Gomorra - Stagione 5. L’attesa è fernut’, Simm turnat’.

di Alessandro Ferrari

Gomorra: dove eravamo rimasti?

La Quarta stagione di Gomorra ha lasciato i quartieri napoletani devastati dallo scontro tra i Levante e Donna Patrizia. Gennaro Savastano, vedendo quest’ultima vacillare nel ruolo di boss di Secondigliano da lui stesso conferito, e fiutando una possibile collaborazione di Patrizia con il magistrato Ruggieri, la elimina con le sue mani e si rifugia in un bunker.

Nei nuovi dieci episodi, in prima mondiale dal 19 Novembre, scritti da Leonardo Fasoli e Maddalena Ravagli, Gennaro dovrà sistemare Tutt Cos’ per l'ultima volta. Nell’affrontare vecchi, ma soprattutto nuovi clamorosi fantasmi, cercherà alleanze in un mare fatto di corruzione, tradimenti e odio. Perché Napoli reclama un Re e lui, seppur non avendo Sangue Blu, vuole sedersi sul trono. Vedrete un Genny sempre più simile all'odiato padre,  e l’oscurità più buia da sconfiggere non sarà quella del bunker ma quella che ha nell’animo. 

Tra i nuovi personaggi catturano la nostra attenzione ‘O Maestrale, boss di Ponticelli, sarà il braccio destro fidato di Gennaro, con la mira di sedersi al tavolo del Re. ‘O Munaciello un capo piazza di Secondigliano è un’altra new entry dalla fisionomia un po’ medievale e dall’aria subdola, uomo che cammina nella via di mezzo. I volti femminili vestiranno grande importanza con l’incalzare degli episodi. Donna Luciana, moglie di ‘O Maestrale, e la già conosciuta Azzurra moglie di Jenny, sono pronte a uscire dall’ombra dopo aver tessuto ragnatele invisibili. Conoscerete anche Nunzia, sposata da 50 anni con il boss ‘O Galantommo che per marcare il suo territorio allo sconfinante Genny, non penserà di certo al galateo.

Scampia e Secondigliano tornano protagoniste con i loro palazzi imponenti e orizzonti di cemento fatiscente ma affascinante. Raccontano dinamiche criminali attraverso il territorio sfruttando cunicoli, viuzze, garage, sottopassaggi e mercati. E si potrebbe restare ore a guardare lo svolgersi delle scene perché in queste realtà non esiste routine e banalità. Il pensiero che la Quinta stagione avrebbe potuto riproporre qualcosa di già visto era più che lecito, ma Gomorra riesce anche questa volta a reinventarsi, andando a scovare il crimine e il male negli angoli più remoti e inimmaginabili. I protagonisti, che nelle prime stagioni creavano la propria realtà erano degli artefici del domani. Adesso camminano tra le macerie un po’ impauriti, voltandosi e osservando attentamente quel mondo da loro stessi creato, che cade giù a pezzi e potrebbe seppellirli.

Ad incorniciare questo quadro perfetto appeso in 190 territori del mondo, merita nota la fotografia di Guido Michelotti e Ferran Paredes Rubio che riesce magistralmente a dar luce a personaggi che vivono nell’ombra e ne illumina i lati oscuri. E dalle ombre emergono le note dei Mokadelic che scandiscono ritmi e colpi di scena fondendosi con l’immagine stessa facendoci sentire vicino ai personaggi. La fine non si svela (nemmeno noi la conosciamo, abbiamo solo i primi sette episodi) ma l’attesa vale la pena