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Non solo Occhiali Neri: 5 capolavori di Dario Argento da rivedere

Il maestro del horror italiano è amatissimo a livello internazionale per la sua vasta selezione di film estremi e indimenticabili: ecco 5 pellicole ancora attualissime da vedere e rivedere per conoscere meglio il suo cinema.

Non solo Occhiali Neri: 5 capolavori di Dario Argento da rivedere
di Elisa Giudici

Nonostante la scuola del horror italiano vanti moltissimi registi geniali, amatissimi dai cultori di tutto il mondo, è innegabile che il Maestro del Brivido Dario Argento sia il più noto a livello nazionale e internazionale. Nella sua filmografia ci sono dei notevoli alti e bassi a livello qualitativo, ma nella ventina di film che ha diretto in prima persona non mancano titoli che hanno fatto la storia del cinema di genere e almeno un paio di capolavori.

Gli elementi cardine del cinema del Maestro del brivido

L’essenza del cinema di Argento più amato e citato è quella di un horror visionario e “tecnico”, incentrato su oscure ossessioni e perversioni umane. Le sceneggiature su cui lavora Argento sono spesso poco più che abbozzi, gli interpreti scelti non sono quasi mai prodigi della recitazione, ma il punto di film come Suspiria e Il gatto a nove code è un altro. Argento lavora sulla sensorialità iperstimolata dello spettatore, abbagliato, catturato e terrorizzato da musiche, colori, movimenti di cinepresa e trovate tecniche che spesso elevano un’idea semplice a pura arte visiva.

Esplicito ed eccessivo, il cinema di Dario Argento non punta al realismo, quanto piuttosto all’espressione sia visiva sia narrativa ipersatura e massimalizzata. Ossessivi i temi, estrema la resa: non esistono mezze misure in un film di Argento. I colori sono brillanti, la violenza è eccessiva e inquadrata con grande dovizia di attenzione, il sangue è fluido, brillante, rosso scintillante.

Non bisogna poi dimenticare l’elemento femminile: gran parte dei film di Dario Argento vede come protagoniste ed eroine autentiche Scream Queen, che s’immergono e tentano di sopravvivere a scenari da incubo. Le donne di Argento sono immortalate spesso in una cornice di voyeurismo rispetto a come la morte (violenta) devasti il loro volto, le loro carni. Quasi sempre sono le bellissime vittime di spietati killer, ma talvolta diventano carnefici, soprattutto quando al horror puro (magari con elementi sovrannaturali, magici o esoterici) si sostituisce il giallo all’italiana.

5 film di Dario Argento da vedere e rivedere

È opinione comune che le ultime prove di Dario Argento siano lontanissime dai picchi qualitativi del suo periodo d’oro (la decade degli anni ‘70 con qualche sprazzo negli ‘80 e nei ‘90). Difficile argomentare altrimenti.

Se quindi vi approcciate per la prima volta ad Argento, in linea generale più il film è datato, più è probabile imbattersi in un gioiellino. Tuttavia la produzione di Argento spazia nei generi e nei toni, pur essendo caratterizzata da una visione molto personale. Il suo stile rende ogni suo progetto immediatamente riconoscibile come suo, sia nei pregi sia nei difetti. In questa selezione ho puntato a consigliarvi una cinquina di assoluta qualità, ma anche in grado di mostrarvi le varie sfumature del suo cinema, spaziando il più possibile anche nell’arco temporale.

5 L’uccello dalle piume di cristallo (1970)

La prima, impressionante prova di regia del regista ha avuto una vasta eco nel panorama cinematografico nostrano. Primo capitolo della Trilogia degli animali (tutta di ottima fattura, se voleste continuare la visione con Il gatto a nove code e 4 mosche di velluto grigio), L’uccello dalle piume di cristallo è un esordio registico folgorante, in cui lo stile di Argento è già molto definito.

I primissimi piani di visi e corpi sconvolti dal dolore, la colonna sonora che confonde i sensi e turba l’animo, i dialoghi scarni e allusivi, l’attenzione ai dettagli rivelatori e all’animale che dà il titolo al film (e che apparirà in veste di easter egg ante litteram anche in titoli successivi del regista), senza dimenticare la misteriosa serie di omicidi che tiene incollato lo spettatore alla sedia.

Personalmente partirei da qui: un film che in potenza contiene già tutta la qualità del cinema di Argento, che ha già ampiamente preso le misure del suo cinema ma che negli anni e nelle pellicole successive farà ancora di meglio.

