Recensione Pets 2 - Vita da Animali

Tornano i nostri animali domestici preferiti!

Recensione Pets 2 - Vita da Animali
di Roberto Vicario

Pets, uscito nel 2016 e presentato in anteprima al Festival del Cinema di Venezia, ha offerto delle risposte simpatiche e intrattenenti su una domanda che molto spesso è rimbalzata nella nostra testa:”cosa fanno i nostri animali quando si trovano a casa da soli?”.

Su questo quesito, tanto semplice quanto misterioso, i ragazzi di Illumination ci hanno costruito sopra una storia in grado di valorizzare personaggi perfettamente caratterizzati. L’ansiogeno cagnolino Max; la piccola ma tosta Gidget; il folle Nevosetto e tanti altri.

Proprio i tre citati, sono le figure chiave di questo seguito. Pets 2 segue una strada leggermente differente da quella del primo, e in termini di pura struttura narrativa assomiglia molto di più a quel Cattivissimo Me 3, che è piaciuto ma non ha esaltato.

Il regista Chris Renud e lo sceneggiatore Brian Lynch hanno infatti optato per una narrazione più frammentata, in cui tre storie separate viaggiano inizialmente su differenti binari, per poi convogliare tutte e tre in un finale condiviso (in maniera un po’ ardita, a dire il vero) facilmente preventibabile.

La frammentazione ha quindi spinto la storia a trasformarsi in una serie di gag che, giocando ancora una volta sugli stereotipi e i luoghi comuni degli animali domestici, riescono a divertire e far sorridere lo spettatore. A pagarne le conseguenze, tuttavia, è l’evoluzione dei personaggi e uno spessore narrativo che manca completamente l’obiettivo, trasformando Pets 2 in un prodotto piuttosto banale sotto questo aspetto.

Eppure, a ben guardare, di elementi da poter sviluppare ce ne sarebbero in abbondanza. La storia di Max, ad  esempio, è sulla carta molto intrigante; accettata la presenza di Duke (il secondo cane che porta a casa la sua padrona), Max dovrà affrontare altre due grandi sfide: il fidanzato della sua padrona, e il figlio che nasce dal loro amore, Liam. In parallelo Gidget si troverà immischiata in una storia che contempla “pericolosi” gatti domestici e un giochino che Max le chiede di custodire. Infine, la storia che tra le tre porta via più screen time, quella di Capitan Nevosetto (sì, si è messo in testa di essere un supereroe) che si troverà a dover salvare un esemplare di Tigre Bianca da un circo.Tre storie diverse che, come dicevamo, troveranno un minimo comune denominatore.

Purtroppo, il film mostra due lati della stessa medaglia. Da una parte troviamo gag sempre molto divertenti, ben ritmate e in grado di giocare - come dicevamo - su stereotipi e luoghi comuni. Di contro, il film non riesce mai ad approfondire realmente un argomento specifico; la storia più interessante, quella di Max, è piuttosto sacrificata rispetto a quella di Nevosetto, e questo rende un po’ meno efficace tutto il comparto narrativo.Inoltre, il target di questo film - a parte qualche sporadica citazione - è tarato in maniera piuttosto palese verso il basso.

Al netto di questo, Pets 2 è un film che farà felicissimi i bambini, proprio perché gran parte delle gag sono pensate per loro, e la stessa frammentazione narrativa più volte accennata all’interno di questa recensione, lascia presupporre che lo scopo di regista e sceneggiatore, fosse quello del kids movie sin dall’inizio.

3/5
Simpatico e divertente, soprattutto se al cinema porterete i vostri figli, cuginetti o fratellini. Purotroppo la narrativa estremamente frammentata e una comicità che guarda con decisione verso il pubblico più giovane, rendono Pets 2 meno graffiante rispetto al predecessore. Un peccato, anche perché la storia di Max avrebbe meritato di essere approfondita maggiormente.