Recensione Darksiders Genesis

Il ritorno dei cavalieri in formato hack'n'slash

Recensione Darksiders Genesis
di Simone Rampazzi

Darksiders è stato uno dei giochi che, al tempo della sua uscita, presi istantaneamente in versione retail come collector’s edition, complice la presenza di un ghiotto artwork interamente realizzato da Joe Madureira.

Se ben ricordate il titolo fece parlare di sé positivamente, sia per quanto riguarda lo stile di gioco, a cavallo dell’onda degli stilemi alle spalle degli action in terza persona, sia per quanto riguarda la storia, capace di creare uno spaccato “eccitante” di un mondo dove angeli e demoni si danno battaglia, tutelati in qualche modo da un consiglio superiore dedito a portare l’equilibrio grazie ai suoi mandanti: i quattro cavalieri dell’apocalisse.

Il proseguo delle avventure personali di ognuno di loro è stato possibile seguirlo grazie ai vari capitoli della saga, ognuno dedicato alle imprese di Guerra, Morte e Furia. Mancava all’appello Conflitto, che nel caso odierno si appresta a occupare i nostri schermi cambiando però approccio videoludico, passando essenzialmente da un action in terza persona ad un action frenetico in visuale isometrica sviluppato dal piccolo team Airship Syndicate, fondato dal succitato Joe Madureira.

FUOCO E FIAMME

A differenza di quanto ci si potrebbe aspettare dal decorso sviluppato dalla storia del franchise, il capitolo Genesis viene proposto ai giocatori come un prequel distaccato dal filone principale ideato da Vigil Games, a tutti gli effetti uno spin-off dove i due cavalieri Guerra e Conflitto vengono chiamati dall’Arso Consiglio al fine di scoprire i piani diabolici di Lucifero.

Nel loro cammino incontreranno diverse personalità appartenenti al pantheon cristiano, compreso anche il buon Vulgrim che, al solito, accompagna le nostre imprese fornendoci materiali e miglioramenti utili a far aumentare il nostro potere. Sebbene non si tratti di una trama da kolossal cinematografico, l’avventura dei due fratelli Nephilim saprà intrattenervi con il giusto mordente, coadiuvato da un character design sempre sul pezzo, pronto come al solito a farvi innamorare delle creazioni di Madureira.

Dicevamo appunto che la strada degli action in terza persona è stata “accantonata” per proporre un titolo in visuale isometrica, una specie di twin stick shooter dove potremo utilizzare i due cavalieri sia in giocatore singolo, alternando i due, che in multigiocatore cooperativo e online. Abbiamo utilizzato la definizione di hack’n’slash per darvi una piccola indicazione sul generis, ma forse sarebbe opportuno un pelino sul vago, giacché il titolo non prevede alcuna tipologia di loot pronto a modificare o personalizzare il nostro armamentario.

Le uniche cose che andremo letteralmente a droppare saranno dei cristalli di energia, ovvero delle sorte di reliquiari che conterranno l’anima del demone ucciso, da incastonare in uno skill-tree apposito per ottenere un bonus ai tre parametri cardine dei nostri personaggi: vita, collera e potenza di attacco. Ogni slot possiede una duplice funzione: può accogliere qualsivoglia tipologia di cristallo al suo interno, ma a conti fatti possiede un attributo base di appartenenza, che potrà essere massimizzato grazie all’uso del cristallo corrispondente.

Un cristallo attacco potrà quindi aver maggior utilità nello slot apposito e per ognuno di questi, collezionabili seguendo il numero dei mostri presenti nel gioco, potrà essere livellato fino a un livello tre, a conti fatti una caratteristica ulteriore che aggiungerà altri bonus, o malus, al nostro alter ego.

Ognuno dei nostri alter ego ha delle capacità utili a distinguerli per le modalità di attacco, un mantra che ormai vediamo da tempo in moltissimi giochi che viene ideato, ad hoc, col fine di permettere a tutti di approcciare al gioco seguendo il proprio stile di gioco. Mentre da un lato Conflitto predilige uno stile a distanza grazie all’uso delle sue due pistole, Guerra al contrario muove i suoi pesanti passi facendo uso della propria spada, in una danza di morte che potrà impensierirvi alle alte difficoltà solo se prenderete il gioco troppo alla leggera.

