Acer Predator Helios 300: un portatile per domarli tutti

Acer Predator Helios 300: un portatile per domarli tutti
di Simone Rampazzi

Sembra quasi fatto apposta, ma ultimamente la necessità di coniugare lavoro e divertimento si è rivelato essere uno di quei mantra a cui non si può rinunciare, soprattutto in un momento storico come questo, dove l’intrattenimento generico è entrato a far parte della nostra quotidianità.

Non che prima non lo fosse, ma oggi con i servizi messi a disposizione dalle case produttrici, e il primo che ci viene in mente è chiaramente il Game Pass di Microsoft, riescono a permetterci di videogiocare praticamente dovunque, a patto che ci sia una buona connessione dati a disposizione. Si, forse in Italia quest’ultima deficita un po’, e ce lo ha dimostrato lo scarso successo di Stadia, ma nulla è perduto e la speranza, come si suol dire, resta sempre l’ultima a morire.

Excursus a parte, il nocciolo della nostra prefazione si concentra sulla portabilità per eccellenza, sul cercare insomma di avere una piattaforma di gioco, e non, che possa soddisfare le sempre più alte necessità che il mercato videoludico richiede per le proprie offerte di spicco. Non si tratta quindi di una Nintendo Switch, che fa la sua figura rinunciando un po’ alla potenza espressiva della grafica, ma di uno dei tanti portatili gaming creato ad hoc per non scendere a compromessi con i classici problemi di tutti i giorni.

Eccoci quindi oggi a proporvi la nostra analisi del Predator Helios 300, un portatile che ci ha pienamente soddisfatti durante le nostre sessioni di test, che ci ha fatto persino scendere qualche lacrima amara nel momento in cui il corriere è venuto a ritirarlo per condurlo verso altri lidi.

NON GIUDICATE DALLE DIMENSIONI

Il Predator Helios 300 si presenta ai nostri occhi con fare ingannevole, visto e considerato che si tratta di un laptop dalle dimensioni contenute, lo schermo è di 15 pollici, e dal design nemmeno troppo aggressivo, considerate altre configurazioni presenti sul mercato. La scocca metallica dalle colorazioni scure non lascia intravedere nulla di ciò che è racchiuso al suo interno, almeno in termini di potenza, e le uniche componenti visive che ci lasciano “presagire” qualcosa di intrigante sono il logo posto al centro del coperchio, in bella vista, e le ventole sulla base, con due bocche di fuoco poste nella parte posteriore di questo piccolo bestione.

Sui lati troviamo le classiche zone delegate alla connettività del prodotto, elemento che apre a ventaglio le possibilità sia nel collegare un secondo schermo, grazie alla porta HDMI 2.1, sia nel inserire tutto il necessario sul fronte di periferiche esterne (senza esagerare) grazie alle porte USB 3.2 e alla Thunderbolt 4 USB-C, una piccola feritoia paragonabile all’armadio che conduce a Narnia, vista la particolare gestione e potenza in grado di offrire un collegamento funzionale per DisplayPort e Power Delivery.

In merito alla connettività vera e propria, perciò rete via Ethernet o Wi-Fi, troviamo rispettivamente il controller Intel Killer E2600 e il Killer Wi-Fi 6 AX1650i, due strumenti che hanno garantito un funzionamento impeccabile del prodotto in portabilità e in ambito casalingo, almeno fino a quando siamo stati supportati da una connessione stabile. I due protocolli di connessione a disposizione del Predator Helios 300 offrono praticamente tutto l’occorrente per essere sul pezzo senza problemi di sorta, soprattutto perché gestiscono, grazie alle nuove tecnologie, i protocolli di connessione in modo e maniera che il traffico di dati venga gestito attivamente onde evitare perdita di pacchetti o eccessiva latenza.

