Recensione Final Fantasy VII remake:

Tradizione o tradimento?

Recensione Final Fantasy VII remake:
di Fabio Fundoni

Lo abbiamo aspettato tanto, lo abbiamo desiderato ancor di più e finalmente è arrivato. Final Fantasy 7 Remake è qui, nelle nostre mani. O meglio nella nostra PlayStation 4 e ad essere sinceri, anche la console non vedeva l’ora di far girare uno dei titoli più attesi di sempre. D’altro canto abbiamo avuto occasione di provare il primissimo capitolo del gioco a praticamente ogni fiera del settore e la nostra attesa era già spasmodica nel 2015, data d’annuncio dell’esistenza del gioco. Ora, ci rendiamo conto che molti di voi potrebbero appartenere a una generazione che non ha giocato con la primissima PlayStation, ma non conoscere Final Fantasy 7 dovrebbe essere considerato un crimine da pena capitale. In fondo stiamo solo parlando del gioco di ruolo giapponese più celebre di sempre, quello che ha sdoganato l’utilizzo della tecnologia a tre dimensioni per questa tipologia di videogame. Attenzione: non vogliamo addentrarci nel ginepraio del discorso sul decidere quale sia il JRPG più bello in assoluto, ma sarebbe da stupidi non ammettere che FF7 ha davvero segnato un’epoca e rappresentato un punto altissimo per quanto riguarda l’industria ludica. Cloud, Sephiroth, Tifa e via dicendo sono personaggi che hanno saputo ritagliarsi un posto importantissimo nel cuore e nella mente di tutti gli appassionati, che per anni e anni hanno chiesto a gran voce di rivedere i loro beniamini su console di nuova generazione. E finalmente eccoci qui.

Square Enix non ne ha mai fatto un mistero: questo nuovo Final Fantasy 7 non è una semplice riedizione del titolo originale, ma un vero e proprio remake, come d’altro canto sottolinea il titolo stesso. Da qualche giorno, appunto, FF7 Remake è a nostra disposizione, ma sarebbe folle fare una corsa alla recensione e limitarsi a dare un voto per necessità editoriali. In tutta onestà preferiamo trasmettervi la nostre sensazioni sui primi capitoli e risentirci su queste pagine tra qualche giorno per un giudizio definitivo. Nel mentre, contiamo di vedervi sul nostro canale Twitch per qualche succosa diretta.

Ma torniamo a noi e passiamo subito al primissimo impatto col gioco, che ci getta, come in originale, durante l’attacco terroristico del gruppo Avalache dentro un reattore della Shinra, un'azienda potentissima dedita alla raccolta e allo sfruttamento del Mako, l’energia vitale del pianeta che permette a chi la possiede di utilizzarla per molteplici motivi, tutti destinati a permettere all’umanità di vivere nel lusso e nella completa comodità. Ma il mako non è una energia infinita e il pianeta sta morendo pian piano, privato della sua linfa vitale per l’egoismo umano o, quantomeno, di tutti gli umani così fortunati da vivere nella zona ricca della città di Midgard. Il team Avalanche ha deciso che il pianeta va salvato da questa condotta scellerata e si prepara a far saltare un reattore della Shinra, con l’aiuto di un suo misterioso ex soldato (o Soldier?) di nome Cloud. 

Come iniziava l’originale FF7, inizia il Remake. Dopo poco, però, è chiaro come molto sia totalmente differente rispetto al passato. La prima cosa a colpirci è, ovviamente, il nuovo impatto tecnico. La grafica è al top di questa generazione, con una realizzazione dei personaggi e delle ambientazioni che lascia a bocca aperta. Sembra davvero di giocare con un film in computer grafica e ogni particolare pare essere stato studiato a fondo. Quanto visto sino a ora non ha dato il minimo dubbio riguardo all’ottimo lavoro fatto con la grafica. Frame rate stabilissimo, fluidità pressoché perfetta e realizzazione ad altissimi livelli. Se proprio vogliamo cercare il microscopico pelo nell’uovo, per ora abbiamo visto solo ambienti limitati e una bassa interazione con gli elementi a schermo (tolto qualche cassa da distruggere). Mentre i nostri occhi si sono fatti affascinare dall’impianto grafico, le nostre orecchie hanno ben pensato di lasciarsi deliziare da una colonna sonora capace di mescolare i brani originali a nuove sonorità, ovviamente più “complete” grazie alle attuali tecnologie, ma sempre capaci di farci sognare e di cullarci in un'atmosfera oggi più che mai magica, anche grazie testi tutti in italiano e ottimi doppiaggi in lingua straniera su cui troneggia quello in giapponese . Insomma, sono bastati pochi minuti di gioco per lasciarci a bocca aperta e, dopo una ventina di ore attaccati al pad, non possiamo che confermare la prima impressione.

