Recensione Warcraft Reforged

Il passo falso di Blizzard Entertainment

Recensione Warcraft Reforged
di Simone Rampazzi

Difficile parlare di Warcraft 3 Reforged senza trovarsi in fallo. Da un lato abbiamo di fronte uno di quei giochi con cui molti di noi hanno costruito la loro infanzia, un titolo fantasy che ha definito un genere e un’ambientazione diventati poi qualcosa di seriamente notevole. Dall’altro troviamo invece la solita remastered fiacca, il compitino fatto a casa senza voglia che punta a raccogliere la lacrimuccia del fan di vecchia data con la scusa del rifacimento grafico in alta definizione.

Ma c’è di più. Blizzard in questi giorni ha dovuto fare i conti con una vera e propria "shitstorm" in piena regola, che tramite i social e i forum ufficiali ha fatto sì che Warcraft 3 Reforged diventasse uno dei peggiori titoli recensiti sull’aggregatore di voti Metacritic. Ma cos’è che andato storto?

BASTAVA QUALCOSA DI PIU’

Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, Warcraft 3 è stato uno dei titoli strategici in tempo reale che ha dato il via a una vera e propria era, un flusso di situazioni e soluzioni di gameplay che hanno permesso ad altri, successivamente, di tirare fuori dal cilindro titoli come DOTA e League of Legends.

Oltre a questo, il terzo capitolo del franchise Warcraft è stato inoltre fondamentale per far sì che Blizzard potesse decidere, qualche anno dopo, di cavalcare l’onda degli MMO con World of Warcraft, altro titolo che prosciugava letteralmente tutta la lore messa in campo nel gioco per proporre a noialtri quella che poi è diventata una delle offerte più longeve del settore.

Le campagne che si possono affrontare nel gioco delineano la storia che ha dato i natali a tantissimi altri personaggi che hanno fatto la fortuna del franchise: è infatti in Warcraft 3 che scopriamo le origini di Arthas Menethil, diventato in seguito il Lich King, di Illidan Stormrage, degli elfi della notte guidati da Tyrande Whisperwind e persino di Sylvanas Windrunner, oggi protagonista importantissima degli eventi che stanno occupando i giocatori di World of Warcraft.

Attraverso una serie di missioni che vi terranno impegnati per almeno una quindicina di ore, si potrà scoprire nel dettaglio una storia fantasy avvincente, ricca di colpi di scena e situazioni che possono tranquillamente fare invidia a tante altre opere appartenenti allo stesso genere.

Nell vesti di strategico in tempo reale questa Reforged si comporta allo stesso modo del suo predecessore uscito nei primi anni 2000: si affronta ogni mappa cercando di raccogliere le risorse utili a tirare su una base, arruolare un esercito e sconfiggere il nemico del caso.

Tecnicamente ci troviamo di fronte a un reskin bello e buono, un lavoro che segue un andamento sinusoidale se lo si vede con l’occhio analitico di una persona che ne deve giudicare pregi e difetti: è vero infatti che le unità, dagli eroi ai personaggi passando anche per le strutture, sono stati tutti rifatti da zero, tant’è che ingrandendo la visuale fino ad arrivare a un primo piano ci si accorge del dettaglio con cui sono state definite le texture ad essi dedicati.

I difetti emergono, però, quando si volge lo sguardo all’ambientazione. Bisogna infatti ammettere che le texture ambientali sembrano quasi abbozzate, come se il codice sorgente fosse stato solo “armonizzato” al fine di non apparire così pixellato come quello a cui eravamo stati abituati in passato.

LE PROMESSE BOOMERANG

Ma allora perché Blizzard sta ricevendo tutte queste aspre critiche? Sicuramente per una cosa in particolare, ovvero le promesse fatte in sede di presentazione del gioco. Sembra infatti che la casa di Irvine abbia più volte promesso un completo riadattamento delle cinematiche presenti nel gioco, adattamento che a tutti gli effetti manca nel codice finale del gioco.

Quelle presenti sono certamente buone, visto che i personaggi sono effettivamente rifatti da zero, ma non sufficienti a rincuorare i giocatori che si aspettavano qualcosa di più. Molti hanno parlato di problemi del codice del gioco, con conseguenti crash dell’applicazione (fortunatamente da noi non riscontrati), ma anche di problemi legati alla scrematura del matchmaking nelle sessioni multigiocatore, che effettivamente appare un po’ abbozzato e sistemato alla meno peggio.

L’interfaccia di gioco è rimasta la stessa del passato, si può dire che forse l’unico lavoro reale è stato effettuato sulla risoluzione, che da un mero valore di 240p è arrivata a 1080 senza troppi giri di parole. Se proprio volessimo andare a cercare il classico pelo nell'uovo nelle mancanze di questo WC3 Reforged potremmo puntare il dito sulla mancanza degli achievement, un piccolo extra visto anche in Starcraft 2 che qui, inspiegabilmente, manca senza una valida ragione.

Ma non è abbastanza, questo è lampante, e il motivo è presto detto. Il vero problema di Warcraft 3 Reforged risiede proprio nelle promesse spese dagli sviluppatori, promesse che era meglio non fare e magari presentare nel momento in cui ci fosse la reale possibilità di farle avverare.

Così il torto brucia più del non detto, ed è una cosa che da Blizzard non ci saremmo davvero aspettati. Cosa dire del futuro e del supporto al gioco? Speriamo che gli sviluppatori lavorino alacremente al fine di sistemare i torti.

6
Blizzard questa volta ha davvero fatto un passo falso, proponendo ai giocatori un prodotto pigro, insomma incapace di farsi amare con la stessa passione con cui si è fatto amare il suo emulo del passato. Probabilmente ai tempi di Warcraft 3 la software house aveva la voglia di primeggiare sulla concorrenza, oggi ci sembra che il mood sia quello di un team nel caos, incapace di ricordare il proprio passato con lo scopo di evitare gli sbagli a cui stiamo assistendo oggi.