Il jack da 3.5mm sembra una sciocchezza paragonata al resto, ma comunque garantisce un minimo di versatilità qualora ci trovassimo sprovvisti di periferiche audio compatibili con USB o Bluetooth. È chiaro che il Predator Helios 300 cerca di non farsi mancare davvero nulla, motivo per cui a chiudere il cerchio “visivo” di questa introduzione ci pensa il monitor da 15 pollici, un piccolo gioiello da 144Hz per una risoluzione massima di 1920x1080, insomma quel Full HD che non dispiace ma anzi soddisfa grazie al suo refresh rate impeccabile, supportato chiaramente in questa nostra configurazione di test da una scheda video GeForce RTX 3070 per notebook.

La sua eleganza sembra fatta apposta per ingannare la vista, e in minima parte riesce nello scopo, almeno fino a quando lo scrigno viene aperto per mostrarne il contenuto: la tastiera di questo laptop è infatti retroilluminata, come esperienza nel gaming insegna, ed è dotata di tutti i tasti necessari per essere indipendente.

QUALCHE DETTAGLIO IN PIU’

Scendendo un po’ nei particolari possiamo continuare il discorso sulla tastiera per indicare che il Predator Helios 300 monta al suo interno un software dedicato, il Predator Sense, pensato per gestire l’intero computer da cima a fondo. Come si traduce questo discorso? Intanto in una profilazione perfetta a seconda dell’utilizzatore, soprattutto quando pensiamo alle diverse necessità o gestioni che potrebbero servirci di operare, sia che si tratti di un gaming spinto, sia che si tratti di una semplice giornata di lavoro.

Andando a suddividere le cose, il software offre la possibilità di gestire intanto la tastiera nella sua retroilluminazione, ma anche di suddividere quest’ultima a zone, così da creare piacevoli setup visivamente appaganti, ma anche utili nel momento in cui ci troviamo a giocare. Per dire, il laptop già evidenzia attivamente i tasti WASD, un’espressione netta di come questo dispositivo voglia necessariamente soddisfare l’esigenza dei videogiocatori.

Il Predator Sense può inoltre gestire ventole e overclocking, impegnando così il dispositivo nel gestire al meglio qualsiasi videogioco dovessimo riprodurre. Noi abbiamo fatto i nostri test con le offerte più disparate a nostra disposizione, partendo da un “semplice” Diablo 2 Resurrected, poco impegnativo sulla grafica sebbene recentemente sia stato aggiunto il supporto agli NVIDIA DLSS, per arrivare ai più esigenti APEX Legends e Battlefield 2042, dove per mostrare i muscoli sono serviti un discreto appeal e una potenza di calcolo da non sottovalutare.

Il feedback dei tasti durante la digitazione è appagante e a dirvelo, senza vergogna, è una persona che tutt’oggi fa uso spasmodico di tastiere meccaniche con una corsa importante, proprio per sentire sotto le dita non solo il rumore, ma anche la “dura” risposta dei tasti dopo ogni pressione. In questo caso ci siamo trovati comunque bene, perfino utilizzando il touchpad nei momenti in cui non era possibile avere un mouse a disposizione.

Chiaramente sul portatile è presente una webcam discreta ma non eccezionale, comunque in grado di offrire un’esperienza visiva in videoconferenza o in gaming comunque super decente, vista la sua definizione a 720p.

In alto abbiamo parlato di ventole e, come già indicato, questo Predator Helios 300 ne monta di particolari, soprattutto per quanto riguarda il design interno. Stando a quanto descritto, le Aerolade 3D di quinta generazione sembrano fatte apposta per ridurre il rumore, nonché per permettere una migliore circolazione dell’aria durante l’accensione, importante per raffreddare il dispositivo durante le sessioni di utilizzo più stressanti. Queste ventole sono ultrasottili e hanno un design estremamente particolare, elemento che in situazioni “controllate” offrono davvero una cancellazione del rumore non indifferente, evitando inoltre noiosi surriscaldamenti nella zona sottostante la tastiera.

