Das Boot Stagione 2

Uno sguardo alle prime 4 puntante della seconda stagione

di Roberto Vicario

La prima stagione di Das Boot è stata una piacevolissima sorpresa. Pur non trasformandosi praticamente mai in un prodotto realmente sorprendente, la storia lineare ma avvincente ha saputo conquistare una buonissima fetta di pubblico, portando Sky Germania a realizzarne una seconda stagione.

Dopo i primi quattro episodi (i primi due già in onda in Italia, per un totale di otto puntate), possiamo dire che sostanzialmente il prodotto confezionato dal colosso tedesco riprende sostanzialmente gli stilemi già visti nella precedente stagione.

Esattamente come visto nei precedenti otto episodio, la narrazione va a focalizzarsi sui dettagli della guerra, su una parte più umana e introspettiva di alcuni personaggi, raccontando tre differenti filoni narrativi, di cui, quello sul sommergibile U-Boot 822 rappresenta solo una parte del più ampio racconto. 

Narrativamente siamo posizionati poco dopo la fine della prima season, con la prima puntata che come da tradizione serve un po’ da trait d'union tra quello che è successo e l’introduzione di personaggi nuovi. Da una parte avremo quindi il capitano Von Reinhardtz intendo a portare a compimento una missione segreta che servirà a risollevare il morale dell’esercito nazista;dall’altra un ritorno a La Rochelle, con Simone Strasser impegnata nel salvare una famiglia ebrea dal suo capo e comandante Forster. Infine, la linea più interessante a nostro modo di vedere: Klaus Hoffmann che si trova negli Stati Uniti. 

Storie che, ci è parso di intuire (a meno di sorprese nelle ultime quattro puntate) procedono, un po’ come visto nella prima stagione, a compartimenti stagni, senza mai un reale intreccio complesso e appagante tra le tre linee narrative.

E proprio in questo sta forse il più grande limite che abbiamo intravisto all’interno di Das Boat 2. Sebbene la noia non sia mai sopraggiunta, la struttura narrativa e di conseguenza quella evolutiva dei personaggi non si è smossa minimamente da quella della prima stagione. Tutto scorre sullo schermo senza mai percepire l’ansia di una minaccia incombente, di qualcosa che possa smuovere le acque (scusate il gioco di parole).Gli stessi scontri del sommergibile, e le dinamiche che si instaurano all’interno di quell’ambiente angusto e centina di metri sotto il mare, ricordano molto da vicino quelle già viste all’interno della prima season. 

Insomma, la sensazione è quella di trovarsi davanti ad un more of the same che si lascia guardare e non annoia, con alcuni passaggi estremamente piacevoli (quando si scava nel personaggio, e si usa la guerra per un’inquadratura più intima, il prodotto funziona!) e altri invece un po’ troppo scontati.Dopo una prima stagione che aveva gettato le basi per qualcosa che potesse evolvere il prodotto, gli autori e produttori hanno optato per un’operazione più sicuro che non stravolge e stupisce, ma punta a portare avanti la storia senza mai annoiare… un po’ un’occasione mancata, possiamo tranquillamente dirlo.

Queste sono le sensazione che ci ha regalato Das Boat 2 - attualmente in onda su Sky - dopo la visione per le prime puntate. Una serie che, se vi piace il contesto storico, vi continuiamo a consigliare, soprattutto se avete apprezzato la prima stagione. Per la recensione completa appuntamento alla fine dell’ottava puntata. E ora: immersione!