Recensione Non succede ma se succede

Quando la politica riesce a non prendersi troppo sul serio

Recensione Non succede ma se succede
di Livio Ricciardelli

Film sulla politica se ne sono fatti a bizzeffe in America. Sopratutto commedie. Film capaci di strizzare l'occhiolino al pubblico, invitato a scorgere riferimenti e trame del presente. Ma anche ultradidascalici (come "Le idi di Marzo") finalizzati a far comprendere anche alla signora Maria il funzionamento della politica. Su questo canovaccio possiamo inserire "Non succede, ma se succede...", in cui si analizza la storia d'amore tra il Segretario di Stato Usa (Charlize Therone) ed uno scapestrato giornalista che svolge il ruolo di ghostwriter (Set Rogen).

Ma il film vuole essere volutamente scorretto e demenziale sin dalle prime battute.Per esempio: il cronista Fred si ritrova in un raduno suprematista per scrivere un reportage, e si salva solo all'ultimo dal rischio di trovarsi una svastica tatuata sul braccio. Mentre il Presidente Usa è un ex attore di tv che non vuole candidarsi per il secondo mandato perché aspira...a fare il salto al cinema.

Un casuale incontro tra i due protagonisti porta all'instaurarsi di una relazione, scatenata da un piccolo trauma giovanile che vedeva i due personaggi conoscersi ed inseguirsi sin dai tempi della scuola. In tutto questo c'è un tour del mondo, un giro tra feste esclusive e meeting internazionali in cui i due si prendono una cotta e ne approfittano per proporci grandi riferimenti alla politica ed alla cultura americana contemporanea: i giochi di parole tra God e GOP (il partito di cui fa parte il sodale del protagonista) è dunque soltanto uno dei pochi scketch in cui non regna (volutamente) il politicamente corretto.

Ed in cui se la delegazione Usa scende dall'aereo ad Hanoi il protagonista chiede "scusa per quello che vi abbiamo fatto". Per non parlare poi dei riferimenti di tipo sessuale, che in certi casi risultano essere addirittura poco gradevoli, brillanti ed in certi casi addirittura più catalogabili nel sottogenere demenziale. Insomma, un film per l'astro comico-umoristico di Rogen e con Charlize Theron produttrice e bellissima quarta carica dello stato Usa. Che bella la politica al cinema che non fa la morale e scherza su se stessa.

3/5
Torna la commedia "scorretta" americana. Piena zeppi di "intrighi" politici. Questa volta si parla di Charliez Theron - Segretario di Stato, che intrattiene una controversa relazione col suo collaboratore nerd Seth Rogen.