Recensione Ori and the will of the Wisps

Un nuovo, poetico, titolo da parte dei Moon Studio!

di Roberto Vicario

Era il non troppo lontano 2015 quando Microsoft mise a segno un vero e proprio colpo d a novanta, accaparrandosi quel Ori and The Blind Forest che, ancora oggi, è probabilmente uno dei migliori titoli della line up della casa di Redmond (nonostante l’approdo su altre console). 

Moon Studio torna con un seguito che raccoglie l’eredità del suo predecessore, facendo tesoro dei suoi limiti e sbocciando in un prodotto a tutti gli effetti migliore del predecessore. Ma andiamo con calma. 

RITORNO NELLA FORESTA

Per coloro che hanno avuto modo di giocare il predecessore Ori and the Blind Forest, sin dalle prime battute, pad alla mano, sarà come tornare a respirare l’aria di un luogo magico, quasi onirico. Una foresta che abbraccia diversi approcci stilistici e visivi, raccontandoci una storia che ancora una volta è in grado di raccontarci una storia che scioglie il cuore, attraverso immagini allo stato dell’arte.

Sotto questo aspetto, quello puramente visivo, il titolo di Moon Studio è un ulteriore passo di avanti per quel che riguarda la complessità visiva del progetto. Una complessità che ricorda molto da vicino la cara vecchia foresta di Nibel, ma qui esaltata all’ennesima potenza sia per varietà che per vastità (più del doppio rispetto al primo gioco). 

In questa variegata qualità visiva, trovano infatti spazio scorsi poetici, in cui il verde rigoglioso e carico di mistero, si alterna a distese di placido bianco nevoso o calda sabbia. La varietà proposta dai ragazzi di Moon Studio è la certificazione assoluta della maturazione raggiunta dal team. 

Ad avvalorare ulteriormente la qualità di questo gioco, ci pensa un comparto visivo che su Xbox One X risplende come non mai. Grazie a tutta una serie di effetti luminosi e particellari - esaltati dall’HDR - la qualità visiva del gioco è a tratti davvero encomiabile, vicinissima ad un prodotto di animazione di alto livello. 

A questo si aggiungono i modelli dei personaggi di Ori, Naru e Gumo (amabili ritorni dal primo capitolo) e della new entry Ku.  Si tratta di una piccola gufetta nata con una malformazione alle ali che non le permette di volare. Come ci viene raccontato nel prologo, grazie ad una piuma speciale, la piccola Ku prova l’ebrezza del volo, ma a causa di una tempesta cade all’interno di una terra lontana dall’amata foresta. Toccherà ad Ori ricongiungersi con la gufetta e tornare a casa. 

La storia è ancora una volta racconta con delicatezza e una dolcezza assoluta, una mossa che riesce persino a far commuovere il giocatore in più di un’occasione. Anche in questo senso è palese la marcia in più che il team di sviluppo ha inserito all’interno di questo seguito.

UN VERO SEQUEL

Se fino ad ora vi abbiamo raccontato di quelli che sono stati i miglioramenti a livello tecnico del gioco, grandi passi avanti sono stati fatti anche a livello di gameplay. L’anima del gioco rimane ancora una volta il platforming 2D, incastonato all’interno di una progressione in pieno stile Metroidvania. In un sistema che ricalca molto da vicino quello visto nel precedente episodio, si fanno largo tutta una serie di accorgimento che rendono Ori and the Will of the Wisps un vero e proprio sequel, che si basa principalmente su alcuni aspetti che la community aveva evidenziato come fragili. 

Parliamo ad esempio del sistema di salvataggio, non più relegato alla sfere di energia ma ora automatico e più permissivo nei confronti dei giocatori, con un sistema di salvataggio automatico piuttosto frequente. Oppure possiamo citare un combat system completamente rivisto e migliorato, che non fa più affidamento sull’”efficacissimo” raggio di luce, ma conta tutta una serie di armi a lungo e corto raggio che possono essere equipaggiate - per un massimo di tre alla volta nei tasti X, B e Y - per rendere più varie e profondo lo scontro con i nemici. Nemici che, per l’appunto, offrono una sfida davvero intrigante e impegnativa e che i alcuni casi vi chiederanno anche di studiare con assoluta precisione i loro pattern di attacco. 

A questa novità si aggiunge un sistema di progressione del personaggio che ricorda molto da vicino quello di The Blind Forest (nuove abilità che sbloccano luoghi precedentemente inaccessibili sulla mappa) arricchito però da una serie di Perks che potremo equipaggiare (e durante il gioco anche migliorare) e che miglioreranno alcune delle abilità di Ori. 

Fate però molta attenzione, nascosto dietro questa patina onirica si nasconde un gioco che in più di un'occasione ci ha riservato una sfida davvero impegnativa sia per quanto riguarda le battaglie con alcuni boss (uno in particolare), quanto per alcune sezioni platform che richiedono davvero una precisione millimetrica e un margine di errore praticamente nullo. Forse questa è davvero l’unica sbavatura di questo Ori, alcuni picchi di difficoltà che nell’economia di una difficoltà nella media, sembrano davvero stonare (ovviamente parliamo del livello di difficoltà normal).

Inoltre, in attesa della già confermata patch del day one, il gioco soffre di alcuni momento di stuttering e di piccoli glitch che, almeno nel nostro caso, non hanno impatto in maniera esagerata sull’esperenzia. 

Ah, quasi ci dimenticavamo. All’insegna del “bigger and better” che questo secondo capitolo della serie sembra voler dimostrare con prepotenza, c’è anche un comparto sonoro che offre musiche davvero ispirate e in grado di rendere ancora più esaltati ed emozionanti le immagini su schermo. Insomma, Ori and the Will of the Wisps è un gioco super promosso. Non fatevelo scappare.

9
Ori and the Will of the Wisps è un titolo assolutamente clamoroso. Un prodotto che nasce dalle gloriose ceneri del predecessore, migliorando in tutto e per tutto quelli che era stato segnalato come fragile, a partire dal combat system e dal sistema di salvataggio. Si poteva fare meglio? Forse sì, a partire da un sistema di difficoltà con picchi davvero troppo elevati, ma nel complesso ci troviamo davanti ad uno tra i migliori titoli per Xbox One. Fatelo vostro, non ve ne pentirete.