Certo, il posizionamento delle bocche di aerazione sui lati ancora non cancella del tutto la spiacevole sensazione di calore ricavata durante alcune sessioni di gaming, dove magari le dita sporgono al di fuori della tastiera, ma è bene evidenziare che la maggior parte del carico viene proiettata sulla parte posteriore del PC, evitando così anche una parte del rumore generato. Sul Predator Helios 300 è presente anche un tasto TURBO, una componente hardware che bypassa la configurazione software effettuabile sul Predator Sense, che attiva una sorta di super raffreddamento che potrebbe farvi sentire come nell’abitacolo di un elicottero. Niente di insuperabile, soprattutto grazie alle ottime casse stereo capaci di riprodurre il suono nel migliore dei modi.

GAMING SENZA COMPROMESSI

Quando si è trattato di stressare il dispositivo con i giochi precedentemente elencati ci siamo trovati davvero nella posizione di non spendere alcuna parola negativa sul prodotto. Il Predator Helios 300, con questa configurazione a bordo, è stato in grado di gestire ogni titolo installato senza il minimo problema tecnico, offrendoci così un’esperienza soddisfacente, ricercata sicuramente da ogni giocatore.

Non sono stati rilevati alcuni colli di bottiglia durante le nostre sessioni di test, soprattutto in funzione di una configurazione hardware capace di sopportare tutto il carico di lavoro. In merito a questo va menzionato il processore Intel Core i7 di 11esima generazione, un vero mostro se si parla di capacità di calcolo, accompagnato dalla bellezza di 16GB di SDRAM DDR4, anche qui, non eccessivi ma perfetti per tutte le attività svolte sul dispositivo.

Battlefield 2042 è stato probabilmente il titolo più completo per effettuare i test, sia per quanto riguarda la grafica, sia per quanto riguarda la gestione di quest’ultima in simultanea con server di gioco riempiti da 124 giocatori contemporaneamente. Il dispositivo è stato in grado di offrire il massimo intrattenimento con tutte le impostazioni al massimo, regalandoci una sessione di gioco senza il minimo problema e, soprattutto, senza effettuare le rinunce che invece abbiamo operato sul nostro PC fisso, dotato di una 2060. Il divario si sente, ed è forse per questo che prodotti come questi possono risultare il perfetto compromesso per tutte quelle persone che, a ragion veduta, si spostano continuamente e hanno bisogno di un supporto costante per tutte le attività.

Sottolineiamo tutte le attività perché, al netto dell’argomento trattato maggiormente sul nostro sito, il Predator Helios 300 è stato in grado anche di offrire ottimi spunti anche sul fronte lavorativo, vista la sua maneggevolezza nel trasporto (non pesa eccessivamente, forse un po’ ingombrante l’alimentatore) e il suo passaggio in anteprima al sistema Windows 11 (che eravamo particolarmente curiosi di vedere). Certo, in questo ultimo campo potremmo aprire un secondo discorso più articolato, ma quello che ci preme oggi sottolineare è che il laptop è stato in grado di gestire ogni cosa senza il minimo battito di ciglia.

Lo storage di memoria per questa configurazione è di 1TB su SSD, perfetto visto e considerato che la maggior parte delle operazioni multimediali vengono ormai svolte in streaming, perciò la maggior parte dei videogiochi ha tutto lo spazio necessario per offrire un gaming versatile e articolato anche su diverse piattaforme (Battle.Net, Origin, EPIC, etc).

Insomma, non esistono vere ragioni per evitare l’acquisto di un prodotto come il Predator Helios 300, soprattutto se cercate una configurazione in grado di supportare ogni esigenza ovunque vi troviate. La configurazione a nostra disposizione ha praticamente tutto il necessario per garantirvi un’esperienza gaming granitica senza compromessi, portabile soprattutto considerate le dimensioni e il peso non eccessivo per il trasporto. Chiaramente, la qualità ha un costo, ragion per cui l’acquisto è da valutare sempre in funzione delle reali necessità di utilizzo.