Recensione Dreams: il videogioco nella sua forma più pura

Arriva finalmente nella sua versione finale il creatore di mondi made in Sony

di Francesco Delrio

Completato il suo periodo Early Access, Dreams, la nuova creatura di Media Molecule, ha raggiunto finalmente la sua completa maturazione e si presenta al grande pubblico in tutto il suo splendore. L’anno dedicato all’accesso anticipato ha permesso agli utenti di generare un’impressionante libreria di contenuti, una partecipazione attiva nello sviluppo di un videogioco come mai prima d’ora. Un qualcosa che ha del metanarrativo: si, perché Dreams altro non è che uno spazio dove chiunque può creare il proprio videogioco.

Un dev kit completo, che dallo sculpting passando per rigging fino alla composizione della propria musica, celebra l’accessibilità rendendo possibile, anche per i talenti meno avvantaggiati, di dare sfogo alla propria creatività. Occorre solo avere pazienza e imparare a domare le molteplici funzioni messe a disposizione, seguendo i tutorial amorevolmente confezionati dal team di sviluppo o dissezionando le creazioni degli altri utenti messe a disposizione per il grande database alla base di questa magnifica esperienza videoludica. Già solo per questo, Dreams merita un posto speciale nell’olimpo dei titoli più importanti mai concepiti. Nelle ultime interviste rilasciate, Kareem Ettouney, Art Director del vivacissimo studio di Guildford, ha più volte posto l’accento sul valore dell’atto di creare, della performance come forma di Arte in quanto tale.

Playstation 4 diventa così non solo strumento di ricezione del bello, ma di immissione del bello nel mondo, in questo caso digitale, come il Sogniverso di Dreams. Un valore aggiunto che potrebbe dare un’identità nuova ai sistemi di intrattenimento di casa Sony capaci di diventare una fucina di talenti diffusa in grado di dare spazio ad artisti emergenti, una scuderia indie su larga scala che rappresenterebbe un’iniezione di originalità in un’industria che si prepara a completare un moto rivoluzionario nell’immediato futuro. Che tra le scrivanie di Media Molecule serpeggi l’idea di rendere gli utenti liberi di confezionare, esportare e mettere in vendita le proprie creazioni (magari in esclusiva per il Playstation Network) dopotutto non è una novità e se Sony cogliesse questa opportunità, avrebbe un interessantissimo asso nella manica da utilizzare in questo nuovo mercato, non più deciso dalla console più potente, ma dal contenuto più ambito.
Nel mentre possiamo ammirare la meravigliosa opera fondata, in larghissima parte, sulla generazione di contenuti da parte dell’utenza, un esperimento che promette di dare frutti imprevisti nei prossimi anni, o per lo meno, così sono fermamente convinti i ragazzi di Media Molecule dopo aver visto nascere elementi e aver visto utilizzare i tools in modi che non avevano mai pensato prima.


La versione finale di Dreams porta con sé un breve story mode, I Sogni di Art, che altro non è che la summa di tutte le principali possibilità offerte da Dreams. Un’avventura che cambia continuamente forma lungo il paio di ore necessarie per terminarla e che danno un prezioso indizio sul potenziale di questo videogioco. La vera meraviglia arriva infatti da quella monumentale libreria di contenuti che continua la sua inarrestabile espansione. La condivisione delle creazioni ha dato vita a rapporti creativi e di contaminazione unici che hanno portato allo sviluppo di mille idee originali e di altrettante collaterali da loro influenzate. indreams.me, il sito complementare all’esperienza su console, è una piattaforma che permette di consultarle con facilità anche da desktop e di apprezzare ulteriormente la questo affresco che muta giorno dopo giorno forma, alimentato dall’operato dei giocatori.


Un affresco dipinto da mani che possono appartenere a una sola persona o a centomila, che sfida le logiche odierne dell’industria videoludica perché fa della sua singolarità, manifesto della democratizzazione degli strumenti di sviluppo. Se avrete modo di dedicare la giusta attenzione alle magie che riserva questo titolo, magari utilizzando i Playstation Move, periferica che oggi acquista tutto un altro valore, potrete muovervi con destrezza tra le categorie della sezione crea, dove gli asset sono classificati in comodi generi, a disposizione di chiunque voglia partecipare e familiarizzare molto più rapidamente con l’interfaccia semplificata degli editor. Un parco giochi dove character designer e level designer potrebbero essere lo stesso utente o membri di un team, uno spazio creativo senza precedenti che concede, a tutte le realtà del giocatore, un posto dal quale apprezzare quanto lontano è arrivato questo medium, che tu sia un creativo o che tu voglia semplicemente provare le creazioni altrui. Dreams è un’opera innovativa oltre ogni immaginazione, un titolo che segna uno spartiacque fondamentale nella storia dei videogiochi.

10
Impossibile da catalogare, Dreams è il titolo perfetto per chiudere un decennio di meravigliosi traguardi videoludici e iniziarne un’altro all’insegna dell’innovazione. Un mare di possibilità, un mare di divertimento, un traguardo senza precedenti per il medium che scuote le logiche dell’industria dalle fondamenta e promette di lasciare un segno nel futuro. Il concept alla sua base è coraggio condensato. Un titolo che merita assolutamente uno spazio nella vostra collezione.