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Hellraiser Trilogy – Un incubo lungo una vita

Box a tiratura limitata 1000 copie numerate, l'imperdibile Hellraiser Trilogy raccoglie i primi tre film della saga finalmente in alta definizione e con otto ore di extra! Distribuzione Koch Media

di Claudio Pofi

Un mefitico e ancestrale cubo cela al suo interno un puzzle, chiave verso una dimensione di crudeltà assoluta e morte. Luogo oscuro popolato da creature infernali, i Cenobiti (o “Supplizianti”), accoglie chiunque risolva il rompicapo ripagandolo con un'orgia di infinite torture.

Hellraiser – Non ci sono limiti risale al 1987: dopo aver aperto le porte dell'incubo ed essere stato spazzato via da indicibili supplizi della carne, Frank (Sean Chapman) ha occasione di fuggire alla dannazione eterna dopo aver assimilato alcune gocce di sangue del fratello Larry (Andrew Robinson). Amante della cognata Julia (Clare Higgins), la convince a diventare sua complice adescando malcapitati che Frank utilizza per ricomporre il suo corpo. Il piano rischia però di fallire quando Kirsty (Ashley Laurence), giovane figlia di Larry e Julia, risolve casualmente il cubo.

Il 1988 fu la volta di Hellbound: Hellraiser II – Prigionieri dell'inferno, con l'entrata in scena di un nuovo Cenobita, il dottor Channard (Kenneth Cranham). Dopo aver resuscitato Julia si trasforma lui stesso in un raccapricciante mostro, desideroso di dominare la nuova dimensione. Finirà ben presto in conflitto con Pinhead (Doug Bradley), leader Cenobita che assieme ai suoi compagni di dolore ha deciso di liberare Kirsty, mossi a pietà dopo che la giovane è riuscita a far leva sulla loro latente umanità.

Il terzo capitolo della saga orrorifica giunse nel 1992 con Hellraiser III – Inferno sulla città: Pinhead si ritrova scisso tra l'io umano, l'ufficiale britannico Elliot Spencer che servì nella Prima Guerra Mondiale ora relegato in un limbo, e l'oscuro Cenobita, intrappolato col cubo maledetto in una sorta di pilastro, reliquia terrena dell'altra dimensione. Confuso per un'opera d'arte, l'elemento in cui è incastonato viene venduto al bizzarro proprietario di una discoteca che si convince ad aiutarlo a risorgere, ignaro che il Cenobita pianifichi l'inferno sulla Terra.

Occulte preseze ultra terrene”

Così recitava il richiamo sul flano pubblicitario all'uscita italiana del primo film. Tra gli autori horror più interessanti della scena contemporanea, Clive Barker deve la sua fortuna al romanzo breve “Schiavi dell'inferno”, da lui scritto e apparso per la prima volta a novembre 1986 nel terzo volume della serie antologica “Night Visions”, per l'editore Dark Harvest. A lui dobbiamo altre opere fin troppo sottovalutate come Lord Of Illusions – Il signore delle illusioni e Night Breed – Cabal.

Schiavo” di Hellraiser e del fenomeno cult che seguì il suo esordio alla regia Barker ha davvero rischiato di diventarlo, benché si sia sempre rifiutato di tornare a dirigerne un qualsiasi sequel/prequel. Muovendo in lungo e in largo all'interno del medesimo genere fu produttore esecutivo dei successivi tre film, assieme al primo anche gli unici proiettati nei cinema. Dal 2000 in poi sono stati realizzati altri sei film, tutti “direct-to-video” (quindi mai transitati in sala), in cui è andato a svilupparsi il franchise per storie sempre meno interessanti ed efficaci. Di questi è quanto meno degno di nota il quinto installment Hellraiser: Inferno, se non altro per aver segnato, assieme a Urban Legends: Final Cut, l'esordio alla regia di Scott Derrickson (poi regista del primo Doctor Strange).

Hellraiser – Cult assoluto

Il primo film fu un notevole exploit artistico ma anche commerciale, costato solo un milione di dollari ne portò a casa oltre quattordici solo dalle proiezioni statunitensi. D'incredibile impatto visivo e disturbanti elementi grafici, Hellraiser introduceva i Cenobiti, così magnificamente inquietanti all'interno di una sordida storia edonistica di sesso e morte.

Hellbound – Patto con l'inferno

Esordio registico di Tony Randel (poi diresse il notevole horror Ticks) seguì a ruota Hellbound, che anche se in misura meno efficace portava in scena la rappresentazione del mondo dei Cenobiti. Al suo interno si sviluppa il dramma della giovane Kirsty e il tentativo di tornare alla vita terrena facendo breccia nel cuore dei mostri senzienti. Tra elementi onirici e una fortissima valenza grafica, la sceneggiatura calcava ulteriormente la mano su disgustose atrocità.

Hellraiser III – I mostri sono tra noi

Inferno sulla città descriveva cosa sarebbe potuto accadere se le orrende creature avessero invaso il pianeta. Scritto da Tony Randel ma diretto da Anthony Hickox (suo il Warlock del 1993) ha meno verve dei due precedenti, vivendo di un'estetica meno efficace quanto inserita all'interno di un più ordinario contesto. Tra (minori) elementi splatter e una certa inclinazione per il grottesco, anche qui non mancano momenti d'inquietante divertimento: il culmine giunge con l'ecatombe all'interno della discoteca e i massacri per le strade, preludio a ciò che sarebbe potuto accadere al resto dell'umanità. Proiettato in anteprima mondiale al Palatrussardi di Milano il 25 maggio 1992, durante il Dylan Dog Horror Fest.

