Recensione Mafia II Definitive Edition

Ecco il primo titolo della rimasterizzazione della trilogia di Mafia

Recensione Mafia II Definitive Edition
di Simone Rampazzi

Il tempo e i videogiochi ci hanno abituato a guardare avanti senza dimenticare il passato. Questa regola non scritta può essere applicata in quasi tutte le occasioni, sebbene oggi decidiamo di sfruttarla per prendere in esame la nuova edizione definitiva di Mafia II, uno dei diversi emuli di GTA che nel 2010 fece scalpore grazie a una bella storia accompagnata da personaggi piuttosto carismatici.

Per non dimenticarci di questo passato, 2K Games ha deciso di riportare in auge questo brand di successo, lasciando intendere che sarà presto disponibile nei negozi una collezione dei tre capitoli che compongono il franchise, una trilogia stile cofanetto cinematografico che permetterà oggi di rivivere le avventure di Tommy Angelo, Vito Scaletta e Lincoln Clay.

In questo articolo in particolare ci confronteremo con l’edizione definitiva di Mafia II, testata per l’occasione su PC ricordandovi comunque che uscirà anche per Xbox One e PlayStation 4.

PIZZA, MAFIA E MANDOLINO

Gli stereotipi non fanno sempre piacere ma in questo caso, facendo attenzione a non generalizzare, dobbiamo purtroppo considerare che storicamente gli italiani all’estero vengono riconosciuti per queste “caratteristiche” (senza dimenticarci della pasta). Nel mondo virtuale immaginato da 2K questo aspetto serve giusto da contorno al fine di creare una storia avvincente, uno spaccato che riprende le fasi del primo dopoguerra, quando molti italiani immigravano all’estero in cerca di fortuna.

Più precisamente, questa storia parla di Vito Scaletta e di come lui, dopo aver partecipato alla Seconda Guerra Mondiale, fa ritorno ad Empire Bay senza sogni nel cassetto, trovandosi addirittura un debito del padre morto nei confronti di uno strozzino. Il duro lavoro non permette di fare tanti soldi in pochissimo tempo, ed è qui che entra in gioco Joe Barbaro, una vecchia conoscenza di Vito che riesce a inserirlo nel mondo della delinquenza, facendogli poi fare strada verso una delle famiglie mafiose più influenti della città.

Lo stile di gioco della produzione, come descritto nel prologo, segue le regole dei free roaming in terza persona ma preferisce restare ben ancorato alle proprie origini, proponendo un filo narrativo con missioni ben precise da svolgere che partono dal punto A per arrivare al B. Dimenticatevi quindi tutto quello che può essere etichettato come secondario, poiché Mafia II accantona il concetto di free roaming permettendo giusto la possibilità di modificare l’estetica della nostra auto e gli indumenti che indossiamo.

Per il resto si corre su un treno a tutta velocità, non ci sono scelte morali o bivi emozionali da prendere per personalizzare la storia del nostro alter ego del momento, decidendo al contrario di “subire” le scelte proposte dagli sviluppatori, un racconto paragonabile a una pellicola mandata in onda nelle sale cinematografiche. Attenzione, certo questa non deve essere vista come una critica al prodotto o al metodo, nel senso stretto del termine, ma più un discorso a tutto tondo capace in qualche modo di farci fare i conti con il passato, quando le tecnologie ci permettevano soltanto di vivere una storia senza decidere il come.

A tutto questo va aggiunto un gunplay intelligente se visto con gli occhi dell’epoca, intervallato dai soliti avanzamenti in aree aperte o chiuse dove è possibile sfruttare un sistema di copertura. Certo il sistema scelto per far fronte a determinate situazioni lascia emergere una serie di difetti già riscontrati all’epoca, se non altro si avverte una certa legnosità nel dover prendere la mira agilmente ogni volta che effettueremo un passaggio da una copertura all’altra.

Per dire, parte delle stesse difficoltà la si avverte anche nelle sessioni di combattimento corpo a corpo, dove si rivela fondamentale tenere la telecamera rivolta sempre sul nostro profilo al fine di essere certi di colpire il nostro avversario. Bisogna comunque sottolineare che al tempo anche il sistema di guida si comportava piuttosto bene, grazie a un sistema di accelerazione concreto che teneva conto anche della distruttibilità dei veicoli, molto più realistica di qualche concorrente di settore.

PERCHE’ È BENE CHIAMARLA REMASTERED

Ci siamo spesso battuti, facendo una particolare menzione per il sottoscritto, sulla differenza tra remastered e remake e su come soprattutto la prima può rivelarsi purtroppo deleteria se lavorata con sufficienza. Gli screenshot mostrati sul primo capitolo della trilogia lasciano ben sperare su un lavoro che superi, almeno concettualmente, la remastered per definizione, ma purtroppo lo stesso non può dirsi per Mafia II, che sembra invece voler venir fuori come il semplice compito a casa.

I vari titoli che passano dalla old gen, alla nuova, mettono in mostra tutto il loro comparto tecnico giocando su un cambio della risoluzione, spesso accompagnato da un “lavaggio a secco” delle texture con il fine di renderle migliori sotto tutti i punti di vista. Empire Bay appare con una luce tutta nuova in questa edizione definitiva, la rimessa a nuovo delle texture la si nota dalla cura con cui sono stati rivisti gli edifici e le strade, finanche l’illuminazione se vogliamo, che adesso rende più convincente ciò che dieci anni fa ci sembrava già piuttosto reale.

Anche i modelli poligonali dei personaggi sono stati perfezionati in questa edizione, sebbene faccia dispiacere notare che non sia stata effettuata alcuna modifica sui modelli dedicati ai personaggi secondari del gioco, che soffrono ancora oggi di un continuo riciclo di poche varianti. Alcuni volti sembrano essere rimasti nella old gen, ma stendiamo un velo pietoso, mentre in alcuni casi certe cutscene lasciano emergere dei difetti piuttosto vistosi, che faranno tornare i tempi di Big Jim ai lettori più navigati.

Gli effetti particellari restano piuttosto realistici, un piacere soprattutto se associato anche alla possibilità di godersi il gioco in Full-HD a 60 frame per secondo, un aspetto importante specialmente quando ricordiamo che la versione base, uscita ormai dodici anni or sono, soffriva proprio di fenomeni spiacevoli sulla stabilità del framerate. Comparto audio intrigante, con una buona colonna sonora che si affianca anche a un doppiaggio convincente in lingua nostrana che però, giusto ogni tanto, va fuori-Sync.

Ovviamente in questo pacchetto sono compresi tutti i DLC usciti per il gioco, rappresentati dalle avventure secondarie che sarà possibile vivere, come capitoli indipendenti, nell’apposito menu degli extra selezionabile all’inizio del gioco (nello specifico si tratta di Joe’s Adventures, Betrayal of Jimmy e Jimmy’s Vendetta).

7.5
Alla fine della fiera, questa edizione definitiva di Mafia II finisce per accontentare il pubblico solo a metà, complice tutta la serie di motivi enunciati in sede di recensione. Le avventure di Vito Scaletta mantengono il loro pathos, raccontandoci un periodo di storia romanzato a dovere con la giusta mentalità, ma allo stesso tempo mantengono una legnosità nel gameplay che oggi potrebbe far fatica ad emergere con i giusti riconoscimenti. Ci sarebbe piaciuto un remake vero e proprio? Certamente sì, ma la speranza è l’ultima a morire, dato che siamo in attesa di informazioni più dettagliate sul primo capitolo della saga.