Recensione Two Point Hospital: la panacea di tutti i mali

E' davvero l'erede di Theme Hospital?

Simone Rampazzi

Correva l’anno 1997. Il mondo videoludico campava già da un po’ di tempo con pane e avventure grafiche, accompagnando alla bisogna lo spuntino digitale con sparatutto in prima persona, gestionali di ogni sorta, giochi di ruolo e strategici in tempo reale.

In questo caleidoscopio di offerte in continuo fermento spuntava Theme Hospital, titolo gestionale sviluppato da Bullfrog Productions che ci permetteva, grazie agli strumenti del tempo, di poter amministrare un ospedale da cima a fondo curando però delle malattie decisamente “improbabili”: dalle ossa rotte alla iperlingue, passando dalle mani sudate alla sindrome di Elvis, sono stati molti i pazienti che sono passati per i nostri ospedali, ricevendo il miglior trattamento utile a farci sbancare il lunario risolvendo il livello di turno.

Arriviamo ai giorni nostri, o meglio al 2018, momento in cui la britannica software house Two Point Studios ha deciso di riesumare questo vecchio mostro sacro, riscrivendo per l’occorrenza alcune caratteristiche di quest’ultimo cercando, contemporaneamente, di adattarlo graficamente. Il risultato ha dato vita a Two Point Hospital (qui su Amazon), degno erede del suo predecessore che oggi, a distanza di due anni, è finalmente sbarcato anche su console.

IL PAZIENTE È ATTESO IN PSICHIATRIA

Come accennato qualche riga più in alto, la contea di Two Point è piena zeppa di persone in cerca di una cura strampalata per guarire i loro mali. Noi siamo i fortunati vincitori del biglietto d’oro che ci porta direttamente dietro alla scrivania del capo, armati di buone intenzioni al fine di rispondere alla chiamata di amministrare i diversi ospedali presenti sul territorio.

Grazie a una campagna suddivisa per zone, avremo la possibilità di accedere a diverse strutture che vanno costruite da zero, seguendo la solita filiera di produzione che parte dalla semplice collocazione di una reception pensata per accogliere al meglio i malati, per poi smistarli abilmente in tutti i vari reparti creati ad hoc per trovare una cura.

Partendo dalla prima zona, che funge un po’ come un tutorial pensato per farci imparare le basi del gioco, proseguiremo poi di capitolo in capitolo, cominciando contemporaneamente a creare un modello manageriale vincente da applicare in ogni scenario.

Si parte con poco, basta applicare un po’ di logica nella distribuzione degli ambienti e il gioco è fatto. Come gestionale Two Point Hospital funziona davvero bene, merito di un tool di creazione veramente versatile e intuitivo, capace di fornirci tutte le informazioni del caso senza doverci tenere dietro a tediose spiegazioni necessarie per comprenderli. In fondo vale sempre la stessa formula: stanze della giusta dimensione, accessi diretti, poltrone per accogliere i malati e, all’occorrenza, reparti doppioni in più per gestire quando necessario le emergenze proposte dal gioco.

Ma questo non deve farvi vedere il gioco come un clone semplificato di un gestionale come si deve. Anzi, tutto il contrario. Bisogna ammettere che il team Two Point ha pensato veramente a tutto, costruendo intorno alla struttura ospedaliera tutta una serie di sfaccettature che possono rendere il titolo piuttosto complesso da gestire ai livelli più alti.

Traduzione?! Ogni scenario può essere completato segnando un punteggio da una a tre stelle. Portare a casa il risultato ottenendo una stella si rivelerà piuttosto facile, ma ottenere la terza stella in ognuno di essi sarà cosa ben diversa, giacché dovremo far fronte a una vera e propria serie di sfortunati eventi, pronti a metterci i bastoni tra le ruote senza alcun rimorso di coscienza.

Oltre quindi a costruire una struttura pensata per gestire il flusso dei pazienti nel migliore dei modi, dovremo anche avere l’ardire di selezionare lo staff con il giusto metodo, applicando anche delle doverose modifiche nel pannello di gestione dedicato a ognuno di loro così da smistarli onde evitare reparti vuoti o episodi di ribellione. Selezionare con dovizia ogni lavoratore garantisce la crescita in positivo della nostra struttura, tenetelo sempre a mente soprattutto qualora decidiate di risparmiare qualche soldo assumendo personale con diverse caratteristiche negative esposte nel loro curriculum.

L’ESAGERAZIONE CHE PIACE

Sul fronte tecnico Two Point Hospital viene proposto con una grafica coloratissima e volutamente caricaturale, un esempio che pulisce e rinnova il comparto grafico visto nel predecessore portando una vera e propria ventata di aria fresca, coadiuvata per l’occasione da modelli poligonali convincenti, armati di texture pulitissime pronte a confrontarsi con le tecnologie moderne.

Sebbene la nostra prova sul campo sia avvenuta tramite il download da Game Pass su PC, possiamo inoltre confermarvi che il gioco lavora benissimo anche su console, permettendoci di gestire a tutto tondo la “comodità” della configurazione mouse e tastiera con un buon porting distribuito tra gli stick analogici e i rimanenti tasti del controller.

8
Two Point Hospital si manifesta come il degno successore di quello che un tempo fu Theme Hospital, ma a dover essere lodati sono sicuramente i ragazzi di Two Point Studios, che sono riusciti a fornire un supporto intelligente post-lancio, grazie alla pubblicazione di diversi DLC tematici. L’inserimento nel Game Pass di Microsoft vi leva ogni scusa possibile per non provarlo!!