I mixer per lo streaming

I mixer per lo streaming
Dmitry Demidov per Pexels
di Giancarlo Valletta

Dopo aver affrontato l’ampio argomento dei microfoni, per il quale sono state necessarie ben due puntate (che potete recuperare qui  , diamo un’occhiata ai mixer, strumenti indispensabili per uno streaming evoluto

La scelta di dotarsi di un mixer è già un grosso passo avanti rispetto a chi, magari alle prime armi, preferisce approcciare al mondo dello streaming utilizzando il solo microfono USB. Scelta non criticabile, ci mancherebbe, anche perché se un microfono non dovesse bastare, è possibile utilizzarne due, sfruttando più ingressi USB e un software che faccia da mixer, e ce ne sono di gratuiti anche all’interno dei sistemi operativi che danno –ovviamente- anche la possibilità di inserire una traccia musicale. Ma senza dubbio un device hardware esterno è vantaggioso sotto molti punti di vista, la versatilità in primis, la praticità e poi la facilità di uso. Il suo contributo può essere integrato in qualsiasi modo, anche utilizzando lo stesso mixer software di cui abbiamo parlato sopra.

Ci sono due principali tipologie di mixer hardware adatti allo streaming, il primo completamente analogico, e l’altro con uscita USB, e che quindi potremmo definire come una vera e propria scheda audio esterna, che gestisce tutti gli input analogici, li converte in digitale e poi li spedisce al computer.

Tra quelli completamente analogici ce ne sono alcuni con ingresso USB, quindi digitale, ma in grado solo di riprodurre un contenuto, ce ne accorgiamo dal tipo di attacco USB, nel caso di ingresso è infatti USB-A, quello classico rettangolare, mentre se l’USB è in uscita, si tratta di USB-B, quindi quadrata, tipo quello della stampante per intenderci.

Per qualsiasi tipologia di mixer, la differenza economica la fa il numero d’ingressi, prima di tutto. Tra questi ce ne deve essere almeno uno con alimentazione Phantom per fornire energia a un microfono a condensatore (fare riferimento alla prima puntata sui microfoni), e poi alcuni analogici mono o stereo con jack da 6,3mm e pin-jack RCA, e almeno una uscita da collegare a una coppia di casse e/o al proprio computer, se dotato di ingresso analogico. Molti laptop, in particolare, non lo hanno più, e sono dotati solo di uscita cuffia, pertanto per collegare un mixer di questo tipo è necessaria una scheda audio che esegua la conversione da analogico a digitale.

I modelli con uscita USB, e quindi dotati di attacco USB-B sono invece quelli che ci sentiamo di consigliare agli streamer. Sono una vera e propria scheda audio e offrono un vantaggio enorme, visto che ci si trova già tutto miscelato e pronto per i nostri contenuti. Anche i prodotti più piccoli hanno ingressi phantom per microfoni a condensatore e linea, oltre a quelli analogici e sono del tutto paragonabili alla tipologia “analogico puro” se non per la utilissima uscita USB-B, appunto.

Vediamo cosa propone il mercato. Senza dubbio l’azienda che ha la migliore offerta come rapporto qualità/prezzo è la Behringer, con la linea XENYX, modelli a partire da poco più di 30 euro per il modello entry 502 analogico per passare al 302USB, un 3 canali digitale ma anche con uscite analogiche con uno street price di poco inferiore ai 50 euro. Ancora meglio il modello 1204USB (quindi 12 ingressi e 4 uscite, così si leggono le sigle dell’azienda tedesca) che è un mixer particolarmente completo, con equalizzazione indipendente per tutti i canali, ma che ha il difetto (come tutti quelli con molte piste) di essere abbastanza ingombrante e quindi poco compatibile con una scrivania di dimensioni standard.

Interessante anche l’offerta ammoon, con 3 modelli da 2/4/5 canali, e con costi sotto i 100 euro. Molto più “lussuosi” i prodotti Yamaha, che portano una griffe di grande blasone. Interessante l’entry-level AG03, un 3 canali compatto e molto prestazionale, senza dubbio la regina tra i mixer per streaming viste anche le dimensioni compatte e la particolare ergonomia. Meglio ancora il fratello maggiore AG06, che, come recita la sigla, è un 6 canali che amplia molto le possibilità di utilizzo, anche se per la buona parte delle necessità lo 03 è molto più che sufficiente. Certo il prezzo è molto più alto rispetto ai concorrenti, visto che sono necessari circa 140 euro per il più piccolo. Interessanti anche i prodotti Numark, M101 a 2 canali o M6 a 4 canali, più cari e con un fattore di forma meno compatibile con una scrivania. Molto buoni, poi, gli Allen & Heath, la linea Zed e in particolare 8 e 10, con dei prezzi assolutamente abbordabili e garanzia di qualità. Insomma un mercato effervescente e con prezzi davvero alla portata di tutti per delle soluzioni che riescono a venire incontro a qualsiasi esigenza.