Speciale Quentin Tarantino

Western, pulp e citazioni.
Francesca PerozzielloDi Francesca Perozziello (2 febbraio 2016)
A breve uscirà nei cinema The Hateful Eight, nuovo film di Quentin Tarantino. Se avete già letto la recensione del nostro Roberto Vicario, magari avete voglia di rivedere anche le precedenti pellicole di Tarantino, dagli inizi all'acclamazione a Cannes, passando per gli spaghetti western e gli attori-feticcio.

Gli esordi: il videonoleggio e le sceneggiature

Quentin Jerome Tarantino nasce a Knoxville, Tennessee, nel 1963. A due anni si trasferisce però con la madre in California, senza mai conoscere il padre, il musicista italo-americano Tony Tarantino.
La leggenda vuole che Tarantino si sia avvicinato al mondo del cinema senza basi teoriche, semplicemente con una grande passione nata lavorando in un videonoleggio di Los Angeles. In realtà, anche se lo stesso Quentin ha più volte affermato di aver imparato a fare cinema soprattutto andando al cinema, non sarebbe del tutto corretto dire che si sia cimentato nella settima arte partendo da zero. Nel 1981 entra infatti a far parte di una compagnia teatrale, la Theatre Company di James Best, attore celebre per il ruolo dello sceriffo Rosco Coltrane nella serie tv Hazzard.

Il lavoro al videonoleggio è sicuramente una tappa importantissima della sua formazione, che comunque prosegue con il corso di recitazione all'Actor's Shelter di Beverly Hills.
Nel 1987 arriva il primo film, My Best Friend's Birthday, che però non approda al cinema e viene girato in bianco e nero con un budget bassissimo. In gran parte autobiografico e realizzato con alcuni colleghi di lavoro, il film è rimasto incompleto e dura circa 36 minuti.

Nello stesso anno, Tarantino inaugura la sua attività di sceneggiatore scrivendo Una vita al massimo, che nel 1993 diventerà un film diretto da Tony Scott e interpretato da Christian Slater. Nel 1989 anche Oliver Stone acquista, per ben 400.000 dollari, lo script di Natural Born Killers, che però subisce modifiche tali da essere disconosciuto dallo stesso Tarantino, che chiederà di comparire solamente come autore del soggetto.
Quentin Tarantino - Immagine 2
Con Pulp Fiction, Tarantino conquista anche la critica a Cannes.

Gli anni '90: festival e b-movie

Il 1992 è l'anno di uscita di Le Iene, che nonostante la giovane età del regista si avvale di un cast di tutto rispetto, che comprende Harvey Keitel, Tim Roth, Steve Buscemi e Michael Madsen. A Los Angeles, un gruppo di rapinatori organizza un furto ai danni di un grossista di diamanti. Nessuno dei membri della banda ha il permesso di rivolgersi agli altri con il loro vero nome, per questo ognuno di loro utilizza un pseudonimo. Un po' per la violenza mostrata senza mezzi termini e un po' per i dialoghi, Le Iene non ottiene subito un grande apprezzamento da parte di pubblico e critica, anche se in seguito diventerà un vero e proprio cult.

Due anni dopo arriva invece il riconoscimento con Pulp Fiction, premiato con la Palma d'oro al Festival di Cannes. Il film contiene molte delle caratteristiche ben riconoscibili dello stile tarantiniano, ma differenza del suo predecessore riesce a conquistare anche i critici. Non si può certo ricordare Pulp Fiction senza i suoi interpreti, prima fra tutti un'indimenticabile Uma Thurman con frangia nera e scarpette dorate, quelle del ballo con John Travolta. Nel film troviamo anche Samuel L. Jackson, che da qui in poi sarà una presenza irrinunciabile nel cinema di Tarantino, nonché un Bruce Willis all'apice del successo.
Fra i grandi amori di Quentin Tarantino, insieme ai film western di Sergio Leone e dei suoi successori, ci sono gli attori dei cosiddetti B-movie. Sarà per questo motivo che Pam Grier, icona sexy dei B-movie anni '70, diventa la protagonista di Jackie Brown (1997), adattamento del romanzo di Elmore Leonard. Hostess non più giovane costretta a lavorare per una piccola compagnia aerea, Jackie arrotonda contrabbandando denaro per un mercante d'armi, Ordell Robbie, cioè Samuel L. Jackson. Accolto non benissimo al suo arrivo nei cinema, Jackie Brown recupererà qualche anno dopo, fino ad essere considerato uno dei migliori film di Tarantino.
Quentin Tarantino - Immagine 5
Pam Grier è la protagonista di Jackie Brown.

