Speciale Il Trono di Spade

The Iron Throne
Valentina BarrancoDi Valentina Barranco (21 maggio 2019)

Con il cuore più pesante del solito, siamo qui a scrivere l'ultimo recap di Game of Thrones. Nove anni, otto stagioni, settantatre episodi. Una serie televisiva come non se ne erano mai vista, uno show che ha lasciato un segno profondo dentro di noi e sul mondo che ci circonda, forse cambiandolo per sempre. Questa ottava stagione non è ciò che ci meritavamo certo, ma è ciò che abbiamo avuto (firmare una petizione per richiederne la rimessa in onda è presuntuoso e sbagliato) e non possiamo non salutare questo colosso tv con un bel po' di amaro in bocca. Come Tyrion, solleviamo un sasso dopo l'altro sperando di trovare vivi la costruzione e la sceneggiatura di questa stagione... come lui, non possiamo che disperarci.

Il Trono di Spade - Immagine 3

Una volta entrai in un bordello con un asino e un alveare...

Abbiamo davvero temuto facesse una brutta fine, in questo ultimo episodio, eppure Tyrion è riuscito a cavarsela nuovamente soprattutto grazie alle sue doti oratorie. Dopo la carneficina che non era riuscito ad impedire, ciò che gli premeva di più era sapere se almeno suo fratello e la sua crudele sorella (incinta, ricordiamolo!) fossero riusciti a salvarsi. Attraversando un sotterraneo che doveva essere completamente crollato nell'episodio precedente, le sue speranze vengono distrutte dal ritrovamento dei corpi dei due amanti, sepolti dalla macerie. L'ultimo dei Lannister ha fallito su tutta la linea: le sue strategie, i suoi consigli e le sue parole non sono riusciti a far ragionare Daenerys, non hanno salvato le migliaia di innocenti bruciati vivi ad Approdo del Re e non sono nemmeno servite ad assicurare a Jamie e Cersei un futuro diverso, un nuovo inizio lontano dal velenoso Trono di Spade.

Eppure sa che, con Jon Snow, ha un'ultima possibilità di salvare Westeros dalla furia tirannica della Madre dei Draghi. Jon va a fargli visita in prigione perché, in cuor suo, sa che Daenerys non è più la regina per la quale si era inginocchiato e vuole essere ulteriormente convinto che tradirla, ora, sia l'unica cosa sensata da fare. Quando, settimane dopo l'assassinio di lei, rincontriamo Tyrion di fronte agli ultimi lord e lady regnanti del continente, sa che l'unica cosa che lo potrà salvare dall'essere giustiziato dagli Immacolati sarà la sua lingua, l'arma più affilata che possiede. Riesce così a far incoronare un nuovo Re, sotto lo sguardo attonito e irato di Verme Grigio. Non male per un prigioniero condannato a morte, eh? Quando viene eletto nuovamente Mano del Re è incredulo e crede di non meritare tale titolo eppure noi sappiamo che si tratta invece della scelta migliore per Westeros e che sarà sempre sua premura mettere il bene del Regno davanti al proprio. Peccato, non sapremo mai cosa successe in quel bordello con quell'alveare e quell'asino... La terza volta poteva essere quella buona!

Rompere la Ruota

L'arco narrativo di Daenerys potrà essersi sviluppato un po' frettolosamente negli ultimi episodi, ma non abbiamo dubbi sulla sua coerenza e veridicità. Ci ha provato. Ha davvero tentato di essere una regnante migliore di suo padre... ma ora che è impazzita - per il dolore, per la rabbia o semplicemente per via di generazioni e generazioni di endogamia, mettetela come volete - è necessario che venga messa fuori gioco una volta per tutte. Senza accorgersene, è diventata parte della ruota che cercava di spezzare. Ha giusto fatto in tempo ad accarezzare il tanto ambito scranno, in una sala del trono identica a quella vista nella sua visione a Qarth, prima di essere tradita per l'ultima volta. Quando Jon (Azor Ahai) le ha trafitto il cuore con un pugnale siamo rimasti stupiti, perché non pensavamo che accadesse così in fretta ed in questa maniera. Sempre di fretta, secondo noi, è stata trattata la sua morte e l'impatto che ha avuto sui suoi fedeli soldati. Che fine hanno fatto i Dothraki, per esempio? Quel buco temporale è tremendamente ingiusto nei confronti di un personaggio come Daenerys Targaryen. La scena del lutto di Drogon è stata invece molto toccante. Jon si è salvato per via del suo sangue Targaryen? Altamente probabile. Il drago si è scagliato sul Trono di Spade perché consapevole che il suo potere corruttivo aveva portato alla morte della madre? Non pensiamo. Per quanto i draghi siano creature intelligenti, crediamo che questa sia una scelta casuale e puramente simbolica, con lo scopo di segnare la fine di un gioco che ha portato alla morte di tantissimi innocenti e che ha quasi distrutto l'intero continente.

Il Trono di Spade - Immagine 1

Bran Lo Spezzato, Re degli Andali e dei Sei Regni

"Secondo te per quale motivo mi trovo qui?" Ecco, non lo sappiamo. Di certo non ci saremmo aspettati che Bran diventasse Re, probabilmente però è la scelta più saggia visto che vede passato, presente e futuro e conosce meglio di chiunque altro le trame e le decisioni che possono portare un paese alla rovina. La reazione di Sansa quando Edmure Tully si è alzato per parlare era più che prevedibile e l'abbiamo apprezzata, anche se il siparietto comico dei presenti, il soffermarsi sui loro sguardi e reazioni, è stato un po' esagerato e fuoriluogo. Che nessuno si opponga alla richiesta di un Nord indipendente è l'altra cosa che ci ha fatto un po' storcere il naso, ma quando il Re è tuo fratello... forse puoi fare un po' quello che ti pare, giusto? "Da questo momento non ci saranno più sovrani per nascita, verranno eletti in questo luogo dalle lady e dai lord", e questa sì che è una buona via di mezzo tra la proposta di Sam e la tradizione sanguigna che ha sempre caratterizzato Westeros. 

Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco

Ad ognuno il suo finale, ad ognuno il suo posto. Brienne è comandante della Cappe Dorate, un cavaliere al servizio della giustizia e di un sovrano buono, come ha sempre sognato. Chi meglio di lei poteva concludere il capitolo dedicato a Jamie Lannister nel grande libro mastro dei comandanti? Sansa viene incoronata "Queen in the North" e sappiamo che saprà regnare anche meglio di come avrebbe fatto suo padre Ned al posto suo. Arya può finalmente dedicarsi al sogno che aveva accantonato per seguire la sua vendetta. Nella sesta stagione aveva espresso il desiderio di vedere "la fine del mondo", quello conosciuto, al di là delle coste Ovest di Westeros... e così sarà. Con una nave che urla Stark - altro che Nessuno! - da ogni asse di legno, è pronta ad attraversare il Sunset Sea. "Prima di intraprendere la strada della vendetta, scava due tombe." diceva Confucio.

Per fortuna ci ha pensato il Mastino a far rinsavire la piccola Stark, che di vendetta aveva già avuto un abbondante assaggio depennando parecchi nomi dalla sua lista personale. Ma quale lady e lady, sono il Capitano della mia fighissima nave e niente potrà fermarmi! E Jon? I tempi cambiano, e se prima quando uccidevi un tiranno malvagio diventavi l'eroe del Regno e ti accaparravi titoli come Sterminatore di Re, ora vieni esiliato in un avamposto senza più alcuna utilità, costretto a non avere moglie e figli. Vabbè. Meglio tenere un Targaryen molto lontano dal trono, giusto? Non si sa mai. Il nostro Jon, che di strada ne ha fatta parecchia da quando lo abbiamo conosciuto, ritorna alla Barriera dove si riconcilia con i suoi amici Bruti e il suo fidato Spettro (sì, siamo melensi, ma... era l'ora!). In barba a ciò che gli era stato ordinato di fare però, decide di partire per andare nel vero Nord dove - sorpresa - l'inverno comincia a ritirarsi lasciando il posto alla tanta agognata estate.

Dopotutto, a lui di regnare non è mai importato... si accontenta di essere il leader del Popolo Libero, e troviamo sia molto meglio che occuparsi di tutte le magagne legate ai Sett- ops, Sei Regni. Era il finale che ci aspettavamo? Forse. Siamo soddisfatti di questa ottava stagione? Per niente. Non è tutta da buttare, siamo stati chiari durante i nostri recap settimanali, eppure trattandosi di un prodotto di alto livello come è sempre stato Game of Thrones, è impossibile non rimanere delusi da come sono state gestite e scritte le cose. Si conclude così una delle saghe (è giusto chiamarla così!) televisive più epiche mai state create e noi, in realtà, vorremmo averne ancora e ancora. Appuntamento a Martedì prossimo con un nuovo recap de Il Trono di Spade... no? Su, non diteci così...

Il Trono di Spade - Immagine 2

 

 

Un misto di emozioni si agita dentro di noi, ora che Game of Thrones, un grandioso racconto sul potere, è giunto al termine. Siamo delusi certo, ma anche soddisfatti per come si sono conclusi certi archi narrativi. Siamo estasiati dalla fotografia e dalla regia, dalla colonna sonora e dagli squisiti dettagli visivi realizzati a mano o con la computer grafica e al tempo stesso siamo schifati dalla scrittura pigra e poco curata con la quale questa ultima stagione (e mezza, se consideriamo anche parte della settima) è stata portata su piccolo schermo. Aspetteremo il prequel - il cui cast è stato quasi del tutto completato - e chissà, magari scopriremo chi era davvero il Night King. Riuscirà un altro prodotto televisivo raggiungere la grandezza de Il Trono di Spade? Chi lo sa. Ciò di cui siamo certi è che noi di Gamesurf saremo sempre pronti a seguirne le gesta! Grazie a tutti voi lettori per averci accompagnato in questo lungo viaggio, la nostra guardia ora è conclusa.

Il Trono di Spade

Il Trono di Spade cover
  • Titolo Originale: Game of Thrones
  • Creata da: David Benioff, D.B. Weiss
  • Emittente: HBO
  • Genere: Fantasy
  • Nazionalità: USA
  • Anno di produzione: 2011
  • Durata singolo episodio: 60 min.
  • N° Stagioni: 8 (Annunciata).
  • Sito ufficiale
  • Cast: Peter Dinklage, Lena Headey, Emilia Clarke, Kit Harington, Nikolaj Coster-Waldau, Charles Dance, Maisie Williams, Jack Gleeson, Sophie Turner, Isaac Hempstead-Wright, Alfie Allen, Iain Glen, Rory McCann, John Bradley, Aidan Gillen, Jerome Flynn, Conleth Hill, Sibel Kekilli, Joe Dempsie, Gwendoline Christie, Rose Leslie, Stephen Dillane, Liam Cunningham, Carice van Houten, Natalie Dormer, Michael McElhatton, Kristofer Hivju, Iwan Rheon, Michelle Fairley, Richard Madden, James Cosmo, Oona Chaplin, Sean Bean, Mark Addy, jason momoa, Harry Lloyd
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