Horror si, ma con stile

Anche se considerato “cinema di genere”, l'horror vanta opere dalle note stilistiche più marcate e autoriali proprio come il primo Hellraiser. Se è entrato nell'immaginario collettivo e ancora oggi mantiene un hype di tutto rispetto lo dobbiamo alla distorta fantasia di Clive Barker, che ha saputo partorire un incubo a occhi aperti come Pinhead. Un'icona “chiodata” al pari di altri mostri assoluti come Dracula, il mostro di Frankenstein o l'Uomo Lupo. E così, dopo dieci film, fumetti e una serie televisiva tutt'ora in sviluppo, il 2022 dovrebbe essere l'anno in cui Hellraiser tornerà nelle sale con un reboot prodotto dallo stesso Barker.

Feticcio assoluto

A partire dalla seconda metà anni '80 sono state prodotte molteplici edizioni Home Video del primo Hellraiser, con continuo coinvolgimento dello stesso Barker chiamato a commentare più volte il film fino alla nausea, prima su LaserDisc (ci fu addirittura un'edizione limited numerata che includeva la sua sceneggiatura autografata) e in seguito su DVD e Blu-ray.

Come si vede Hellraiser Trilogy

I master dei primi tre film sono gli stessi utilizzati dalla britannica Arrow Films, su cui si è sviluppata questa prima edizione italiana in alta definizione. Eccetto il primo Hellraiser gli altri due sono sempre stati disponibili all'interno di edizioni DVD povere sia tecnicamente che di contenuti extra. Grazie a Koch Media finalmente la trilogia in Blu-ray è qui presentata nel formato immagine originale 1.85:1 (1920 x 1080/23.97p), codifica AVC/MPEG-4 su dischi BD-50 doppio strato. Gli elementi da 35 mm restano relegati a una versione positiva del negativo (detto interpositivo) per Hellraiser, scansionati a risoluzione 2K presso Point.360 Film Labs, Los Angeles. I 35 mm (sempre interpositivi) degli altri due film sono stati scansionati sempre a risoluzione 2K presso Fotokem Film and Video, Los Angeles. Inoltre i restauri del primo e secondo film sono stati approvati dall'originale direttore della fotografia Robin Vidgeon.

Rispetto al negativo originale si hanno notizie solo per il primo film, girato su pellicola 500 ASA: molto sensibile alla luce ha per contro incamerato parecchia grana che qui troviamo pienamente restituita, creando qualche difficoltà nell'acquisire gli elementi più distanti nelle sequenze più buie, a partire dal solaio dove Julia accompagna le ignare vittime sacrificali. Del tutto simile anche il secondo Hellraiser, con grana costante, quadro visivo sopra la media dando per la prima volta la possibilità di scorgere ulteriori elementi in secondo piano e sui fondali. Qualcosa meno il risultato tecnico del terzo film, che in certi passaggi appare meno contrastato ed efficace nel puntualizzare l'originale fotografia di Gerry Lively. Questa “Hellraiser Trilogy” è una pubblicazione di alto livello, tecnicamente appagante non mancherà di richiamare la memoria dei fortunati che videro i film in sala.

Come si sente Hellraiser Trilogy

DTS-HD Master Audio 2.0 canali in italiano per tutti, di buona resa anche se le originali colonne sonore non avevano evidentemente molto da offrire quanto a dinamica e bassi. La separazione tra i canali resta poco incisiva se non per qualche passaggio musicale, dialoghi comunque chiari e intellegibili. Passando all'inglese l'offerta è identica per il terzo film, mentre i due rimanenti si avvalgono anche di codifica aggiuntiva DTS-HD Master Audio 5.1 canali, con subwoofer molto più esteso e profondo, alcuni effetti e la capacità di aprire a una scena sonora più coinvolgente e inquietante. Tutte le tracce a 24 bit, eccetto i commenti.

Gli extra della Hellraiser Trilogy

Questa è un'edizione esclusiva per l'Italia, tiratura limitata e numerata di 1.000 copie, con tre cartoline da collezione e libretto con approfondimenti a cura di Nocturno editore. I materiali aggiuntivi dei tre film messi assieme totalizzano circa otto ore di focus sulle relative produzioni, per quello che di fatto è un esaustivo quanto suggestivo viaggio alla scoperta dei segreti della lavorazione. Ricordando che per ciascun film sono presenti filmati d'epoca, featurette, trailer, TV spot e gallerie foto, riportiamo qui di seguito gli imperdibili per ciascun film. Ovunque sottotitoli in italiano.

Hellraiser

Doppia linea di commento al film: con Clive Barker, la seconda con il regista al fianco dell'attrice Ashley Lawrence. Documentario di circa 90' minuti con interviste e focus sulla lavorazione; “Essere Frank”, l'attore Sean Chapman parla della sua esperienza nel film (26'). 18' minuti sulla colonna sonora.

Hellraiser II

Doppia linea di commento al film: con Tony Randel e lo sceneggiatore Peter Atkins, la seconda con Tony Randel, Peter Atkins e l'attrice Ashley Laurence. Documentario di circa 121' minuti con interviste e focus sulla lavorazione; “Essere Frank”, l'attore Sean Chapman parla della sua esperienza nel film (12'). Scena eliminata del “Chirurgo”: a lungo creduta persa, è qui presente anche se incompleta rispetto agli effetti speciali.

Hellraiser III

Versione estesa da 97' minuti, con elementi inediti (presi dalla versione Laserdisc con video riformattato 4:3) e discontinuità tecnica rispetto al resto delle immagini. Focus sulla produzione di 32' minuti. Doppia linea di commento al film: con lo sceneggiatore Peter Atkins per la versione cinema, la seconda con il regista Anthony Hickox e l'attore Doug Bradley per quella estesa. La lavorazione degli effetti speciali (24').