A volte ritornano - Uma Thurman

A quasi dieci anni di distanza dall'uscita di Pulp Fiction, esce Kill Bill vol. 1.
Dopo il grande successo con alcune pellicole negli anni '90, Uma Thurman non è sempre riuscita a rimanere sulla cresta dell'onda. Anche la prestigiosa casa di cosmetici della quale è testimonial le ha appena revocato il contratto perché l'attrice, secondo l'azienda, non attirerebbe più le giovani consumatrici. Ci vuole forse Tarantino, a rilanciare la carriera di Uma, che con il ruolo di Beatrix Kiddo torna con prepotenza sulla scena internazionale, questa volta con katana e tuta gialla presa in prestito da Bruce Lee. In questo capitolo e nel successivo Kill Bill vol. 2 (2004) ritroviamo alcuni nomi cari al regista, vedi Michael Madsen e un cameo del solito Samuel L. Jackson, ma alla pellicola partecipano anche David Carradine nel ruolo di Bill e una perfida Daryl Hannah in quelli di Elle Driver.
Devono essere parassiti molto grossi, se ti serve l'acciaio di Hattori Hanzo!

Kurt Russell, che fra poco rivedremo in The Hateful Eight, è il protagonista di Grindhouse - A prova di morte (2007), prima parte di una coppia di film realizzati con l'amico Robert Rodriguez. Il progetto Grindhouse ricalca infatti una formula tipica di alcuni cinema degli anni '70, tanto cari a Tarantino, che consisteva nel vedere due film con (a basso costo) al prezzo di un solo biglietto.
La star di 1997 - Fuga da Los Angeles interpreta Stuntman Mike, un ex-stuntman che si aggira a bordo della sua auto trasformata in macchina delle torture con la quale uccide le ragazze. La collaborazione con Rodriguez non si limita però a questo film, dato che, nel 1995, lo stesso Tarantino era fra i principali interpreti dell'horror Dal tramonto all'alba, da lui stesso sceneggiato. Diretto da Rodriguez e Frank Miller, anche Sin City vede un episodio per la regia di Tarantino, cioè Un'abbuffata di morte.
Quentin Tarantino - Immagine 1
Kill Bill segna il grande ritorno di Uma Thurman.

Citazioni, omaggi e anti-razzismo

Bastardi senza gloria (2009) è il film che rivela al mondo Christopher Waltz. Attore austriaco con anni di esperienza alle spalle e una formazione all'Actor's Studio, grazie al ruolo del colonnello Landa vince l'Oscar come miglior attore non protagonista nel 2010. Brad Pitt interpreta invece il tenente Aldo Raine, che con i suoi otto "bastardi" semina il terrore fra i soldati tedeschi facendo loro lo scalpo. Aldilà dell'aspetto superficiale, quello più violento, il film introduce una tematica che Tarantino affronterà anche nel successivo Django Unchained, cioè la contrarietà al razzismo, nella fattispecie quello propugnato dal regime nazista. A livello più puramente filmico, la pellicola è ricca di citazioni e di omaggi, altra specialità di Tarantino, soprattutto nei confronti di Quel maledetto treno, film di Enzo G. Castellari del 1977 che, non a caso, negli Stati Uniti uscì con il titolo di Inglorius Bastards.

Jamie Foxx è Django in Django Unchained (2012), che come il precedente film è un aperto un omaggio a un'altra pellicola italiana, in questo caso Django di Sergio Corbucci. Il primo interprete dell'eroe western, Franco Nero, compare in un breve cameo, secondo un'abitudine tipica di Tarantino.
Nel corso del film possiamo trovare però molte altre citazioni, in gran parte di film western. Se già Kill Bill si era avvalso di musiche di Ennio Morricone saccheggiate dai film di Sergio Leone, con Django - Unchained la citazione del western è alle stelle, con battute prese apertamente dai suoi film preferiti.

Un po' come Hitchcock

Come altri registi prima e dopo di lui, il buon Quentin adora comparire in qualche scena dei suoi film, di solito verso la fine. Se prestate un po' d'attenzione, potete trovarlo in tutte le sue pellicole, anche solo come voce narrante. Sembra che questo modo di lasciare la firma sia, un po' come per Hitchcock, davvero irresistibile.
Ma il segno di Tarantino non passa solo attraverso la sua presenza sullo schermo. Lo stile tarantiniano è ormai ben riconoscibile grazie a una serie di scelte stilistiche entrate nell'immaginario comune degli spettatori. Citazioni, camei dei suoi attori preferiti, intere frasi e musiche prese dai film che ha visto e rivisto. Come se non bastasse, con The Hateful Eight è finalmente riuscito ad avere musiche originali scritte da uno dei suoi miti, il nostro Ennio Morricone.
E voi, cosa ne pensate di Quentin Tarantino?
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Jamie Foxx, Leonardo DiCaprio e Christopher Waltz insieme in Django Unchained.
Quentin Tarantino ha uno stile fortmente ben riconoscibile. Che lo si ami o no, è innegabile che le caratteristiche del suo modo di fare cinema hanno influenzato cineasti e attori di tutto il mondo.
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