Tra novità e tradizione

Fugati i dubbi riguardo alla realizzazione tecnica, rimangono due importanti elementi da analizzare: la trama e il gameplay. Come Square Enix ha ripetuto più volte, per entrambi i fattori torna prepotente il fatto che siamo davanti non a una remastered ma a un remake. Un gioco a tutti gli effetti nuovo. La trama di FF7 Remake prende il via da quella storia che tutti conosciamo, ma a quanto abbiamo potuto vedere sino a oggi, sceglie di prendersi diverse licenze e di andare a esaminare lati che in origine non erano stati sviluppati. Sappiamo che il gioco coprirà l’arco narrativo sviluppato nella città di Midgard e che in futuro usciranno altri capitoli di Final Fantasy 7 in cui esploreremo il resto della mappa che abbiamo imparato a conosce sulla prima PlayStation. Senza fare fastidiosi spoiler, possiamo dirvi che una volta terminato il primo episodio dentro il reattore della Shinra, ci siamo ritrovati a vivere una storia completamente nuova, ma non per questo lontana dai canoni di Final Fantasy. C’è decisamente una ricerca maggiore dello sviluppo dei personaggi, con un occhio di riguardo per la loro personalità e per i vari risvolti psicologici. I dialoghi (con rare scelte libere del giocatore) sono ben scritti e ci permettono di esplorare lati oscuri e mai affrontati di Cloud e compagni, restando perfettamente verosimili e compatibili con l’opera originale. Tutto questo in attesa di capire come si evolverà la trama, con Square Enix che promette colpi di scena capaci di meravigliare tutti noi.

Il gameplay, come ben sapevamo, cambia totalmente e lascia il classico stile dei giochi di ruolo nipponici a turni per abbracciare quello degli action in terza persona. Nelle fasi di esplorazione (più o meno guidate) ci troveremo ad affrontare gruppi di nemici che dovremo sconfiggere in compagnia dei nostri alleati. Potremo guidare un personaggio alla volta, mentre gli altri saranno gestiti dall’intelligenza artificiale (che per ora non ci ha deluso), con la possibilità di dare ordini a chi non staremo muovendo. Ogni protagonista ha a disposizione diversi attacchi, oltre a due barre da caricare a suon di colpi (dati o subiti). Una è dedicata alle mosse speciali, alle magie e all’utilizzo di oggetti, mentre l’altra è per le Limit, le “super mosse” capaci di cambiare il destino di un combattimento particolarmente complicato. Con l’ausilio dei dorsali del dualshock potremo rallentare il tempo di gioco e prenderci qualche secondo per ragionare e scegliere come sfruttare al meglio le nostre opzioni. La presenza di nemici assai variegati scoraggia fortemente dal giocare Final Fantasy 7 Remake lasciandosi andare alla pressione sconsiderata dei pulsanti (a meno che non vogliate giocare a livello facile, dove tutto o quasi è concesso). Si consiglia di imparare a conoscere i nemici per sfruttarne le debolezze: cambiare tattica potrebbe essere l’arma vincente anche contro gli avversari più duri. A vostro sostegno un elaborato sistema di crescita delle armi e le immancabili Materia, sfere ricolme di magia capaci, in base alla loro essenza, di farvi lanciare incantesimi tutti da scoprire e combinare. 

Insomma, ci siamo divertiti a combattere e va detto che tutto si muove a schermo con velocità e una fluidità che non lascia dubbi. Certo, se siete alla ricerca di un “classico” Final Fantasy, resterete interdetti. La presenza della modalità “Classica”, è stata la delusione più grossa. Non fatevi ingannare dal nome, perché di classico non c’è nulla. Attivandola i vostri personaggi combatteranno in automatico (con un abbassamento enorme del livello di difficoltà) e voi potrete, una volta riempite le basse di cui parlavamo poco sopra, decidere che mosse far compiere. Insomma, i personaggi combatteranno da soli e voi potrete dare qualche input se lo riterrete opportuno, ma non aspettatevi minimamente di poter giocare a turni come era in passato.

Insomma, tolto il passo falso della modalità Classica il primo impatto con Final Fantasy 7 Remake è stato davvero entusiasmante, basta essere consci che siamo davanti a un nuovo modo di vivere la storia di Cloud e compay. Aspettiamo di poterci giocare di più per poter dare un giudizio definitivo, sempre su queste pagine! 

Le nostre prime ore con le versione definitiva di Final Fantasy 7 Remake non hanno tradito le aspettative: Square Enix ha messo in campo tutte le qualità dei suoi uomini migliori per creare un gioco dal fortissimo impatto tecnico, ludico ed emotivo. Ovviamente i pochi giorni avuti a disposizione non ci permettono di dare un giudizio definitivo, ma siamo rimasti davvero a bocca aperta davanti alla grafica, al sonoro e al sistema di combattimento che, chiariamolo subito: è puramente action. La narrazione prende e piene mani dal titolo originale, ricalcandone lo stile, ma ampliandolo per una nuova regia col desiderio di esplorare un punto di vista completamente inedito. La grossa delusione? Il classic mode, che si rivela praticamente inutile. Adesso aspettiamo di sviscerare a pieno questo Final Fantasy 7 Remake, per darvi un giudizio completo e definitivo.
Riferimenti