Gamesurf

Recensione Nioh 2

Il ruggito degli yōkai

di Simone Rampazzi

Nioh è stato uno dei soulslike che più di tutti, non ce ne vogliano i Dark Souls, è riuscito a catturare l’attenzione di un pubblico variegato grazie alla sua ambientazione. Nel 2017 la storia di William ci ha tenuto compagnia per diverso tempo, raccontandoci in chiave esoterica, con parti originali e parti inventate, uno dei periodi importanti del Giappone feudale: l’epoca Sengoku.

A due anni di distanza, il team Koei Tecmo è tornano a far ruggire gli yōkai con più forza, inasprendo i campi di battaglia a suon di demoni sempre più complessi da sconfiggere, accompagnati chiaramente da boss fight costruite ad hoc per dare fondo a ogni nostra convinzione scientifica o religiosa.

Cosa dobbiamo aspettarci dal secondo capitolo di Nioh?

IL “MORE OF THE SAME” CHE CI PIACE

Detto così può sembrare brutto, ma a tutti gli effetti Nioh 2 è essenzialmente un “more of the same” del primo capitolo omonimo. La formula che diede i natali alle avventure di William si è rivelata perfetta sin dagli esordi, dato che inseriva un buon numero di soluzioni perfette per il genere accompagnandole con un articolato sistema di crafting, affinità e molto altro ancora.

Gli autori del gioco devono aver comunque capito che si poteva aggiustare il tiro in corsa, motivo che probabilmente li ha spinti a rendere ancora più variegato l’approccio aggiungendo due caratteristiche che, seppur piccole, sono riuscite a migliorare il secondo capitolo del gioco: forma yōkai e skill-tree del personaggio principale.

Ma andiamo con ordine. Nioh 2 è a tutti gli effetti un prequel del primo capitolo, giacché ci catapulta sempre nel Giappone feudale a metà del 1500, periodo che viene ricordato per l’ascesa al potere di Oda Nobunaga durante il periodo di conflitti più famosi della storia. Il nostro alter ego è un mercenario cacciatore di yōkai, completamente personalizzabile nell’aspetto o nel sesso tramite un editor abbastanza variegato, e sarà coinvolto nella vicenda insieme a questi grandi protagonisti della storia in una sequela di battaglie senza quartiere, dove a sfangarla saranno più che altro i nostri nervi alla fine di ogni missione.

Sebbene per ragioni di trama non ci sentiamo nella posizione di rivelarvi nulla, sappiate che la vicenda che andrete a vivere seguendo la narrazione del gioco vi porterà a conoscere ulteriori dettagli del periodo, fusi abilmente con una storia parallela pronta a far scendere in campo demoni appartenenti al folklore giapponese, accompagnati nel bisogno da personaggio inventati utili a far sviluppare l’intera vicenda nel modo giusto.

Come visto nel precedente capitolo, anche Nioh 2 mantiene la campagna suddivisa tra missioni principali e secondarie, inserendo chiaramente tutta la parte dedicata al Dojo e alle Missioni Crepuscolo. A differenza del passato, però, il nostro alter ego digitale ha la possibilità di accedere a uno skill-tree dedicato per ogni arma, una sorta di modello aureo che cerca di personalizzare a fondo l’esperienza adattandola allo stile univoco di ogni giocatore.

In Nioh 2 potremo insomma migliorare solo quello che ci aggrada, suddividendo in modo più articolato le diverse abilità disponibili a seconda della “stance” (posizione dell’arma), accompagnate anche da ottime statistiche passive pronte a migliorare il consumo del nostro Ki. Proprio in questo frangente, ricordatevi che Nioh 2 è diventato molto più ostico del suo predecessore, motivo per cui vi consigliamo caldamente di imparare a menadito non solo il moveset dedicato a ogni nemico, ma anche il ritmo giusto per ripristinare il Ki nel minor tempo possibile.

A vincere, come sempre, non è la forza bruta, ma la strategia impiegata in ogni scontro, anche quello più sottovalutato.

DARE FORMA AI DEMONI

Abbiamo parlato di una delle novità legate al gameplay, ma forse il piatto più succulento riguarda la trasformazione in yōkai, unica caratteristica che contraddistingue William da qualsiasi personaggio vi creiate nel nuovo titolo. Le origini del protagonista sono infatti oscure, poiché nel proprio sangue circola anche del sangue yōkai in grado di farlo trasformare in uno di quei mostri, mantenendo però ancora intatta la capacità di raziocinio.

Grazie a questo rapporto bilaterale, quest’ultimo si rivela anche in grado di armonizzare le anime degli yōkai sconfitti, acquistando parte delle loro abilità per trasformarle in potenti attacchi da effettuare nel momento del bisogno. Nell’interfaccia di gioco, infatti, troverete una terza barra sotto vita e stamina che potrà essere riempita attaccando i nostri avversari durante il corso della missione (esistono anche gli oggetti chiaramente, ma il mondo più economico resta quello).

Alcune anime sono più potenti di altre, ed è interessante notare come gli sviluppatori abbiano deciso di dedicare particolare attenzione a questo aspetto, così da permettere ai giocatori di creare nuove e interessanti build con cui affrontare le diverse sfide proposte dal gioco.

 

9
Nioh 2 si rivela il degno successore del primo capitolo uscito nel 2017, un’occasione preziosa che ci fa comprendere meglio la profonda cura e attenzione che gli sviluppatori hanno impiegato per confezionarlo. Sebbene possa trattarsi di un reskin del primo capitolo, Nioh 2 aggiunge interessanti elementi alla formula così da renderla non solo più accattivante, ma anche più personalizzabile dall’utente finale. Cosa si può chiedere di più?