Dal monitor alla TV: guida pratica - Parte 1

Come poter utilizzare un monitor PC e in particolare per Gaming, per guardare la TV.
di Giancarlo Valletta

È agli onori della ribalta la trasizione di tutto il sistema TV in DVB-T2. Non entriamo nel dettaglio sull’opportunità di un ulteriore cambio di sistema del quale gli italiani non avevano alcun bisogno. Emerge piuttosto la necessità di cambiare di nuovo decoder per i TV senza la opportuna capacità di decodifica, in un momento dove scarseggiano le merci e i maggiori produttori di TV puntano le loro capacità produttive sui grandi tagli, lasciando il comparto dei TV medi e piccoli quasi completamente sguarnito.

La crisi dei chip e la guerra dei tagli

Molti di voi probabilmente ci avranno fatto caso, oramai le gamme di TV sotto i 55” si sono molto assottigliate. Fino a pochi anni fa il taglio da 42” era quello maggiormente gettonato, e c’erano molte gamme a coprire grandezze fino ai 20” e meno, adesso, invece, trovare un TV “piccolo” non solo è difficile, ma quello che si trova ha prestazioni molto scarse e spesso con risoluzione HD Ready, ovvero 1366X768. Non che un piccolo taglio -soprattutto per segnali TV- abbia bisogno di una risoluzione elevata, ma senza dubbio almeno un full HD ovvero 1920X1080 sarebbe auspicabile. Chi, deve aggiungere un nuovo decoder, o sostituire quello esistente vuole invece cambiare TV, trova non poche difficoltà.

Una piccola parentesi va fatta -vi assicuro sarò breve- solo per sollevare la assurda corsa alle alte risoluzioni nei TV che si basano più su esigenze di marketing che su reali innovazioni o migliorie. Una risoluzione troppo alta in un taglio relativamente piccolo (a meno che non ci si trovi molto vicino allo schermo come succede nel gaming o per uso computer) è del tutto inutile per tanti motivi diversi. Per esempio per il poco spazio che c’è tra un pixel e l’altro -la densità di pixel- e quindi per l’influenza che si fanno tra di loro, a fronte di una risoluzione nativa dei segnali TV molto più bassa e che non richiede pannelli a risoluzione troppo elevata.

Mettiamo un attimo il naso proprio nei segnali TV. Molti di essi -la quasi totalità se escludiamo i pochissimi canali HD- hanno una risoluzione ridicola, che dovrebbe essere 1280X720 ma che nativamente è anche inferiore. Quante volte ci è capitato -soprattutto nelle TV locali- di vedere immagini sbiadite, con colori lattiginosi e uno scarsissimo dettaglio. Succede perché un segnale a bassa risoluzione viene “zoomato” -passateci il termine- a una risoluzione più alta. Quindi, nel migliore dei casi è un 1280X720 (alcune volte capitano anche segnali in 576i, e quindi 720X576) e solo in pochi casi arriva a 1920X1080: lasciamo completamente perdere il 4K. Vengono poi applicate delle compressioni “generose”, pertanto anche un segnale full-hd alla fine si vede male, con colori falsati, un nero inesistente, e troppo contrasto, tanto per ingannare l’occhio che lo percepisce, di primo acchito, come “buono”, per poi infastidirsene a lungo andare, potete leggervi l’articolo sulle compressioni applicate da Netflix, che utilizza -tra l’altro- sistemi molto più sofisticati di quelli sfruttati dai canali TV trasmessi su DVB T2 (mettere link all’articolo Netflix).

Detto tutto questo ?

Una soluzione davvero intelligente è quella di utilizzare un monitor gaming o PC, anche non particolarmente aggiornato, per vedere la TV. A molti di voi non era venuto in mente probabilmente. Vediamo quali sono i vantaggi e le criticità. Plus molti, anzi moltissimi. Prima di tutto una grande varietà di tagli “piccoli” a disposizione, il classico TV da cucina o il piccolo da camera da letto ci viene fuori senza problemi. Poi la risoluzione, oramai praticamente sempre full-hd se non di più (ma di più davvero NON SERVE). Poi una qualità media dei pannelli decisamente SUPERIORE rispetto a quelli utilizzati per i piccoli TV. Tutti di voi sanno bene quanto un monitor gaming debba essere veloce, sia in termini di ritardo tra il segnale applicato in ingresso e quello visualizzato, sia come velocità delle celle LCD nel muoversi e nel tornare in posizione di riposo e che evitano il classico effetto scia.

Ma anche -molto importante- l’angolo di visione e l’isolamento dalla luce esterna. Mentre il primo parametro per uso PC/Gaming non è troppo importante, lo è quello della riflessione di luci ambientali. Vi sarà capitato di vedere specchiati sul vostro monitor una sorgente luminosa, che sia essa proveniente da luce naturale (una finestra) o da una lampadina. Se il filtro anti-riflesso del monitor non è più che buono il fastidioso fenomeno è garantito, e filtri di questo tipo sono piuttosto cari. Evitano da una parte che la luce “entri” fino a colpire il pannello vero e proprio, e dall’altra che la stessa esca di nuovo influenzando fortemente il livello del nero. Alcuni di voi avranno fatto caso che monitor correzione colore di livello elevatissimo come EIZO o Lacie hanno la palpebra protettiva. In quel caso, anche se i monitor hanno filtro anti-riflesso molto sofisticati, l’ulteriore schermatura serve a non far trapelare lateralmente la luce e a garantire il massimo rapporto di contrasto e quindi la visione più reale possibile.

Di svantaggi uno solo: l’audio. Normalmente, ma non sempre, i TV hanno altoparlanti più grandi (anche se comunque estremamente limitati) pertanto è necessario accertarsi che il monitor usato come TV abbia anche un comparto audio che garantisca una certa intellegibilità, altrimenti ? Forse meglio… si possono adottare dei piccoli speaker per computer alimentati con USB, da poter collegare o al monitor stesso (alcuni hanno una USB-A), oppure -meglio ancora- all’USB del decoder, quasi tutti, o tutti, ne sono dotati, viste le funzioni multimediali che però non vengono mai utilizzate, attenzione però: il monitor deve avere una uscita cuffia dove collegare gli altoparlanti.

Per quanto riguarda l’alimentazione, tutti i monitor in commercio hanno la modalità stand-by automatica, che mette il monitor in basso consumo dopo un tempo (programmabile) di assenza di segnale. Sostanzialmente il monitor si accenderà/spegnerà secondo se il decoder è acceso o spento.

Otterremo, alla fine, un TV molto più performante con “due spiccioli”