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Giocomix 2022: cronaca di un successo annunciato

Tiscali GameSurf

A prescindere dai numeri (ma già il comunicato di sabato parlava di un incredibile record di affluenze), il Giocomix del 2022 è stato un vero successo. Per la gente, per l’organizzazione, per la genuina voglia di stare assieme, quasi facendo finta “che non sia successo nulla”.

Tanti stand, tantissimo spazio di percorrenza, tante novità e soprattutto, tanto divertimento. Sembra quasi che tutto si sia ripreso esattamente dove interrotto, tra tornei per PC e console, con il pubblico assiepato a tifare i propri beniamini, il cosplay che nella giornata di domenica ha visto l’arrivo di alcuni costumi davvero incredibili e altre aree che hanno sicuramente conosciuto nuova vita grazie al maggiore “respiro” garantito dagli spazi della Fiera di Cagliari.

Intendiamoci, tutto è ancora migliorabile, alcune cose possono essere gestite ancora meglio, forse alcuni stand erano posizionati in zone non proprio accessibili e quindi forse bisognerebbe rivoluzionare il layout dell’esposizione, ma la strada è decisamente quella giusta. L’impressione è che se ci fossero stati 5 padiglioni, la gente sarebbe riuscita a riempirli tutti.

Serve sicuramente una gestione più snella delle aree food, che nella giornata di domenica sono state prese letteralmente d’assalto e forse qualche altro punto di ristoro non avrebbe certamente guastato. Per fortuna il tempo è stato clemente, ma sarebbe stato meglio evitare le interminabili file sotto il solo per un panino (per quanto buono, intendiamoci), specie magari con bambini a seguito.

E il successo si legge nei volti dei ragazzi che hanno popolato gli stand per questi due giorni: sorridenti, felici e spensierati, un angolo di serenità in mezzo alla buriana che viviamo ogni giorno.  Ballavano presso lo stand dedicato al K-Pop, saggiavano le spade laser di Star Wars, giocavano con i migliori giochi da tavolo, o si battevano all’ultimo sangue (virtuale) negli stand con gli ultimi modelli di PC e console. O magari li potevi incontrare tra i banchi della Game Academy, o a farsi intervistare da un avatar virtuale o, perché no, dedicarsi al retrogaming, che non passerà mai di moda.

E poi tanti incontri, a volte anche casuali, che iniziano con un “ma tu sei quello che….” , foto con gli streamer e gli youtuber che ormai hanno sostituito i volti incartapecoriti di quelli che una volta erano i “divi” della TV. Insomma, un momento di incontro bello, pulito e sano. Colesterolo a parte, ovviamente. Ma per una volta…

Bravi tutti.