HP Omen X 15: La Ferrari dei laptop gaming

HP Omen X 15: La Ferrari dei laptop gaming
Tiscali GameSurf

Partiamo dalla fine, per una volta. Partiamo da quel momento in cui tiriamo le somme e, messi di fronte al prezzo di vendita, valutiamo a chi è rivolto il prodotto recensito e, soprattutto, se il gioco vale la candela. Andiamo con ordine: a chi si rivolge l’Omen X 15 di HP? Sicuramente ad un pubblico top. Anzi, over the top, se proprio vogliamo essere onesti, perché il prezzo un prezzo di vendita di 4 mila euro scoraggerebbe anche i più “enthusiast” del settore. Soprattutto, si rivolge a chi vuole sovvertire il classico concetto di “Macchina da lavoro con cui si può anche giocare”. Ecco, no. Qui siamo proprio all’opposto.

Il dual screen portatile di HP guarda dritto in faccia chi sta cercando una macchina da gioco portatile con cui, ovviamente, poter affrontare qualsiasi tipo di lavoro, e se pensate che questo sia solo un gioco di parole, vi sbagliate. Perché le qualità tecniche inserite in questo piccolo mostro di potenza sono quanto di meno portatile ci possa essere e non tanto per il peso, che si contiene all’interno dei due chili, quanto piuttosto per il suo essere “energivoro” che lo costringe ad una autonomia da fame, alla perenne ricerca di una presa con cui accoppiarsi. Quindi dimenticatevi di utilizzarlo nei bar pettinati da fighetti mentre sorseggiate il frappuccino di Zoolander, perché avreste davvero vita breve.

Una “tirata d’orecchie” dovuta, quella all’autonomia, ma che ha una spiegazione se andiamo a guardare sotto al cofano e troviamo tutto quello che un normale giocatore vorrebbe nel proprio setup: Processore I9 di nona generazione, 32 giga di ram e un NVIDIA RTX 2080 che muove ogni ben di dio all’interno di un monitor da 15,6 pollici a 240 hz. Con questi requisiti è piuttosto ovvio che le richieste energetiche siano sempre importanti. Soprattutto poi se a tutto questo aggiungiamo il secondo monitor che trova posto al di sopra della tastiera, sacrificando posizione e forma del touchpad, spostato sul lato destro del portatile (quindi non proprio amico dei mancini).

E qui nasce il dubbio: un monitor da 5,9 pollici può effettivamente rappresentare un valore aggiunto nella vita di tutti i giorni? Diciamo che anche in questo caso, il vero significato lo si ha all’interno dell’ambiente di gioco, almeno di quelli che lo supportano. Certo, essendo un “secondary screen”, potete rappresentare qualsiasi cosa all’interno della finestra, da un video di Youtube ad una normale finestra di navigazione, ma all’interno di uno spazio così ristretto, e soprattutto in una posizione non certo comodissima, l’esperienza di utilizzo non è delle più agevoli.

E anche in gioco bisogna comunque scendere un po' a patti con sé stessi, perché cambiare continuamente la visuale dallo schermo normale al minischermo, non è una cosa molto agevole. Quali sono i giochi che supportano questa particolare modalità? League of Legends e Overwatch, per dirne due, ma anche Hearthstone e tanti altri stanno allineandosi a questa simpatica (ma oggettivamente poco utile) feature dell’Omen. Ovviamente il monitor in questione è touch screen e può, in parte, sopperire alla mancanza del tastierino numerico, sacrificato proprio sull’altare di questa aggiunta. Qualora dovesse servirvi, potete premere uno specifico tasto, ed ecco apparire sul monitor una pratica tastiera/calcolatrice che arriverà in soccorso a tutti gli utilizzatori di Excel del mondo.

Assolutamente convincente è invece il bilanciamento delle temperature, perché per quanto messo sotto stress con gli ultimi giochi arrivati sul mercato PC (Doom Eternal, per dirne uno), non ha mai sviluppato preoccupanti temperature e anche appoggiato sulle gambe non si è mai dimostrato particolarmente fastidioso. Tutto il sistema di dissipazione lavora davvero molto bene, contenendo anche i decibel all’interno di un rumore operativo assolutamente accettabile. In particolare, con Doom Eternal al massimo dei dettagli non abbiamo fatto assolutamente fatica a tenere costante il numero degli FPS oltre i canonici 60 frame. Anche Death Stranding, altro “mostro” da un punto di vista tecnico ha visto i nostri benchmark arrivare anche ai 90 frame al secondo, costanti.

Ovviamente collegando il nostro Omen su un monitor o una TV 4K, potremo sfruttare al massimo i “cavalli” del nostro sistema, anche se con una naturale perdita nel numero di frame. In entrambi i casi, ad ogni modo, i due giochi usati come metro di paragone (non citiamo altri come Overwatch o Apex Legends che sono stati letteralmente portati al top senza troppi problemi) sono riusciti a difendersi alla grande, mantenendo sempre un numero di frame assolutamente accettabile, con Death stranding sempre al di sopra dei 60 frame e Doom Eternal leggermente dietro, ma con un distacco quasi impercettibile.

Tutto questo “sforzo” richiede un certo carico sulla dissipazione, che comincia a farsi sentire nel momento in cui cominceremo a spingere ognuno dei giochi sopracitati al massimo delle loro caratteristiche. Il riscaldamento del portatile nella zona del touchpad garantisce un minimo di rilassamento nella zona della tastiera, che riesce insomma a non subire troppo l’influsso del calore vista la concentrazione del carico nella zona superiore.

7.5
Come detto anche in apertura, l’Omen X 15 non è un portatile per tutti ma si rivolge ad una ristretta nicchia di persone che hanno l’esigenza di viaggiare e devono usare la propria macchina con un rapporto gioco/lavoro di un buon 80/20 percento. Se rientrate in questa ristrettissima fascia d’utenza e non vi spaventano i 4000 euro richiesti dall’attuale listino prezzi, potete mirare al bersaglio grosso, altrimenti potete dare un’occhiata anche alle altre proposte della linea portatile Omen: troverete sicuramente un ottimo bilanciamento tra il prezzo e le prestazioni, sempre al top.