Recensione Detective per caso

Non c'è niente che una buona indagine non possa risolvere

Recensione Detective per caso
di Aida Picone

Il 18 e il 19 marzo saranno due giorni unici per le sale dei cinema italiane; arriva un cast tutto speciale in una commedia gialla semplice, ma divertente.

Giulia e Piero sono due cugini, tanto uniti da considerarsi fratelli. La prima è una grande appassionata di gialli e ha un vero fiuto per le deduzioni. Il secondo è preciso, un po’ cinico e lavora nel negozio di ferramenta del padre. Tutto inizia a cambiare tra di loro quando Piero conosce Marta, una ragazza che è stata da poco licenziata dal San Salvador, una discoteca romana nella quale i due ragazzi con i loro amici si recano molto spesso. Durante una festa organizzata proprio in quella discoteca, Giulia e Piero litigano animatamente, ma come se non bastasse un rapinatore entra all’interno del locale per poter rubare il ricavato della serata. Quando il giorno dopo, il padre di Piero (interpretato da Lillo) non trova il ragazzo in casa, preoccupato lo cerca da Giulia. Zio e nipote, appresa la notizia della scomparsa del ragazzo, decidono di recarsi dalla polizia. Inizieranno, così, le indagini per cercare di scagionare Piero, ritenuto responsabile dalla polizia della rapina al locale. Non solo per le forze dell’ordine quindi si metteranno a lavoro, ma anche per Giulia e i suoi amici.

“Detective per caso”, opera prima di Giorgio Romano, nasce da un’idea di Daniela Alleruzzo, presidente de L’arte nel Cuore. Un’accademia che si occupa di formare attori professionisti disabili e normodotati, in uno studio integrativo che permetta ai ragazzi di riuscire ad apprendere gli uni dagli altri; facendo della diversità la propria forza. Un progetto dal budget veramente basso, ma che ha avuto la collaborazione di moltissimi volti noti. Gli attori, così come le fondazioni Allianz Umana Mente o Soul Movie Srl, hanno contribuito alla realizzazione finale di questo film completamente pro bono, dando così vita a un prodotto che possa essere in grado di sensibilizzare il pubblico in sala; ponendo una speranza nel fatto che possa essere visto anche nelle scuole.

Il ritmo della storia si muove bene tra le pause del giallo investigativo e quelle comiche della commedia più leggera, riuscendo a strappare un sorriso nei momenti più giusti, anche per merito del carattere di uno dei personaggi principali. Il montaggio sonoro gioca una bella partita all’interno dei tempi narrativi, giostrandosi tra giusti effetti della componente poliziottesca e quelli più teneri che riguardano gli attimi di relazione dei personaggi. Il tutto viene condito dall’atmosfera ambientale che i quartieri dell’Eur e della Garbatella riescono a conferire.

Gli attori professionisti che solcano per la prima volta il grande schermo, in un detective per caso, non parlando di disabilità, come siamo abituati a conoscerla, ma al contrario portano in scena una storia che mette in risalto il talento dei suoi protagonisti. Un film che ha come progetto quello di spostare quei confini mentali che la società ha insiti culturalmente, in quanto, mostrati nella loro completezza i personaggi di questa pellicola non risultano mai patetici, e gli attori che ne rivestono i panni sono perfettamente in grado di integrarsi con gli attori più noti e famosi del cast.

3/5
Un film che rappresenta il culmine di un progetto, realizzato in sole quattro settimane si fa portavoce della forza dei sogni e di quanto con lavoro e dedizione si riesca ad ottenere il risultato che si era sperato. Una storia che nella maniera più semplice diverte e intrattiene.