Bisogna infatti considerare che i due, proseguendo con la trama, riescono a ottenere diversi poteri che li rendono a tutti gli effetti pericolosi anche nelle boss fight più concitate. Questo gioco ambivalente cerca di sostituire la classica acquisizione delle armi nei precedenti titoli del franchise, lasciando quindi al giocatore la possibilità di accedere a una configurazione di poteri intercambiabili in tempo reale grazie un menù pop up di facile consultazione.

All’atto pratico Conflitto cambia tipologie di proietti, mentre Guerra può incantare la propria spada per ottenere anch’esso dei bonus elementali attivi e passivi. Sinceramente abbiamo trovato questa tipologia di gameplay equilibrato e appagante, sebbene si riveli più avanti un po’ monco, insomma privo di quelle variabili utili a renderlo lievemente più articolato.

UN MONDO DA ESPLORARE

Le diverse ambientazioni che andremo a visitare nel corso del gioco regalano degli scenari variegati di ampio respiro, ognuno pronto a nascondere al proprio interno tutti quei piccoli collezionabili necessari per completare il gioco al 100%. Tra i nemici da sconfiggere si nascondono chiavi utili ad aprire porte nascoste piene di ricompense, oltre ai classici frammenti necessari per ampliare il nostro quantitativo di vita e collera sparsi per i diversi mondi di gioco. Durante le varie ricerche potete usufruire anche del vostro destriero, un’aggiunta stilistica che velocizzerà i vostri spostamenti tra un punto di interesse e l’altro.

È interessante notare come il level design risulti bilanciato e sviluppato anche un minimo sulla verticalità, una condizione necessaria e sufficiente per rendere un minimo più appetibile il fattore rigiocabilità. D’altronde, come potete immaginare, bisogna procedere nella trama fino ai livelli più avanzati per sbloccare i poteri necessari ad aprirvi la strada.

L’aggiunta della funzione Remote Play Together su Steam potrebbe rivelarsi ghiotta per usufruire del gioco in cooperativa con i vostri amici anche fuori di casa e dobbiamo ammettere che, sul fronte puramente ludico, Darksiders Genesis si comporta davvero bene in multigiocatore, rivelandosi ancora più divertente nelle fasi più concitate dello scontro.

A chiudere la campagna interviene la modalità Arena, una piacevole parentesi utile non solo a farmare valuta in gioco per aumentare i nostri poteri, comprando abilità e cristalli, ma anche a mettere alla prova le nostre capacità in scontri via via sempre più ardui.

Graficamente parlando non si può gridare al miracolo, ma il framerate nella nostra prova è sempre rimasto stabile ai 60 frame per secondo, supportando un livello di dettagli a ultra. Certo, la maggior parte degli effetti visivi poteva essere rivista e magari enfatizzata, e anche la gestione della telecamera andava totalmente rivista, se non altro poiché genera spesso situazioni di blocco o confusione durante alcuni scontri in zone "nascoste" dallo scenario.

Il codice di test fornitoci per fare la recensione presentava alcuni bug e una missione che è andata inspiegabilmente in blocco da sola, ma confidiamo che una patch correttiva possa risolvere tutto al lancio. D'altronde al prezzo di 30€ e spicci (parliamo della versione PC) va più che bene, rivelandosi un buon acquisto per tutti gli amanti della serie.

7.5
Darksiders Genesis non sarà certamente il gioco perfetto, ma l’amore profuso dallo studio di sviluppo fondato da Madureira fa ben sperare sull’evoluzione della saga su questa strada parallela. Il cambio di prospettiva non ha inficiato sul franchise, anzi, ha rivitalizzato l’approccio creando una valida alternativa ai classici action in terza persona dedicati ai cavalieri dell’apocalisse. Piccola nota finale: sarà che siamo appassionati di fumetti Marvel, ma Conflitto sembra essere stato scritto ispirandosi alla figura di Deadpool!