Recensione Rebel Cops

E' finalmente arrivato il seguito di This is the Police

Recensione Rebel Cops
di Andrea Casetti

 

Gli appassionati del genere riconosceranno nel nome degli sviluppatori, Weappy Studio, gli autori di una serie di discreto successo, This is the Police e il suo sequel, titoli capaci di intrattenere e convincere.

Oggi accogliamo Rebel Cops, una sorta di spin-off della serie, il quale abbandona la parte strategica che ha caratterizzato i titoli precedenti per concentrarsi invece sul gameplay.

Il gioco racconta a mezzo di testi opportunamente tradotti in italiano delle vicende della città di Ripton nel lontano autunno 1994, quando il boss della malavita Viktor Zuev raggiunge l’apice del suo strapotere terrorizzando la cittadinanza intera, avendo sotto il suo controllo ogni attività privata e pubblica della città, incluse le forze dell’ordine.

Sembra il classico incipit volto a introdurre l’ingresso del più classico dei supereroi, invece ad ambire a salvare le sorti della cittadinanza ci penserà un manipolo di poliziotti ribelli che si pongono l’obiettivo di catturare il boss.

La storia, a dirla tutta, non appassiona e si staglia su un livello di coinvolgimento piuttosto basso, ma fa il suo dovere nell’accompagnare l’evoluzione delle missioni.

Le ambientazioni cittadine sono maggiormente riuscite

Evoluzione dei personaggi

Al contrario della serie This is the Police, qui non dovrete preoccuparvi di tutto ciò che riguarda la gestione della base, tanto meno del reclutamento delle nuove leve. In Rebel Cops dovrete solo selezionare fino a 6 combattenti e quindi buttarli nella mischia.

Completare le missioni vi permetterà di accumulare esperienza e quindi sviluppare le capacità di ciascun membro, tra cui velocità, forza e mira, le quali progrediranno fino al raggiungimento del valore massimo, a cui corrisponderà un livellamento di tutti i personaggi: purtroppo non esistono classi, tanto meno specifiche capacità tali da privilegiare la selezione di un ribelle rispetto agli altri, se non la stanchezza accumulata, altro parametro da tenere sotto controllo per evitare di non essere penalizzati durante l’azione. 

Approccio furtivo?

Il gioco consiste in una serie di missioni principali e di incarichi secondari che consentono di guadagnare reputazione e soldi extra, utili per acquistare altri elementi dell’equipaggiamento.

Nell’affrontare le missioni dovrete districarvi nel più classico degli strategici a turni, con un determinato numero di azioni e l’associata probabilità di completamento degli attacchi.

A voi spetterà la decisione di quale approccio scegliere per portare a termine le missioni, tra quello furtivo, tentando di sgattaiolare alle spalle del nemico per poi stordirlo con gadget innocui come teaser o manganelli e quindi ammanettarlo.

L’altra opzione rimane quella di affrontare alla garibaldina i nemici con le classiche armi da fuoco, ricordandovi tuttavia che in questo titolo è sufficiente un solo proiettile per abbattere un nemico o un commilitone, senza dimenticare che i corpi senza vita dei nemici potranno facilmente far scattare l’allarme se scovati da qualcuno, mentre i nemici ammanettati scompariranno curiosamente, evitando ogni rischio di essere scovati.

Se a tutto ciò aggiungiamo che stare al riparo potrebbe non essere sufficiente, in quanto potrete essere inspiegabilmente colpiti dal fuoco nemico, si capisce come l’approccio raccomandato si riveli essere quello stealth. 

Il punto interrogativo indica che il nemico è in stato d'allerta

Gameplay discreto

In estrema sintesi il gioco si rivela discreto per gameplay e strategia, anche se va detto che l’AI dei nemici a volte si rivela piuttosto bizzarra e irrazionale, evidente nei movimenti delle truppe nemiche e nella loro incapacità di compiere azioni semplici come uscire da una stanza.

Le missioni, dal canto loro, si mostrano ben congeniate, anche se di tanto in tanto si rivelano eccessivamente lunghe (oltre un’ora), il che se abbinato al numero limitato di salvataggi disponibili (che dipendono dal livello di difficoltà selezionato) e ad eventuali sorprese che cambiano l’equilibrio strategico dello scontro (come l’arrivo improvviso di rinforzi nemici a bordo di un furgone), fa capire di come il tutto possa rendere l’esperienza di gioco decisamente poco equilibrata e frustrante.

Dal punto di vista tecnico il gioco appare bello a vedersi e ben caratterizzato con ambienti cittadini e rurali, ma ben presto si noterà un eccessivo uso di pochi modelli e delle poche textures. Il comparto sonoro, dal canto suo, fa il suo dovere accompagnando a dovere sia le fasi concitate, sia quelle più ragionate.

6.5
Rebel Cops è un discreto strategico a turni che fa del gameplay il punto di forza, forte di una struttura collaudata ma non innovativa, unita alla possibilità di scegliere tra un approccio furtivo piuttosto che il solito sparatutto. Alcuni difetti di forma che impediscono di apprezzarlo appieno e una difficoltà eccessiva che si palesa nelle missioni più lunghe sono ulteriori punti a sfavore, mentre la grafica fa il suo dovere senza sorprendere e il sonoro si rivela capace di accompagnare ogni fasi delle vostre partite.