le cifre necessarie per portarsi a casa questo sistema, che utilizziamo come riferimento. In fin dei conti è giusto ritenere un sistema di riproduzione un mezzo per godere tout-cour, indipendentemente dalla sorgente. Chi legge questo articolo e crede ancora di poter relegare l’audio nel gaming a un accessorio non così importante, avrà modo di riflettere.