Recensione Romance Of the three Kingdom

Andrea Casetti

Quella di Romance of  the Three Kingdoms è, calcolatrice alla mano, una delle serie videoludiche più longeve della storia grazie alle molteplici apparizioni che hanno scandito il corso degli anni a partire dal 1985 fino ai giorni nostri. All’alba del 2020 siamo qua ad accogliere l’ennesima creazione di Koei Tecmo, che per l’occasione prende il nome di Romance of the Three Kingdoms XVI (da qui in poi RTK14), e che segue a quattro anni di distanza il medesimo copione dei prequel. Al solito siamo di fronte all’ennesima rappresentazione storica ambientata nel periodo che va dal 160 al 280 d.c., basata ampiamente sui racconti dell’opera letteraria di Luo Guanzhong, “il romanzo dei tre regni”, il quale narra delle lotte intestine che portarono al dominio della Cina dopo il decadimento della dinastia imperiale Han.

Scelta della fazione

Il gioco vi permette di esordire con la selezione di uno tra i vari contesti storici entro cui sfogare la vostra ambizione da stratega (tra cui la rivolta dei turbanti gialli e il periodo dei tre regni) e una tra le fazioni disponibili, avendo sempre la possibilità di scegliere tra differenti casate con diversi obiettivi che possono spaziare tra il semplice (si fa per dire) sopravvivere e resistere agli attacchi degli altri, all’ambire invece alla dominazione totale dell’intero territorio contraddistinto dagli occhi a mandorla.

Ogni fazione è associata a differenti territori, risorse e soprattutto ufficiali condottieri, ognuno dei quali caratterizzato da livelli differenti di leadership, talento militare, lealtà e intelligenza, in armonia con quanto raccontato nell’omonimo romanzo. Se ne contano un migliaio in tutto e conoscere il romanzo è raccomandato per apprendere appieno le dinamiche e le sfaccettature del gioco.

Mappa esagonale

Il gameplay si svolge su una mappa a griglia esagonale, ambito all’interno del quale avvengono le battaglie. Queste ultime sono contraddistinte da elementi fondamentali quali le tattiche, i terreni di scontro, le linee difensive e le linee logistiche di supporto. Man mano che procederete nei meandri di questo RRTK14 vi accorgerete di quanto la sua apparente semplicità nasconda invece una complessità piuttosto articolata che fa delle strategie la chiave di volta per trasformare un conflitto in una vittoria.

Il gioco è contraddistinto da una struttura a turni. All’inizio di ogni battaglia le fazioni sono chiamate a impartire gli ordini nella fase di strategia, quindi il gioco eseguirà autonomamente quanto impartito dall’alto e in funzione delle caratteristiche dell’ufficiale di turno. Scegliere il condottiero giusto per quel particolare incarico sarà quindi fondamentale, in quanto non potrete comandare direttamente gli eserciti, bensì dovrete comportarvi come una sorta di entità superiore che influenza le forze terrene.

In questo modo il baricentro del gameplay si sposta dall’azione alla strategia ragionata, rendendo anche le fasi giocate molto più lente, ma a tratti noiose.

Meccaniche di gioco

Tra le meccaniche di gioco vanno menzionate le gratitudini nei confronti di altri popolazioni, le quali possono portare a rifornimenti e risorse preziose. In aggiunta, se coltivate a dovere, si possono trasformare in alleanze che impediscono al giocatore di attaccare il partner, ma che consentono di usufruire delle loro linee di rifornimento nell’attraversare i loro territori, senza contare la possibilità di chiedere a un alleato di compiere un attacco nei confronti di un nemico.

A tutto ciò va aggiunta la possibilità di scegliere tra particolari strategie come hidden poison, estrange, placation, unattended home e dual destruction, cinque differenti schemi che possono portare un vantaggio importante oppure, se mal programmato, a un ulteriore inasprimento dei rapporti con quella determinata fazione.

Graficamente il gioco si presenta discretamente, anche se lo stato dell’arte è piuttosto lontano. Differente il discorso per la colonna sonora, capace di avvolgere il giocatore con melodie orecchiabili e adeguate ad accompagnare l’azione mostrata sullo schermo.

Peccato per l’assenza di qualunque tipologia di modalità multiplayer, mancanza che causa un indubbio declassamento del voto sulla longevità, nonostante l’evidente miglioramento apportato all’AI, che tuttavia però non riesce a sostituire l’imprevedibilità di un essere umano.

Non per tutti

Va detto che il livello di difficoltà del gioco è piuttosto elevato e si manifesta sin dalle fasi iniziali, persino nel tutorial iniziale (finalmente introdotto per familiarizzare con le principali meccaniche del gioco), aspetto che se unito alla mancata localizzazione nel nostro italico idioma e al rischio di incappare nella noia generale, potrebbe portare coloro che non sono particolarmente avvezzi a questo tipologia di videogiochi al distacco. Tutto ciò condanna questo RTK14 ad ruolo di gioco di nicchia, dedicato a una specifica schiera di appassionati del genere e del periodo storico che riusciranno ad apprezzare un gameplay solido e piuttosto articolato, mentre gli altri utenti sono invitati a guardare altrove.

6
Romance of the three Kingdoms XVI è un strategico a turni vecchio stampo, che non si sforza di trasformarsi per piacere ai più, bensì persevera nella sua essenza per continuare a proporre un gameplay ormai anacronistico, sicuramente di nicchia. Una struttura strategica complessa e articolata, un gameplay che non fa sconti a nessuno, l’assenza di ogni forma di multiplayer e un comparto tecnico lontano dallo stato dell’arte chiudono il quadro di questo RTK14.