Recensione Book Club - Tutto può succedere

Jane Fonda e la carica delle sessantenni

Recensione Book Club - Tutto può succedere
di Elisa Giudici

Diane Keaton, Jane Fonda, Candice Bergen e Mary Steenburgen sono le quattro splendide sessantenni protagoniste di Book Club, un’improbabile commedia romantica in cui un gruppetto di amiche fonda un gruppo di lettura, per ritrovarsi e chiacchierare di letteratura e vita sentimentale personale, davanti a un buon bicchiere di vino.

A ben vedere però improbabile è un termine che si adatta a parecchi aspetti di questo film. Book Club - Tutto può succedere si appoggia senza remore a tanti stereotipi della commedia romantica, senza mai metterli in discussione. Quindi ovviamente tutte e quattro le protagoniste sono a loro modo già realizzate (soprattutto professionalmente) all’inizio della pellicola, non hanno problemi economici di sorta e anzi possono contare su una certa agiatezza. Le attrici sfoggiano tutte un guardaroba, un portamento e una forma fisica che con le sessantenni “normali” difficilmente raggiungono, divise tra nipoti e problemi di salute o economici.

Una certa pigrizia si riscontra poi nel fatto che per interpretare i loro personaggi le quattro star non debbano spingersi poi molto più in là di sé stesse: le loro versioni cinematografiche si sovrappongono molto spesso al loro carattere e alla loro carriera. L’impressione è che Diane Keaton, ad esempio, si sia portata il guardaroba direttamente da casa.

La capobanda del film è palesemente Jane Fonda; l’attrice spunta il ruolo di protagonista del quartetto e anche in fase promozionale ha messo l’impegno maggiore per lanciare il film.

È nelle sue parole che capiamo quanto sia improbabile - in senso positivo - questa produzione. Book Club - Tutto può succedere, con la sua ingenuità di fondo e le battute lievi, è un film che fino a qualche anno sarebbe stato irrealizzabile nella Hollywood maschiocentrica, a meno di non ricorrere al circuito indie, dando un’impostazione meno commerciale e glamour.

L’assunto pre #MeToo è che un film con protagoniste quattro donne over 60 fosse antitetico al concetto di glamour e di redditizio e quindi improponibile, perché la vita sessuale (in particolare quella femminile) dopo i 60 o non esiste direttamente, o non è materia nobile da film.

Jane Fonda prova il contrario, guidando le tre colleghe in un film che va sempre sul sicuro e sul semplice, ma spesso arriva alla meta: divertire il suo pubblico. Le quattro partecipanti al club di lettura snobbano i classici letterari e si dedicano alla trilogia delle 50 Sfumature, ridendo divertite dei suoi contenuti hot, rimpiangendo la vita sessuale di un tempo e cominciando a darsi da fare per rinverdirla, sostenendosi e consigliandosi a vicenda.

In questo Sex & the City over 60 a ben vedere qualche momento pregevole c’è. Prendiamo ad esempio un Andy Garcia scapolone d’oro elegante, ricco e affabile, ma soprattutto completamente a suo agio con la possibilità che la sua fiamma abbia avuto una storia con una donna o che lui stesso possa sentirsi attratto da un uomo. Book Club non dimentica poi di ritrarre (senza mai irridere) le insicurezze e le debolezze maschili, consentendo ai protagonisti di dimostrare come anche gli uomini piangano o soffrano e come meritino rispetto e comprensione.

Il film sporadicamente osa pure volare alto, tipo quando lancia una battuta fulminante a tema vagina e Werner Herzog. Dal poco riscontro del pubblico, decisamente più reattivo in contesti più pop e meno arditi, forse Book Club non ha tutti i torti a farla semplice, talvolta semplicistica.

3/5
Diane Keaton, Jane Fonda, Candice Bergen e Mary Steenburgen sono le protagoniste di un’improbabile commedia romantica che mai si allontana dal livello di mera sufficienza cinematografica, ma che comunque rallegra e diverte per l’evidente impegno e le buone intenzioni di chi ha realizzato la stessa. Contando lo stigma che portano con sé l[b]e attrici over 60[/b] a Hollywood, è già un risultato ragguardevole.