4 La sindrome di Stendhal (1996)

Negli anni ‘90 Dario Argento comincia una lunga e proficua collaborazione con la figlia Asia Argento, che preso diviene a sua volta un’icona horror e una presenza assidua delle sue pellicole.

L’opera di Argento negli anni ‘90 non si muove più ai livelli delle due decadi precedenti, ma almeno un film rappresentativo di questa fase può rivelarsi interessante come visione. La mia scelta è caduta su La sindrome di Stendhal, ritratto della discesa nella follia di una donna tormentata da un assassino, di cui finisce per diventare vittima, scampando all’ultimo alla morte finale.

Già afflitta dalla sindrome del titolo, che porta la protagonista a svenire di fronte a manifestazioni d’arte che la travolgono nei sensi, la donna diventerà vittima di un’orribile violenza che solitamente combatte sul lavoro, nei panni di poliziotta. Gli strascichi di quanto subìto avranno effetti imprevedibili sulla sua mente.

Un’opera davvero estrema, consigliata solo per cuori forti, che forse più di ogni altra racconta l’incredibile, unico legame che unisce padre, figlia e genere horror. In alternativa vi consiglio la visione di Trauma (1993), la prima collaborazione tra Dario e Asia.

3 Opera (1987)

Negli anni ‘80 la qualità del cinema di Argento diventa meno cristallina, ma il regista regala comunque alcune ottime prove. La più famosa di questa decade è probabilmente l’ottimo Phenomena (anche per la presenza di una giovanissima Jennifer Connelly) insieme a Inferno (1980), ma per vedere un Argento più cambiato dal tempo e dall’esperienza consiglio questo titolo.

Opera è ambientato nel mondo della lirica e vede la sfortunata protagonista Betty sostituire un collega nell’interpretazione di Macbeth di Giuseppe Verdi, un’opera lirica considerata maledetta da alcuni addetti ai lavori superstiziosi. La presenza in scena di Betty ancora esordiente darà il via a una serie terribile di omicidi tra le conoscenze della cantante soprano, mentre alcuni corvi misteriosi sono ora testimoni ora protettori della protagonista.

Il film è anche una summa interessante di un tema ricorrente di Argento: quello di una persona di spiccata sensibilità artistica - magari impegnata nel mondo dello spettacolo - che “percepisce” attorno a sé la morte e genera in un pazzo (spesso ben camuffato tra le sue conoscenze) un’insopprimibile fame di sangue.

2 Suspiria (1977)

Negli anni in tantissimi hanno mangiato alla tavola di Argento, prendendo ispirazione dalle sue opere e dal suo stile unico. Suspiria è forse il film più citato e replicato tra i colleghi registi nelle decadi successive, oltre che a essere uno dei più noti al grande pubblico, che ancora oggi ricorda alcune sequenze iconiche di questa pellicola.

La storia di Susy Benner (la leggendaria Jessica Harper), ballerina appena arrivata all’ Accademia di danza di Friburgo che si ritrova scoprire il lato oscuro ed esoterico di questa istituzione artistica, ancora oggi è un’incredibile e memorabile esperienza horror. Bisogna però riconoscere che la trama sin troppo abbozzata e la qualità piuttosto discutibile della recitazione non permettono un’immersione totale nella storia.

Un altro grande merito di questo film è di aver ispirato il chiacchierassimo remake di Luca Guadagnino, che in realtà è un’opera molto, molto distante dall’originale. Tuttavia i due film dialogano meravigliosamente tra loro e paragonarli permette di capire meglio entrambi i due cineasti.

1 Profondo rosso (1975)

C’è molta discussione tra estimatori su quale sia il miglior film di Dario Argento. Manca il consenso unanime, ma si può davvero dire che Profondo rosso sia uno dei candidati più accreditati alla vittoria.

Arrivato in sala nel pieno della febbre italiana per il genere del giallo, Profondo rosso ne è forse l’esempio più fulgido, oltre ad essere un film d’istantaneo e duraturo successo di critica e pubblico per Argento: l’esperienza di visione rimane coinvolgente e indimenticabile anche nel 2022: è un film da cui farsi terrorizzare almeno una volta nella vita.

Uno spietato serial killer con guanti di pelle nera, vittime atrocemente pugnalate, un musica sinistra che preannuncia gli omicidi: Profondo rosso contiene tutti i topoi del genere, accompagnati da un colpo di scena finale tra i più elettrizzanti e noti dell’intera storia de cinema.