Ancora seduti su quel divano a New York: l'importanza di Friends, 26 anni dopo

Nostalgia e Netflix sembrano essere i due elementi chiave dell'eterno successo di Friends, serie cult degli anni '90 che si appresta a tornare con una reunion che sa di celebrazione

Ancora seduti su quel divano: l'importanza di Friends, 26 anni dopo
Tiscali GameSurf

Il 27 maggio 2021 il mondo seriale si appresterà a godersi uno degli eventi più attesi dell'annata: la reunion del cast originale di Friends. Sky e NOW hanno già annunciato che trasmetterà per i suoi abbonati l'evento in contemporanea con gli Stati Uniti, dove HBO Max ha sborsato una cifra tra i due e i tre milioni di dollari ad attore per riavere nel celebre appartamento newyorkese tutto il sestetto originale.

Jennifer Aniston, Courteney Cox, Lisa Kudrow, Matt LeBlanc, Matthew Perry e David Schwimmer saranno protagonisti di un unscripted episode, uno speciale che ha il sapore di una celebrazione: rilettura di vecchi copioni, quiz dedicati, ritorno sui set iconici della serie, una lista di ospiti pressoché sterminata (e ancora in corso di aggiornamento) che inizia con i BTS e finisce con Lady Gaga.

Chi in queste ore si domanda perplesso perché tanto rumore per una riunione (milionaria) di ex colleghi sul set fatica a comprendere una formula che in tanti hanno provato a decifrare: quella del successo senza tempo di Friends.

La serie sembra essere rimasta popolare oggi come lo era allora, forse anzi di più. L'inclusione nel catalogo Netflix ha permesso ai nostalgici rivedere le 10 stagioni in toto e tirar dentro al culto di Friends nuovi spettatori. Così si è ampliato il pubblico vastissimo di una serie che ha un proprio corollario articolatissimo di battute, linguaggi, miti e meme cult.

Friends però nasce prima del mondo dello streaming e dell'iperconsapevolezza del pubblico, prima dei meme e degli account social (degli spettatori e dei protagonisti). La serie fu creata nel 1994 da David Crane e Marta Kauffman, quando New York era la città seriale per antonomasia (la city di Sexy and the City). Era l'epoca in cui il pubblico appassionato programmava le proprie serate in funzione della programmazione settimanale delle emittenti via cavo (e della tv generalista italiana). Una serie popolare - in Italia e negli Stati Uniti - si riconosceva per le strade e i ristoranti meno frequentati. La sera in cui andava in onda Friends gli amici ti davano buca: era il giorno degli amici newyorkesi.

Difficile dire con esattezza cosa abbia fatto la differenza nel caso di Friends, invecchiata meglio di tante concorrenti dell'epoca (ma peggio di altri), ancora in grado di scaldare il cuore di un pubblico meno ingenuo di un tempo. Se dovessi azzardare una risposta, direi che ad aiutare sia stata la sua dimensione comica fuori dal tempo e dalla realtà.

La vita spensierata e sopra le righe dei protagonisti di Friends sembra pura utopia oggi, ma lo era anche un tempo: negli anni '90 era tutto un disquisire come i sei protagonisti potessero permettersi una vita rilassata e appartamenti spaziosi nel delirante mercato immobiliare newyorkese.

Friends inoltre si rivolge a un pubblico di adulti ancora giovani, ma non a un pubblico young adult. Sembra una sottigliezza, ma fa tutta la differenza del mondo, in termini televisivi e umani. Nelle relazioni amicali e amorose degli eterni amici di Friends, nelle loro ossessioni e nei loro limiti ci si può riconoscere da giovanissimi e da adulti, laddove l'impronta marcatamente adolescenziale di prodotti più recenti (o ambientati nelle high school e nei college) permettono si percepirli vicini alla propria esperienza per un periodo ben più breve di tempo. Non a caso un altro titolo ancora popolarissimo è Una mamma per amica; una storia che a ben vedere propone ben tre generazioni di donne in cui identificarsi.

Friends è anche figlio di una serialità lenta, che procedeva con un ritmo oggi impensabile. Negli anni '90 lo spettatore si sentiva a casa poco a poco, puntata dopo puntata, con un crescendo di familiarità che somiglia alla nascita di un'amicizia vera. La varietà di piattaforme odierne, la sterminata offerta disponibile, la concorrenza tra nuovi arrivati e l'educazione stessa del pubblico (che si è messo alle spalle migliaia di ore di serialità dai tempi di Friends) rende quasi impossibile questo tipo di esperienza oggi, in un'era in cui manca persino l'appuntamento settimanale con un titolo seriale. Ogni serie è una sveltina, una binge vorace che non lascia il tempo di sedimentare impressioni e creare tormentoni. Ogni venerdì ci si ritrova tutti ai blocchi di partenza, ognuno dal suo divano; alle volte è persino difficile trovare qualcuno che abbia visto la serie di cui si vuole parlare.

La nostalgia di Friends è cotta al punto giusto: racconta un'epoca che tanti hanno vissuto e che ancora ricordano, ma abbastanza distante da poter essere rimpianta nei suoi lati positivi, ora che il ricordo dei negativi è sbiadito. Un'epoca di cui oggi percepiamo limiti e mancanze, ma che è stata concepita due o tre ere televisivo-geologiche fa. Rimproverarle di non essere al passo con i tempi odierni significa chiedere a un dinosauro di procedere all'andatura di un mammifero. Non che all'epoca di Friends non ci fossero serie più inclusive o incisive, anzi.

Tuttavia il punto di Friends è sempre stato un altro: quello di creare uno spazio familiare, il calore del focolare in formato televisivo, una spensieratezza appena velata dalle nubi quotidiane, comprensibile e replicabile a ogni latitudine del mondo. In questo Friends è quasi ineguagliabile, perché per raggiungere il risultato abbraccia i suoi limiti e i suoi compromessi senza riserve, forte anche di un cast di facce e caratteri perfetti allo scopo.

Ne sono un buon esempio le carriere dei sei protagonisti, mai decollate veramente nel dopo Friends. Ne è perfetta summa la reunion in arrivo, che non tenta la strada di nuovi episodi, ma ci regalerà l'equivalente di una pizzata con i vecchi compagni di classe delle medie. Niente può battere il ricordo, nulla è più potente della sua rievocazione. Lasciamo dunque che gli amici di Friends si ritrovino e parlino di quanto successo.

Altrove, in qualche angolo della nostra vita seriale, sta probabilmente crescendo la serie che ricorderemo con affetto tra 25 anni. A quel punto Friends avrà mezzo secolo e, date le premesse, è probabile che saremo ancora lì a chiederci il segreto del suo successo.