Recensione Boy Erased - Vite cancellate

Un viaggio nell'America che ‘cura' i gay

Recensione Boy Erased - Vite cancellate
di Maria Cafagna

A fine gennaio, è rimbalzata sulle bacheche italiane la notizia che

È difficile, dunque, pensare e scrivere di un film come Boy Erased senza tenere conto del clima in cui arriva, quello in cui teorie oscurantiste sembrano gettare un’ombra sulle conquiste che la comunità LGBTQI ha ottenuto negli ultimi decenni.

Boy Erased - Vite cancellate racconta la storia vera di Jared Eamons (Lucas Hedges, candidato all’Oscar per Manchester by the Sea e sugli schermi il mese scorso con Ben is back), figlio di un pastore battista di una piccola città dell'America rurale, costretto da un compagno d’università a rivelare ai suoi genitori (Nicole Kidman e Russell Crowe) di essere gay. Temendo di perdere l’affetto della famiglia e per evitare di creare scandalo all’interno della sua comunità, Jared viene spinto a partecipare ad un programma di terapia di conversione. Jared e sua madre partono così per un viaggio che metterà in discussione loro stessi e la propria Fede in Dio e negli uomini.

Boy Erased è scritto e diretto da Joel Edgerton, che nel film interpreta anche il controverso terapista che seguirà il percorso di conversione del protagonista. La storia è ispirata alla vita di Garrard Conley, da lui stesso raccontata nel libro Boy Erased: A Memoir of Identity, Faith e Family (pubblicato in Italia da Penguin Random House).

Magistralmente interpretato da Lucas Hedges, che si conferma un giovane e promettente talento, e da una straordinaria Nicole Kidman, qui con un look in versione Dolly Parton (Kidman sta vivendo un vero e proprio periodo di grazia dopo il successo di Lion e Big Little Lies). Nel film compare, in un piccolo ruolo, anche Xavier Dolan, l’ex enfant prodige ormai enfant terrible del cinema mondiale.

Boy Erased ricorda 120 battiti al minuto, la pellicola francese premiata due anni fa al Festival di Cannes che raccontava del collettivo francese Act-Up, impegnato agli inizi degli anni ’90 nella lotta per il diritto alle cure delle persone affette da HIV. Come quel film, Boy Erased è claustrofobico e a tratti disturbante: non c’è glamour, non ci sono fronzoli, c’è il dramma di un ragazzo, della sua famiglia, ciascuno alla ricerca della propria identità.

3/5
Qualcuno dirà che è un film necessario. Può darsi. Può darsi sia il solito film a tema gay. Può darsi che fino a quando ci sarà bisogno del solito film, fino a quando queste storie avranno bisogno di essere raccontate, vuol dire che non solo c’è un pubblico disposto ad ascoltare ma anche di un pubblico che ha bisogno di sentirsele raccontare.